San D’Alfonso d’o Liquore

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Il primo cittadino di Pescara, inquisito, fu posto agli arresti domiciliari e poi liberato, in attesa di giudizio.

La liberazione fu disposta per un motivo molto semplice: non c’era più alcun pericolo di inquinamento delle prove.

D’Alfonso si affacciò al balcone di casa sua e prese a salutare la gente che lo sosteneva (due o tre) e che inneggiava al proprio sindaco, inquisito, perché, si sa, visto che sono sottoposti alle indagini della magistratura allora è sempre meglio essere dalla loro parte, non si sa mai.

Una volta liberato, e fatto credere che se era libero era evidente che le accuse erano insussistenti (ma se erano insussistenti chissà perché non le hanno ritirate), sorgeva il dilema di che cosa fare con le dimissioni nel frattempo presentate, visto e considerato che le dimissioni di un sindaco possono essere ritirate entro 60 giorni.

Ha pensato bene, D’Alfonso, di andare in convento e mandare un certificato del suo medico di fiducia (è ovvio che il suo medico di fiducia è un consigliere regionale del PD!) in cui si dichiara affetto da infermità "ingravescente e permanente".

Il suo medico curante ha riferito di non aver mai scritto quelle parole sul certificato. Nel dubbio Nicola Trifuoggi gli ha sequestrato anche quello.

Forse D’Alfonso spera di essere condannato agli esercizi spirituali!

Abruzzo: chi batte i denti, chi prende il ritmo e chi ci balla sopra

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In Abruzzo ha vinto Chiodi, dopo le esultanze dell’inquisito Ottaviano Del Turco, che ha fatto di tutto e di più per far capire che per  lui la vittoria di Costantini non sarebbe stata opportuna.

Voglio dire, abbiamo un candidato commercialista, che piace alle donne e che è amico di Berlusconi, mica vorremo far vincere Costantini solo perché è onesto?

Poi, quando si è saputo che Chiodi aveva ormai vinto, e che il 50% degli aventi diritto al voto in Abruzzo se ne fregava altamente, hanno messo il sindaco di Pescara D’Alfonso agli arresti domiciliari. Comune commissariato, e via nuove elezioni.

La gente, giustamente, si è risentita, e reclama a gran voce il *suo* sindaco che è stato inquisito ingiustamente dalla magistratura, lui che era buono e che aveva fatto tanti favori a tutti, adesso si va alle nove elezioni e magari si corre anche il rischio che ad occupare la poltrona sia anche una persona onesta, eh, no, così non va, bisogna quanto meno protestare.

Intanto Severino Mingroni, disabile (ma qualcuno lo dichiara ancora "diversamente abile") non è potuto andare a votare. O, meglio, ha testimoniato con questo filmato tutte le difficoltà che ha incontrato per muoversi dal suo domicilio, a Casoli, al seggio elettorale. I radicali hanno visto il "caso umano" e ci hanno fatto su della propaganda, che è poi quella che vi propongo (dato che è tra le poche che posso ritrasmettere).

E in Abruzzo non può finire qui.


Questo materiale e’ tratto dal sito Radio Radicale e redistribuito secondo quanto previsto dalla licenza Creative Commons Reperibile all’indirizzo:

Creative Commons: Attribuzione 2.5

Chissa’ perche’ non piove mai quando ci sono le elezioni

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Il seggio n. 9 allestito per le Elezioni Regionali Abruzzesi presso la scuola elementare "Pasquale Celommi" di Roseto degli Abruzzi era praticamente vuoto quando questa mattina mi sono deciso a tapparmi il naso per l’ennesima volta e andare a votare.

Una signora mi ha detto "Senta, Giovane…" (giovane??) "…mio figlio mi ha detto di votare per Berlusconi…" (si senta orgogliosa di Suo figlio, signora, che le dice di votare per una persona che neanche si candida come Presidente della Regione, mi raccomando), "…ma io non gli voglio votare…" (in Abruzzo si confonde sempre il complemento oggetto con quello di termine), "…anzi, mi ha pure diminuito la pensione, questo mese…".

E’ stata una delle poche soddisfazioni della giornata.

