Woody Allen – To Rome with Love

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…e per carità, è Woody Allen, non dico mica di no, è Woody Allen e gli si può perdonare tutto, anche aver fatto un film non esattamente superlativo o, quanto meno, poco credibile. Per carità, battute al fulmicotone come solo lui sa fare (“Sei ancora in contatto con il Dr. Freud? Allora fatti ridare i miei soldi!”), ma il tutto non sta in piedi e si presenta come la classica cartolina patinata dell’Italia, con una Roma sempre e perennemente bella, al tramonto, permeata di giallino, con una americana ricca che incontra un romano, figlio di un improvvisato cantante di lirica a tempo perso e a tempo pieno agente di pompe funebri, se ne innamora e lo sposa. Poi c’è una ragazza americana fuori di testa (anche lei ricca, mamma mia quanto sono ricchi gli americani che vivono o che vengono a Roma, ma voi ne avete mai visto qualcuno??) che vuol fare l’attrice ma si è lasciata con il suo coso e allora va a trovare una amica (guarda caso americana anche lei) che vive a Roma (e ti pareva?) e finisce con l’andare a letto (o, meglio, in macchina) con il ragazzo di costei che sta per perdere la testa e mollare la legittima ma viene salvato in corner da una telefonata che offre all’amante una parte in un film. Poi c’è una coppia-modello, lei insegnante lui proprio non-si-sa (spesso non si sa cosa facciano esattamente i personaggi di Woody Allen, a parte viaggiare per il mondo ed essere ossessionati da nevrosi!). Lei si perde per Roma e finisce tra le braccia di un attore (Antonio Albanese) ma poi finisce per andare a letto con un altro (un ladro interpretato da Scamarcio), lui invece si godrà una commedia degli equivoci in cui finirà a far l’amore (e te dài!!) con una prostituta interpretata da una brava Penélope Cruz. Il tutto fra colori pastellati e atmosfere idilliache che sembra di avere a che fare con i prodotti alimentari italiani che vendono nei duty-free degli aeroporti e che li trovi solo lì e in nessun altro negozio. Ah, dimenticavo, i ragazzi italiani si chiamano Leonardo o Michelangelo. Ovviamente.
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Sogni e delitti – di Woody Allen

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Certo, "Match Point" era un’altra cosa, ma "Sogni e delitti" è un film senza infamia e senza lode -soprattutto senza infamia- di un Woody Allen che scandaglia sempre più gli abissi dell’animo umano fino alle conclusioni inevitabili.

Il film è interpretato bene, insomma, andatelo a vedere che sono euro spesi in maniera eccellente.

Tullio Kezich ("voi critici, voi personaggi austeri…") sul "Corriere della Sera" ha scritto che non vedremo più commedie da Woody Allen, il che non è detto sia per forza un male.

Se il finale del film vi delude sfiga per voi perché la realtà è anche peggiore.