Bambole, non c’è una lira

Come avete visto le pubblicità di Amazon sul blog sono durate poco (anzi, pochissimo). Hanno ricevuto, questo sì, migliaia di clic (grazie!) ma sfortunatamente nessuno di questi accessi è stato talmente generoso da ordinare qualcosa sul gigante delle vendite on line, e darci la possibilità, così, di far sopravvivere il blog con le percentuali sui proventi degli articoli venduti. Insomma, le percentuali sono: clic 3584, vendite 0. Uno squilibrio troppo abissale per continuare a mantenere certi contenuti. Se quei 3584 clic fossero stati fatti sui contenuti di Google AdSense (che vedete adesso sul blog) a quest’ora non dico che sarei ricco ma vedrei la sopravvivenza economica del blog sotto un’altra e più positiva prospettiva. Quindi si torna ai santi vecchi. Sarà questione di centesimi, ma è sempre meglio di niente. E in più ve lo meritate!

250 Views

Che senso ha la pubblicità nel blog?

Avrete notato che sul blog ho reinserito gli spazi pubblicitari di Google AdSense. Non ci sono perché mi piace mettere la réclame per ogni dove, ma perché i clic fatti su quegli annunci contribuiscono a far sopravvivere il blog sotto forma di pochi centesimi per volta. Non vado orgoglioso di questa scelta, ma blog e classicistranieri.com cominciano a costarmi una bella sommetta l’anno, per cui cerco di riprendermi qualcosa con questo sistema. Cercate di ricordarvene ogni volta che passate di qui per leggere qualcosa.

156 Views

Lavori in corso

lavori-in-corso

Nei giorni scorsi, ve ne sarete resi conto, il blog è stato a tratti irraggiungibile per via di alcune manutenzioni di ordine tecnico (sissì).

Come vedete ho eliminato (sarà la terza o la quarta volta che lo faccio, ma sento che questa è la volta buona, come direbbe Renzi) la pubblicità di Google. La mia pigrizia mi avrebbe imposto di lasciarla, ma si trattava di un contenuto ormai troppo invadente (dal punto di vista dell’occupazione dello spazio) ma soprattutto poco redditizio: dai 20 ai 90 centesimi di euro di media non sono neanche il caffè al bar della colazione. E la mia libertà di opinione vale molto di più (Adsense di Google mi filtrava i contenuti per vedere se erano confacenti alla pubblicità che programmavano su queste pagine). Senza contare che io non bevo caffè e non faccio colazione al bar.

Altra eliminazione importantina è stata quella del banner di Feedjit, anche quello piuttosto severo in termini di risorse di privacy. Certo, non è un segreto se arrivate su questo blog da una ricerca di Google, se ci venite tutti i giorni, o se lo fate grazie a un link di un’altra ricerca (ed era proprio questo tracciamento che Feedjit permetteva). Ma in fondo non serviva a nulla. E va beh, d’accordo che mi piacevano le bandierine.

Volevo anche cambiare il vestitino del blog. Questo lo mantengo perché è semplice e sobrio, ma mi ci vorrebbe qualcosa che sia un po’ più friendly con gli smartphone, magari intanto che ci sono smanetto un po’ però stavolta il blog dovrebbe essere sempre visibile. Se così non dovesse essere abbiate pazienza, mi sto facendo un ballino di cazzi miei.

140 Views

SEL voleva vietare la pubblicità su siti e blog politici, ma mantiene AdSense sui suoi

“Sinistra, Ecologia e Libertà” è un partito politico che ha il termine “Libertà” nel nome.

Alcuni suoi componenti hanno presentato un emendamento al Senato. Si tratta dei Senatori De Petris, Barozzino, Cervellini, De Cristofaro, Petraglia, Stefano e Uras (emendamento respinto)che vieterebbe la presenza di spazi pubblicitari su siti e blog pertinenti a partiti politici (o “movimenti”, scrive prudenzialmente il testo dell’emendamento, e l’obiettivo è fin troppo chiaro), a persone che ricoprano funzioni istituzionali, pena il pagamento di 5000 euro per ogni giorno di permanenza della pubblicità successivamente alla data limite contestata dalla Commissione di vigilanza.

Oggi si sta parlando di un qualche appoggio di SEL al non ancora neonato governo Renzi, per cui, nell’album delle figurine del successore di Letta ci potrebbe essere posto anche per un esponente del loro gruppo. O, forse, una esponente.

Di certo mi risulta che Beppe Grillo sia un privato cittadino, e che sul suo blog possa ospitare tutta la pubblicità che vuole. Magari chi verrà colpita sarà la sede locale di partito che mette qualche paginetta in Internet per far conoscere le proprie iniziative e che vuole ripagarsi l’hosting (chè, tanto, non è che riprendi poi tanto di più).

Andatelo a chiedere a quelli di www.sinistraelibertaugento.it che nella pagina dello statuto mettono la pubblicità di AdSense! (E ora come la sbrogliano?)