Per il resto Ottaviano Del Turco, ex Presidente della Regione, dimissionario, inquisito, incarcerato e attualmente in attesa di giudizio con domicilio obbligato, ha ottenuto la dispensa per andare a votare e ha già detto che il candidato per il centro-sinistra (coalizione per la quale si era presentato nel 2005 ottenendo la carica di Governatore) Costantini non solo non lo ha votato, ma che spera addirittura che perda, perché così potrà riflettere sull’opportunità di candidarsi alle elezioni europee nelle file del Popolo delle Libertà di Berlusconi (così c’è, tra l’altro, più possibilità di essere eletti, e se si è eletti a Strasburgo si gode dell’immunità parlmentare, è chiaro). Quando si dice un uomo coerente…

Aspettiamo soltanto il diluvio, che la regione Abruzzo si svenda al primo belloccio di turno con il capello impomatato abbracciato da Berlusconi. ‘Nu vase pizzichille nun me lo pòi negà’…

(screenshot da: ilcorriere.it)

Roba da Chiodi 2, la Vendetta

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Il primo confronto web fra i candidati alla Presidenza della Regione Abruzzo ha visto Chiodi assente perché semplicemente ha rifiutato di farsi intervistare.

Dopo aver chiesto voto e curriculum vitae ai suoi elettori, promettendo non ben meglio identificate selezioni dal 7 gennaio in poi (della serie “Intanto divento Presidente della Regione, poi si vedrà“, e il video lo trovo, uh, se lo trovo…), Chiodi ha pensato bene di collezionare l’ennesima figura di sterco, non presentandosi all’intervista realizzata dall'”Associazione Pescara in Comune”.

E questo è il risultato. A parte il fatto che in Abruzzo non si sa ancora quando e se si voterà.

Abruzzo: il PDL di Chiodi escluso (per ora) dalle elezioni regionali del 30 novembre

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Qui in Abruzzo la regione è in (s)vendita al miglior offerente.

Ma intanto una buona notizia: la lista del Partito della Libertà (vigilata?), che ha proposto la candidatura di Chiodi alle elezioni regionali del prossimo 30 novembre e 1 dicembre, sarebbe stata esclusa dalla competizione elettorale dall’Ufficio Centrale Regionale della Corte d’Appello.

Berlusconi e i suoi, dunque, starebberoo per prendersela in quel posto e rischiano di non mettere le mani sulla prima regione in liquidazione della svalutata repubblichetta italiota.

Ma c’è un “ma” (e ti pareva?): i giudici Pace, Grimaldi e Gargarella avrebbero convocato i rappresentanti delle liste per verificare se la posizione del Partito della Libertà (relativa) sarebbe “sanabile”. Ora, non è dato sapere come si possa sanare una posizione che ha a che fare con l’autentica delle firme e con la qualifica di chi le ha raccolte (l’autenticatore, insomma), certamente troveranno un conquibus per farla franca, presentarsi alle elezioni regionali con i loro bèi volti puliti e desiderosi di dare alla Regione un governo stabile, democratico e che guardi ai bisogni della gente, ma per oggi lasciatemi sognare in pace e non svegliatemi.

Le foto del Linux Day

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Non amo particolarmente mettere carrellate di foto sul blog, soprattutto se si tratta di istantanee riferite ad eventi particolari o personali (avete presente quei blog creati apposta per far vedere delle foto che pesano un accidente e sono state scattate durante la luna di miele e che non gliene frega niente a nessuno? Ecco, quelle…).

Però per il Linux Day si può fare una felice eccezione (solo per il Linux

Scopri la tua natura in Abruzzo!

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Grazie alla pubblicità progresso dell’Aeroporto d’Abruzzo, ex Aeroporto Pasquale Liberi di Pescara, chi viene dall’estero può imbattersi in questa interessante ed esplicativa iconografia, che invita a scoprire la propria natura nella ridente regione di Ottaviano Del Turco, ingiustamente perseguitato dalla Giustizia e da un manipolo di magistrati giustizialisti.

