Topolin, Topolin, viva Topolin

Reading Time: < 1 minute



Pare che Napolitano stia per dare l’incarico di formare il nuovo governo (istituzionale o no che sia) a Giuliano Amato.Lo incarica ufficialmente, lo manda davanti al Parlamento, poi se prende la fiducia bene, se no guiderà il Paese fino alle elezioni più anticipate della nostra storia.

Mettono “Topolino” a capo del Governo. Il Ministro della giustizia sarà Basettoni, quello dei rapporti col parlamento Macchia Nera e Pippo avrà il Ministero degli Esteri.

E’ sempre meglio la Banda Disney di Mastella.

Amato: reprimere è meglio che intervenire – di Maurizio Coletti

Reading Time: 3 minutes
Il tentativo di costruire una nuova politica sulle droghe, meno inutilmente repressiva, più pragmatica ed efficace, rischia di arenarsi sulle secche dei moralismi, dei sacri principi, dei “non possumus”, delle timidezze. Del resto i segnali già c’erano, abbondanti. I caporioni di AN, con l’accompagnamento di Giovanardi, avevano iniziato a suonare grancasse e tromboni sul fatto che “sulla droga non si transige, è droga e basta”. Droghe e drogati visti come il grande pericolo per la società e, manco a dirlo, per la famiglia. I teo-dem si sono subito fatti vivi sui principi, più sacri che laici. Costoro sono certi che l’uso di droghe sia sempre e comunque moralmente riprovevole e si oppongono a qualsiasi approccio moderno, tollerante ed efficace verso usi ed abusi. L’arruolamento dei temi delle droghe in quelli “eticamente sensibili” è supportato da molti. Come già ricordato in altre occasioni, Fassino individua una connessione tra le droghe, i Dico, la procreazione assistita ed altre faccende; su questi, afferma, occorre agire con cautela e con grande delicatezza. Il che equivale alla paralisi completa, come è noto.

Nessuno si perita di sottolineare che le politiche su questi temi dovrebbero almeno un poco, essere basate sulle evidenze e che le scelte di contrastare il fenomeno attraverso la repressione dei consumatori è fallita, in Italia ed altrove. La repressione, la minaccia, la durezza, non riescono a convincere giovani e meno giovani a non consumare. Le stesse azioni sono ugualmente, totalmente inefficaci per chi abusa di sostanze. Ragionevolezza vorrebbe (insisto: ragionevolezza, non ideologia) che si evitassero gli errori fin qui commessi e che si provasse a considerare la cosa sotto altri punti di vista. Il che non vuol dire inevitabilmente politiche liberalizzatici, legalizzatici, lascive e permissive. Vuol dire, soprattutto, abbandonare l’approccio repressivo. Continua la lettura di “Amato: reprimere è meglio che intervenire – di Maurizio Coletti”