Quella sua maglietta fina

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Sulla maglietta blu venduta in un super o ipermercato Carrefour della Capitale si vedono un omino e una donnina che litigano. Lei alza la voce e lui, per reazione, la spinge fuori dalla vignetta facendola precipitare. La scritta reca la duplice didascalia “Problem/Solved”. Come a dire che il problema di una donna particolarmente petulante si risolve buttandola di sotto o escludendola comunque dal contento della interazione verbale (a voler essere proprio buoni e a voler leggere il messaggio nel modo più neutro e meno cattivo possibile). La maglietta, come era prevedibile, non è piaciuta agli ambienti della sinistra (qui un tweet di Monica Cirinnà)

e Carrefour è stata costretta, ammettendo che la messa in vendita dell’indumento è stata il frutto di un mero errore, a ritirare il prodotto dagli scaffali.

In breve, se ne è fatto un gran parlare. ma è solo la punta dell’iceberg, perché a inserire la chiave di ricerca “problem solved maglietta” su Google si vine rimandati a un maremagnum di soluzioni che riportano vignette anche peggiori di quella tolta dalla vendita da Carrefour. Su E-bay, a 16 euro e spiccoli è disponibile questa:
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Bambole, non c’è una lira

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Come avete visto le pubblicità di Amazon sul blog sono durate poco (anzi, pochissimo). Hanno ricevuto, questo sì, migliaia di clic (grazie!) ma sfortunatamente nessuno di questi accessi è stato talmente generoso da ordinare qualcosa sul gigante delle vendite on line, e darci la possibilità, così, di far sopravvivere il blog con le percentuali sui proventi degli articoli venduti. Insomma, le percentuali sono: clic 3584, vendite 0. Uno squilibrio troppo abissale per continuare a mantenere certi contenuti. Se quei 3584 clic fossero stati fatti sui contenuti di Google AdSense (che vedete adesso sul blog) a quest’ora non dico che sarei ricco ma vedrei la sopravvivenza economica del blog sotto un’altra e più positiva prospettiva. Quindi si torna ai santi vecchi. Sarà questione di centesimi, ma è sempre meglio di niente. E in più ve lo meritate!

Stavolta ci sono cascato anch’io

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Questo spamming era talmente ben fatto che stavolta ci sono cascato. Ho ricevuto questa falsa mail da Amazon all’indirizzo valeriodistefano@classicistranieri.com (che solitamente non uso nei miei rapporti di cliente e affiliato, e avrei dovuto accorgermente subito, ma io macché, duro di comprendonio come le pigne verdi…) in cui mi si diceva che un cliente, tale Valentino Lombardi, avrebbe acquistato un prodotto da me e avrebbe inviato un commento negativo in quanto, sempre a detta del cliente, non avrebbe ricevuto il prodotto desiderato e regolarmente pagato. Io, che non vendo niente con Amazon, a parte pochissimi e-book la cui distribuzione però è gestita da Amazon stessa, fesso, ci sono cascato, ed eccola lì la finestrella, pronta per carpirti nome utente e password. Li inserisco. E ho fatto la mia. Il sistema mi dice che a momenti dovrebbe arrivare sul mio telefono cellulare un codice SMS di controllo, ma, naturalmente, non avendo gli spammer il mio numero di cellulare, non è arrivato un belino. I miei dati saranno ora archiviati presso qualche database situato chissà dove (magari alle Cayman) e qualcuno potrebbe utilizzarli per comprare su Amazon e addebitarmi le spese. La prima cosa da fare è cambiare SUBITO la password di Amazon, quella vera, cosa che ho fatto IMMEDIATAMENTE (fossi scemo fino a questo punto?), in modo da bloccare malintenzionati in giro. E’ solo colpa mia, i segnali di preavviso c’erano ed erano numerosi, ma la truffa è stata fatta proprio bene, stavolta scritta in un ottimo italiano e senza la possibilità di rilevare alcuna anomalia (lo so, lo so, bisogna comunque controllare i link). Voi stateve accuort’, n’est-ce pas??