Come segno di accoglienza troverete lo sguardo attento e complice di questi due baldi giovini che rappresentano il colpo d’occhio più esaustivo per l’intera regione, dalla Marsica al Mare Adriatico, ora che è tempo di migrare.

Si noti che il benvenuto rispecchia in pieno l’arte pittorica del Celommi, pittore abruzzese tra i più apprezzati, riproducendone fedelmente luce, impegno realistico e tecnica rappresentativa.


(Pasquale Celommi, La Vedetta)

Si dimettono i sindaci di Roseto degli Abruzzi, Giulianova, Celano e Teramo. Amoveatur ut promoveatur

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L’Abruzzo sta tentando di cicatrizzarsi, ma soprattutto sta cercando di fare in modo che una volta cicatrizzatasi la voragine del terremoto giudiziario che ha decimato il Consiglio Regionale, cogliendo tutti con le mani nella marmellata, tutto torni come prima, a tarallucci e vino.

Nei giorni scorsi si sono dimessi i sindaci di Roseto degli Abruzzi (e ti pareva!), Giulianova, Teramo e Celano.

Che, fino a prova contraria, dovrebbero essere stati eletti dalla gente per fare i sindaci e non per dimettersi a metà del mandato elettorale.

Le dimissioni sono tecniche, la legge le prevede in caso di candidatura a una carica superiore.

Tecniche sì, ma non obbligatorie.

E, dunque, tutti vanno a concorrere a questo gioco dell’oca, anche se loro lo chiamano “progetto politico“.

A Roseto i giochi sono già fatti.
Di Bonaventura
lascia, la vice-sindaco Teresa Ginoble, sorella del più famoso Tommaso, deputato e inquisito che ci ha tenuto a specificare che le ipotesi di reato che gli sono state contestate sono del tutto diverse e comunque meno gravi rispetto a quelle che hanno visto in carcere Ottaviano Del Turco e gli altri furbetti dell’arrosticino (e ‘sti cazzi??), la vice, dicevo, tiene la reggenza per 20 giorni, poi subentra il commissariamento, si va alle urne e a sorpresa sarà eletta proprio lei, altrimenti, come ha dichiarato in una intervista al bravo Massimo Di Giacinto per tgroseto.net, “resterà a disposizione del partito”.

E’ veramente encomiabile questa fedeltà alla sinistra inconcludente di Veltroni, che è tutto men che opposizione, per una poltrona annunciata.

Speriamo che non sia ancora per qualche dollaro in più.

Roseto Opera Prima 2008: vince “Tutto torna” di Enrico Pitzianti. E l’Alieno si incazza.

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Il film che ha vinto la Rosa d’Oro al concorso "Roseto Opera Prima 2008" è "Tutto torna" di Enrico Pitzianti.

Quando i giochi sembravano fatti a favore, l’ultimo film ad essere proiettato in concorso ha sbaragliato gli avversari e si è aggiudicato il riconoscimento, la Rosa d’Oro, una litografia di un artista locale e, dulcis in fundo, un premio in denaro di 2500 euro che schifo non fanno a nessuno, soprattutto se ben meritati.

Applausi, autorità e pubblico a piovere.

Recentemente sul blog ho avuto modo di esprimere le mie riserve sul film "Alieno" di Pierpaolo Moio e di Mario John Capece. Potete rivederlo qui:

http://www.cutslink.com/ANQ

Riserve e critiche, come dicevo (oh, non mi è piaciuto, mi devo uccidere per questo??), ma non mi sarei mai aspettato che il regista del film mi mandasse un suo commento qui sul blog (poi uno dice, "ma perché tieni quasi sempre i commenti disabilitati??"). Legittime, almeno spero. Davanti alle quali Pierpaolo Moio mi ha scritto una serie di considerazioni che riporto di seguito assieme alla mia risposta per lui.

Resterebbe solo da riflettere su quante aspettative girino attorno a un concorso così piccolo e su cosa riesca a smuovere di interessi, rancori, frustrazioni, delusioni e quant’altro.

E’ solo cinema!

