Ma il tumore non è un dono

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Nadia Toffa in una recente istantanea tratta da "Vanity Fair"
Nadia Toffa in una recente istantanea tratta da “Vanity Fair”

Nadia Toffa sta veramente esagerando. Anzi, ha rotto decisamente i coglioni. Sostenere che il cancro è un dono, anche se lo si sostiene esclusivamente per proprio conto e sulla base della propria personalissima esperienza, è un’offesa nei confronti di tutti quelli che soffrono per questa malattia, per i loro diretti congiunti, per le tante disperazioni che caratterizzano i contesti personali e familiari di chi è affetto da tumore. Il cancro è un dono una veneratissima sega. Un dono ti sorprende, ti lascia a bocca aperta dallo stupore, sei sempre grato a qualcuno per quello che hai ricevuto, che sia una persona cara ad avertelo fatto o Dio in persona (naturalmente solo per chi ci crede, chi non ci crede muore come un cane tra atroci sofferenze) mentre il tumore è tedio, lo accogli con sconforto, non sai più che fare, sei disorientato, cerchi di reagire al meglio, ma il meglio non è mai sufficiente, il cancro è l’anticamera della morte, è il calvario della chemioterapia, di speranze che svaniscono, di una vita che non è più degna di essere vissuta come tale.

Nadia Toffa sarà anche malata, ma anche i malati dicono banalità assolute e dozzinali. Ha detto “se ce l’ho fatta io a sconfiggerlo ce la può fare chiunque”. Ma non è tutto: “Tutti i tumori sono uguali”. Un cazzo. Ci sono tumori che, presi a uno stadio iniziale, possono perfino essere guariti con un intervento chirurgico e un po’ di radioterapia. E ci sono tumori in stadio talmente avanzato da essere curati con la sperimentazione perché ormai non c’è nulla da fare. Di tumore si muore. Il cancro uccide. E uccide lentamente, in anni e anni di sofferenze e di alternarsi di speranze e sconforto. Siamo felici che Nadia Toffa si sia illusa di averlo sconfitto, ma c’è gente che non ce la fa sul serio, non per finta, e non è vero che quel “chiunque” riesca sempre e comunque a cavarne le gambe.
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