159 Views

“Cancro? Aloe subito” – Annuncio pubblicitario rimosso da questo blog

Sulla testata del blog (il mio blog) l’altro giorno è apparso, tra gli annunci di Google Adsense questo testo pubblicitario:

"Cancro? Aloe subito. Dr. XXX risponde ad Agosto indo XXX YYYYYY Chemio? Aloe subito…" (segue l’indirizzo web di un sito)

Non conosco l’efficacia terapeutica dell’aloe contro il cancro o quale effetto abbia sulle conseguenze dell’uso di farmaci chemioterapici.

Ma io questo annuncio sul mio blog non ce lo voglio.

Ho messo il sito nella blacklist del mio account di Google Adsense e in poche ore non dovrebbe essere più visibile in questa sede.

Se dovesse accadere avvertitemi, sì??

136 Views

Wikipedia ha raggiunto i 16 milioni di dollari di donazioni volontarie

Hanno pianto, si sono impuntati, hanno spiegato che Wikipedia, nel 2011 non avrebbe potuto continuare ad esistere se non avesse avuto il conforto di 16 milioni di dollari di donazioni da parte degli utenti (appena il doppio della cifra richiesta per sopravvivere senza pubblicità nel 2010), e alla fine ce l’hanno fatta, i 16 milioni, grazie a chi ha deciso di contribuire, sono in saccoccia a un gruppo di persone che stabiliscono che un  nerd sia legittimato a credersi più autorevole di un professore universitario.

Jimmy Wales, che aveva pubblicato il suo appello per chiedere ai suoi utenti di contribuire alla creatura collettiva, tira un sospiro di sollievo e afferma che anche quest’anno Wikipedia non farà ricorso alla pubblicità.

E ci credo, con 16 milioni di euro ti puoi permettere un server in oro zecchino, come la bara di Michael Jackson, col mouse tempestato di brillanti, porti a cena  un figone spaziale che se le allunghi qualche  banconota frusciante ti dice anche "ti amo, voglio essere tua per tutta la vita!"

Sembra che con una parte dei proventi saranno pubblicate delle magliette che poi saranno vendute dietro una donazione minima di 25 dollari.

Anche questa è roba mica da ridere, sapete? Insomma, se io dono 25 dollari o qualcosa di più mi compro una maglietta.

Ma se regalo una cifra di denaro poi come faccio a pretendere qualcosa in cambio? Una donazione è una donazione, io ti do dei soldi senza che tu mi dia nulla, una donazione non è un do ut des.
E se per avere una donazione devo promettere una maglietta, allora mi conviene aprire un negozio on line perché c’è qualcosa che non funziona, la gente mi deve dare i soldi perché crede in quello che faccio, non perché le prometto qualcosa in cambio, fosse anche solo la magliettina per andare a fare il ganassa con gli amici perché credi in Wikipedia e tutti lo devono sapere (già… perché tutti lo devono sapere?).

Poi mi son voluto togliere uno sfizio. Su Wikipedia in italiano c’è la pagina delle donazioni. Cosa ci sarà scritto?

C’è scritto che posso donare del denaro mediante PayPal (ok, è il mezzo di trasmissione del denaro più utilizzato in Internet), mediante Moneybookers (che non è così diffuso, ma è decisamente meno caro) oppure… oppure con un bel bonifico bancario.
Infatti trovate il codice IBAN che fa capo a Wikimedia Italia.

La banca di appoggio è una filiale di Unicredit Banca con sede a Mogliano Veneto.

Ora mi sono detto: che cosa scrive Wikipedia alla voce "Unicredit Banca"?

Pronti: "Unicredit è stata coinvolta in un’inchiesta della trasmissione Report, in cui si accusa la banca di aver fatto sottoscrivere ad aziende private ed enti pubblici dei contratti, detti derivati, contenenti costi impliciti che i clienti inesperti non sono in grado di calcolare." (…) "Secondo la trasmissione, la Consob ha multato Unicredit Banca d’Impresa per mezzo milione; Unicredit impugnerà il provvedimento."
E ancora: "Organizzazioni non governative come Greenpeace e la Campagna per la Riforma della Banca Mondiale hanno criticato Unicredit per la sua intenzione di partecipare a ben due consorzi (uno direttamente e uno tramite HypoVereinsbank AG) che partecipano alla gara d’appalto per la realizzazione del progetto di centrale nucleare di Belene, sito soggetto a forte rischio sismico, nel nord della Bulgaria. Unicredit ha successivamente ritirato la partecipazione alla gara per finanziare il progetto."

Insomma, non è che i soldi dei donatori italiani vadano a finire esattamente in  Banca Etica.

Ora, voi mi direte, tu che fai tanto il paladino della cultura libera, si può sapere quanto cacchio guadagni con le pubblicità?

E’ presto detto: nell’anno 2010 ho maturato 307,40 euro. Gli importi di quanto maturato che mi sono stati corrisposti nel 2010 saranno regolarmente dichiarati al fisco nel 2011. Ci pago l’hosting dei siti e una quota minima dell’ADSL annua, tutto il resto è a carico mio.

Ma a voi non ho mai chiesto un centesimo.

Le magliette fàtevele da soli.

182 Views