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Il mio caro serial killer che non è ancora arrivato

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Ho fatto un’ordinazione da Amazon. Siccome dovevo raggiungere la soglia minima di prezzo per usufruire della spedizione gratuita, ho deciso di prenotare un libro in uscita il 15 marzo.

Il volume in questione è “Mio caro serial killer” di Alicia Giménez-Bartlett (sì, a volte ho delle letture inquietanti), editore Sellerio. Una novità che tutte le librerie hanno in dotazione.

Controllando lo stato dell’ordine su Amazon, ieri (19) ho appreso che il libro era finalmente stato spedito. Oggi mi arriva una mail automatica in cui in pratica mi dicono che si scusano, ma ci sono dei problemi, il volume non è disponibile (quanto tempo ci vorrà per farsi spedire una fornitura da Palermo??), siamo costernati, ma non si preoccupi, lo riceverà sicuramente tra il 6 aprile e il 26 aprile prossimo.

Così poco?? Ma è fantastico! Faccio anche in tempo a morire. E’ un lasso di tempo di circa 35 giorni. E il tutto per un libro regolarmente in commercio. Ed è Amazon, non il libraio sotto casa.

Aspetterò rassegnato, senza sapere chi è l’assassino, che per un appassionato di gialli è più che una pena, è carcere duro!

Del primato dei libri di carta

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Distribuisco e-book (o, meglio, testi digitalizzati, chè v’è la sua differenza) da una decina di anni, attraverso il sito gemello www.classicistranieri.com. Diciamo quindi che dell’argomento ne mastico un pochino. E che mi sono sentito tante, troppe volte rivolgere la (preoccupata) domanda “Ma l’e-book soppianterà il libro di carta?”

Giusto ieri sono incappato in un breve scritto di Richard Stallman (ve lo riporto nel file PDF in fondo, o guardate quanto sono gentilino!) sul pericolo di (certi) e-book. Ma non ci voleva certo Stallman per ricordarci che il libro di carta ha un vantaggio enormemente più grande, quasi incolmabile, sull’e-book che si acquista su Amazon (spesso a prezzi quasi corrispondenti alla versione cartacea, per cui tanto vale…).

Stallman fa giustamente notare che si può comprare un libro di carta pagandolo cash e mantenendo il più completo anonimato. Su Amazon dovete dare il vostro nome e cognome, il vostro indirizzo e un recapito di posta elettronica e questo non è certamente un bene.
Un libro di carta ha una tecnologia conosciuta e “aperta”, il corrispondente per Kindle è in un formato chiuso e proprietario.
Una volta acquistato un libro di carta potete portarlo a casa, nasconderlo nella libreria e ritirarlo fuori tra 20 anni per leggerlo, sarà sempre lo stesso oggetto e sarà sempre leggibile. Sfortunatamente non sappiamo ancora se fra 20 anni esisteranno applicativi che ci permettano di leggere i libri acquistati oggi su Amazon. Anzi, per dirla tutta, non sappiamo neanche che fine faranno i formati storici come il PDF. Come dico sempre, la Bibbia di Gutenberg è ancora leggibile dopo oltre 500 anni, abbiamo bisogno di tecnologie che ci garantiscano la sopravvivenza delle informazioni per almeno un tempo equivalente.
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Amazon: gli e-book del Kindle Store si potranno prestare (pensate un po’!)

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Amazon ha diffuso recentemente la notizia che gli e-book acquistati e scaricati dal Kindle Store, potranno essere prestati.

Ma ci pensate? Questa sì che è una notiziona, non stavamo più nella pelle, com’era possibile comprare un libro elettronico senza poterlo prestare? Un’ingiustizia bella e buona a cui, fortunatamente, quelli di Amazon hanno posto rimedio, perché non è vero che guardano ai profitti, no, loro vogliono solo far felici gli utenti che sborsano fior di quattrini per acquistare un file. Dico un file.

Voi pensate che al mondo ci sono biblioteche virtuali e digitali come il Project Gutenberg che da anni gli e-book li distribuiscono gratis, senza bisogno di acquistare alcunché? Siete dei retrogradi, dei trogloditi dell’informatica, ma come, perché dovete scaricare gratuitamente dei titoli disponibili in formati per tutte le piattaforme quando potete comodamente pagare?

