Ma tutto questo Alice non lo sa

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Alice Munro teikna av Andreas Vartdal - This file is licensed under the Creative Commons Attribution-Share Alike 1.0 Generic license

Forse gli ultimi due “grandi” a ricevere il Premio Nobel per la Letteratura sono stati Gabriel García Márquez e Harold Pinter. A parte loro calma piatta, tranne, forse, il sussulto di dignità che si deve a José Saramago e alla sua opera.

Gli italiani non si ricordano nemmeno il nome dei loro connazionali scrittori che sono stati insigniti di questa onoreficenza. Dario Fo è vagamente rammentato, Eugenio Montale è già ormai tristemente e ingiustamente messo da parte, di Pirandello giusto “Il Fu Mattia Pascal” “perché è nella lista dei libri da comprare”, Carducci è ridotto a un paio di versi da mandare a memori, e tra alberi a cui tendevi la pargoletta mano non c’è più l’ombra di un Quasimodo troppo imbarazzante per portarselo appresso.

Il Premio Nobel per la Letteratura è una sorta di lotteria per gli editori. Chi si è assicurato i diritti di traduzione vince una paccata di denari. In fondo basta ritirare fuori un file e un titolo che veniva dato per esaurito da anni riappare con una fascettina rossa sui banchi delle librerie solo perché l’autore ha vinto il Nobel.
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