Enio Pavone e’ il nuovo sindaco di Roseto degli Abruzzi

Il guaio è che invecchio e che non ci prendo più. O che non sono Nostradamus. O che sono particolarmente restio ai rabdomanti, cartomanti, chiromanti, veggenti e participi presenti varij ed eventuali.

Fatto sta che un paio di settimane or sono scrissi un post su questo blog che prefigurava la vittoria di Teresa Ginoble al primo turno delle amministrative di Roseto Degli Abruzzi.

Non solo non ha vinto ed è andata al ballottaggio, ma è stata sconfitta dal candidato del centro-destra Enio Pavone che adesso è primo cittadino di una amministrazione con un bel nome che è già abbastanza (il bel nome, dico).

Non è la vittoria della parte avversa alla maggioranza uscente, Enio Pavone è stato assessore al Bilancio – Finanze e programmazione economica – Commercio – Polizia Amministrativa – Demanio e patrimonio della Giunta Di Bonaventura.

Ma è certo che nell’orgasmo generale della vittoria di De Magistris a Napoli e di Pisapia a Milano, la notizia della vittoria del candidato del centro-destra (ex Rosa nel Pugno) rappresenta più un "coitus interruptus" che altro.

Ma in fondo hanno vinto sempre gli stessi. E domani Roseto si sveglierà con lo stesso cemento di ieri.
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Paisa’!

La vittoria di Luigi De Magistris è chiara, perfetta, trasparente, cristallina, immacolata.

E’ lui il sindaco di Napoli, e su questo non si discute. Tanti auguri, pastiere, babà al rum, triccheballacche e pizza con la pummarola ‘n coppa.

Mi vengono un paio di riflessioncine umili e timide, cui, certamente, nessuno o quasi darà un seguito.

La prima è che De Magistris viene da una carriera di pubblico ministero. Ovvero da una carriera di magistrato inquirente, che è, come è logico, diversa da quella del politico.  E mi auguro di cuore che non voglia mescolare i metodi tradizionalmente accusatori e inquisitòri tipici della professione forense che ha esercitato con quella di rappresentanza istituzionale che eserciterà. La politica ha bisogno di garanzia-e-basta e non di avvisi-di-garanzia che, visto che ora è sindaco, non può e non deve emettere lui.

La seconda è che De Magistris è stato eletto come Deputato al Parlamento Europeo.
Lasciamo perdere il fatto che ha dichiarato di volersi dedicare alla politica il 17 marzo 2009 con un post sul blog di Antonio Di Pietro, ma ha successivamente chiesto e ottenuto dal Consiglio Superiore della Magistratura la concessione dell’aspettativa  (29 luglio) che ha mantenuto fino a poco dopo la sua elezione a Strasburgo (si è dimesso dalla magistratura il 19 novembre 2009).

Quindi ritengo sia legittimo chiedersi: il Dott. Luigi De Magistris rinuncerà alla carica di parlamentare europeo per dedicarsi a tempo pieno all’esercizio della carica di sindaco della città che lo ha eletto a primo cittadino? O deciderà di mantenere entrambe le funzioni (e, pertanto, entrambi gli stipendi?)

Anche perché come Eurodeputato è stato eletto anche con il mio voto (l’ho votato alle europee, sì, non me ne pento, anche se non tornerei a farlo).
Per questo penso, anzi, sono sicuro di essere legittimato a pormi, porvi e porgli queste questioni.

E’ chiaro che siamo tutti contenti che abbia vinto De Magistris. E’ un momento di grande speranza che dobbiamo sperare non vada deluso. Ma il fatto che la politica sia corrotta non significa automaticamente dover affidare la politica agli ex PM, perché tra Giustizia e giustizialismo il passo è breve, e un sindaco non dovrebbe occuparsi né della prima né del secondo.
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Piove sulle elezioni di Roseto degli Abruzzi: domani Teresa Ginoble sindaco



Gaber cantava che "chissà perché non piove mai quando ci sono le elezioni".