E pensate che quello che pagate potete tranquillamente prestarlo a un amico per volta, per un periodo massimo di 14 giorni, e solo a patto che sia iscritto a sua volta a Kindle Store.

Tutti felici e contenti. Alleluja.

E pensare che se comprate un libro di carta potete prestarlo a chi volete (sì, sì, anche a chi NON è iscritto al Kindle Store, pensate un po’ a dove è arrivata la tecnologia inventata da Gutenberg nel XV sec.!), per tutto il tempo che volete,  e se proprio non ce la fa a leggerlo nel tempo tassativo di 14 giorni potete anche dirgli, in uno slancio di generosità "Tienilo pure, se ti fa piacere, te lo regalo", oppure se proprio non vi piace potete regalarlo alla biblioteca della vostra città in modo che qualcuno lo prenda in prestito (anche per un mese, nientemeno!).

E’ inutile, finché la gente non si renderà conto che il libro elettronico serve a cose completamente diverse da quelle per cui serve un libro di carta (ad esempio, non è possibile aggiustare la zampa di un tavolino con un file .PDF o .EPUB, non si può usare un file .TXT per accendere il fuoco) questo affare degli e-book sarà un completo e totale flop, soprattutto perché non si può far pagare al pubblico quasi lo stesso prezzo (quando non un prezzo maggiorato) di un libro cartaceo per un file.

BOL oggi vendeva "Il cimitero di Praga", l’ultimo libro di Umberto Eco a 13,99 in versione e-book:



e a 13,65 (con il 30% di sconto dovuto a un’offerta speciale) il cartaceo:



C’è qualcosa che non va: perché devo pagare di più qualcosa che non posso nemmeno passare a un amico perché se lo legga, o che, nel migliore dei casi, posso prestargli solo per 14 giorni?

La carta è il formato più libero che abbiamo.

La Bibbia di Gutenberg, il primo libro stampato, è ancora perfettamente leggibile dopo 600 anni. Il file del libro di Umberto Eco, tra 600 anni, probabilmente non lo leggerà più nessuno e nessuno saprà cosa sia. Non per colpa di Umberto Eco, naturalmente (il suo è solo un esempio).

A dire il vero, tra 600 anni nessuno leggerà più nemmeno questo blog. Ma almeno per leggerlo  oggi non pagare una lira. Poi lamentatevi, eh?

Your book has been selected for listing on Amazon.com’s Marketplace! (che culo…)

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Per la serie: sta succedendo qualcosa, e qualunque cosa sia, non mi piace per niente.

Verso la fine del 2007 pubblicai un piccolo libro su Lulu.com, il primo editore print-on-demand che è riuscito a farsi largo in rete.

Un mio amico lo definì, giustamente, un "vanity book", era semplicemente una raccolta di quelli che io ritenevo (allora) i migliori post del blog, poche paginette in tutto da regalare per Natale ad amici, colleghi, colleghe (pochissime!) genitori e quant’altro.

Son quelle cose che nella vita si fanno e che dànno anche soddisfazione perché poi c’è gente ci vuole la dedica sopra e ti senti tanto Giorgio Faletti o Gianrico Carofiglio.

Come tutti i "vanity books" è riuscito ad avere "successo" e a mantenere viva la discussione su di sé per due o tre mesi. Sempre di più dell’entusiasmo dimostrato nei confronti di Arisa, comunque.

Poi è caduto nell’oblio ed è rimasto nel catalogo Lulu.com a fare numero e me ne sono dienticato. Oggi ho ricevuto una mail da Lulu.com in cui mi si dice:


Congratulations, your book has been selected for listing on Amazon.com’s Marketplace!  As a result, your book will now be easily found on the world’s largest online bookseller.

There will be some differences between your listing on Lulu and your listing on Amazon.  Amazon charges a fee to list your book, and in order to cover that cost your book will be listed with a 30% markup; however your royalty will remain the same, and your book’s price on Lulu will not change.  Furthermore, your book sales on Amazon will reflect in your Lulu account immediately.

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