E ci manchi tanto

Paolo Morelli è stato uno dei pochi a fare musica senza uscire dal pentagramma che lui stesso si era costruito intorno.

Così, assieme agli “Alunni del Sole”, riuscì a fuggire da un facile romanticismo di facciata per crearne uno più vero e solido, contorniato da una musica siil-classica d’occasione, ma molto piacevole.

Ha composto canzoni che molti di noi canticchiano ancora. Ora se n’è andato a inventarsi un’altra poesia. Senza nemmeno una paginetta di Wikipedia a lui dedicata. Come tutte le persone che hanno ancora qualcosa da dire e non lasciano agli altri il compito di dire di loro.

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Gli Alunni del Sole – Liu’ si stendeva su di noi (e ci dava un po’ di se’, beninteso…)

Liù che si stendeva su di noi e ci dava un po’ di sé (senza chiederci perché) è una delle immagini sessualmente più liberanti della canzone italiana degli anni 70.

Gli Alunni del Sole sono stati certamente uno dei gruppi più interessanti degli anni 70, anche se "Liù", essendo il loro pezzo più famoso, automaticamente non è il migliore.

La canzone, però, se la ricordano tutti, e magari una Liù che ce la dava a tempo perso e senza fare neanche troppe domande la sognavamo un po’ tutti. Certe canzoni erano anche smaccatamente maschiliste, ma le ragazze di allora non ci facevano troppo caso.

Era un mito, "Liù", un modello di amore libero che si sarebbe infranto, come la notorietà del gruppo, con la musica decisamente più elettrica ma meno sincera ed appassionata, degli anni ’80.

Ancora poco tempo, e avremmo dimenticato la generosità di "Liù" per andare "a la playa" (oh, oh, oh, oh, ooooh…). Pirla che eravamo!
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Gli Alunni del Sole

Di quei gruppi canterini un po’ nostalgici, romantici e con i colletti delle camicie regolarmente a punta, gli Alunni del Sole (nome mutuato da un romanzo di Giuseppe Marotta) sono stati certamente i più bravi.

Certo, sviolinate con orchestre che neanche i Wiener Philarmoniker ("Concerto/di un mare senza te/che suona/ e ti riporta a me…"), valzeroni lenti ("Taranté, t’arricuord’e suspire Taranté?"), e c’era sempre Liù, che "si stendeva su di noi e ci dava un po’ di sé" (beh, c’erano anche a quei tempi le ragazze facili…) ma anche canzoni come "Un’altra poesia", che era in assoluto la più bella ("Così tornando ti porto un regalo/quel fondotinta che ti piace sul viso…").

Recentemente, oltre a un vecchio CD ripescato chissà dove grazie alla complicità di un amico, che per comodità chiamerò "Tierra y Libertad" (lui sa…), ho trovato alcune foto degli Alunni del Sole come sono adesso. Praticamente inguardabili.

Ricordiamoceli come erano allora (quella che vedete è la copertina di "E mi manchi tanto"), e chi se li ricorda con me, metta un dito qui sotto!

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