Ecco, oggi a Roseto degli Abruzzi ci sono le elezioni. E piove. Governo ladro. C’è un’aria irreale, perfettamente in linea con il clima estenuante dell’attesa, cominciata sabato, perché si sa, il sabato è giornata tradizionalmente dedicata alla riflessione, mentre nei giorni precedenti è successo di tutto e di più, dai manifesti staccati ai ricattucci di condominio, dalle querele ai buffetti sulla guancia.

Siamo qui che aspettiamo quello che dovrà accadere. Ovvero che Teresa Ginoble vinca a Roseto senza nemmeno il bisogno di ricorrere al ballottaggio (con la gente che domani sera commenterà "Ma come è stato possibile?? Con altre sei liste a candidato sindaco…"), che Letizia Moratti conquisti Milano, che Rosa Russo Iervolino lasci la poltrona al centro-destra a Napoli.

In fondo le cose scontate sono questione di poco. Ha da passà’ ‘a nuttata!
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I 288 candidati al consiglio comunale di Roseto degli Abruzzi

Roseto degli Abruzzi è la ridente cittadina che ha la ventura di vedermi suo abitante, anche se non ho mai capito, in tutta sincerità, cosa abbia da ridere.

"Roseto degli Abruzzi" è un bel nome, certamente generoso, che ha sostituito quello vecchio di "Rosburgo" perché i soldanti mandati al fronte a combattere nella prima guerra mondiale, quando i treni che li trasportavano passavano di qui, fischiavano il nome vagamente germanico. Non c’entrava un cavolo, naturalmente, ma meglio di farsi pigliare a sputi va bene anche "Roseto degli Abruzzi".

Conta poco meno di 25000 abitanti secondo dati ISTAT riportati dalla per nulla inesatta Wikipedia. E alle prossime elezioni amministrative di domenica e lunedì prossimi il sindaco uscente, Franco Di Bonaventura, eletto con un plebiscito alle ultime consultazioni, lascerà l’incarico e con lui esaurisce il mandato la giunta comunale.

I candidati alla carica di Sindaco sono 7: uno per la maggioranza, uno per l’opposizione, gli altri frantumati in liste civiche.  Ho la netta sensazione che il candidato del PD Teresa Ginoble succederà a Di Bonaventura sbancando al primo colpo, e senza bisogno di andare al ballottaggio. Il perché mi pare risulti fin troppo evidente, in un centro in cui le strutture alberghiere si moltiplicano come le alluvioni.

Oltre ai sette candidato a sindaco si sono candidati 288 cittadini per la carica di consigliere comunale.

Che cazzo, un candidato ogni 87 abitanti! Cosa ci facciamo con un candidato ogni 87 abitanti? E cosa vuol dire questo dato? Vuol dire che c’è una affezione alla politica tale da giustificare tutto questo giovanile entusiasmo?? Non mi pare, considerato che 22 di loro si sono candidati per la Lega Nord-Abruzzo (sì, esiste), uno dei partiti più vecchi che esistano a livello nazionale.

Ogni 87 abitanti siamo pronti a mettere potenzialmente al Consiglio Comunale un rappresentante disposto a scannarsi contro tutti gli altri. E sono tutti convinti di farcela, che la maggioranza uscente sarà sbaragliata, che se ne andranno a casa, che sarà una bella lotta… Ma ci credono davvero? No, perchè un conto è far finta di crederci e cercare di rassicurare gli elettori un conto è esserne convinti. E se ne sono convinti, perché?

La via Nazionale di Roseto è piena di furgoni, macchine, trasporti eccezionali che mostrano l’effige di chi, come si dice da queste parti, con un dialetto che ricorda piuttosto un codice fiscale, "s’ha reves’tét’!" (si è "rivestito", ossia, "ha messo il vestito buono") e si presenta con la barba appena rasata e il trucco impeccabile. Sono pieno di "santini" elettorali, sembra la collezione dei calciatori. Tutti mi fermano per chiedermi se sono "impegnato" per le elezioni.  Sì, sarò impegnatissimo ad attendere il risultato scontato di un voto che non può andare diversamente.

Mo’ avast’, però…
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