(lo screenshot è tratto da www.rosetooperaprima.it)


Per capire ci vuole pazienza e apertura. Per capire come un film indipendende a bassissimo budget sia stato a accanto a film mainstream in uno dei più grandi festival del nord america (Montreal World Film festival 2007). Per capire come possa essere stato accanto a film come la Sconosciuta di Tornatore nel più grande festival del Minnesota e poi ancora al festival di Salerno e al festival di Roma nella sezione business. Per capire occorre superare tanti pregiudizi, fare meno inutili allusioni e magari andare di più al cinema.

(Pierpaolo Moio)


Gentile Signor Moio,

La ringrazio davvero di cuore per essersi preso il tempo di commentare sul mio blog il mio intervento a prosito del Suo "Alieno".

Non mi sarei davvero mai aspettato che un giudizio, sia pure sostanzialmente negativo, fatto da un semplice professore, su una risorsa propria e completamente autonoma, potesse favorire la replica di un regista che ha partecipato a premi così prestigiosi.
Davvero troppa grazia, non merito tanto.

Ho avuto modo di far parte della giuria del Premio "Roseto Opera Prima" e di visionare i film in concorso tra cui il Suo.

Il Suo, come ha già capito, non mi è piaciuto. E non l’ho votato.
E, dal risultato finale della manifestazione, pare che almeno altri giurati (minimo 11 su 19, come risulta dai verbali) abbiano avuto la mia stessa impressione. O, quanto meno, che abbiano ritenutto opportuno non votare il Suo film per motivazioni diverse dalle mie.

Credo che la qualità di un film non si misuri dal fatto che sia stato accanto a opere di maggiore qualità o diffusione in altre manifestazioni.
Sarebbe come dire che una persona è affidabile perché ha dei vicini di casa onesti e rispettabili.

Lei mi dice che ci vuole pazienza e apertura, che occorre superare tanti pregiudizi.

Ma è il regista, in prima persona, a sottoporsi al giudizio del pubblico. E la giuria del premio "Roseto Opera Prima" è stata composta da rappresentanti del pubblico e non della critica.
Credo che questa sia una qualità intrinseca della manifestazione.

E pregio fondamentale e fondante dell’opera filmica è proprio la chiarezza di intenti con il pubblico.
Che non può essere accusato di mancanza di pazienza e di apertura o di avere dei pregiudizi se gli si offre un prodotto che, per sua natura, si presta a innumerevoli interpretazioni, finendo poi per non acquisirne alcuna.

Da parte mia sono certo di aver svolto la mia attività di giurato con serenità d’animo e senza condizionamenti.

Grazie ancora per la Sua pazienza.

Roseto Opera Prima – “Alieno, l’uomo del futuro” di Mario John Capece e Pierpaolo Moio

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Ci sono cose che non riesco a capire e pazienza.

Non riesco a capire perché cinque prima dell’inizio della proiezione del film erano presenti la giuria e tre o quattro spettatori e cinque minuti dopo il cinema all’aperto con sedia di plastica scomodissima in dotazione si è riempito di regista in giacca e cravatta, attrici con tacchi a spillo e vestitino di antimateria, claque applaudente, genitori lacrimanti e viandare.

Il film è stato girato in Abruzzo, ma questo non può e non deve essere un punto a suo merito.

E di meriti ne ha davvero pochini, se non quello di essere completamente girato in alta definizione e di avere una qualità visiva e di commento sonoro davvero eccellente dal punto di vista tecnico.

Il resto è un po’ un flop, a cominciare dalla colonna sonora con l’Aria sulla IV corda di Bach e la ripresa dei pianeti del sistema solare che mancava solo che sbucasse fuori Piero Angela. O la romanza "Bella figlia dell’amore" dal Rigoletto di Verdi che non può non rimandare ad "Amici miei" e uno prega che da qualche parte spunti fuori Gastone Moschin nei panni del Melandri, o Adolfo Celi che fa il Sassaroli e invece no, nulla, nisba, nada de nada, un’ora e mezzo stecchita (e stecchito!) lì a guardare uno che non vive nessuna emozione e ha a che fare con cinque personaggi diversi prototipi della società italiana, alienata anche lei.

Poche idee, ben confuse, ma almeno la tecnica c’è.

Roseto Opera Prima – “La ragazza del lago” di Andrea Malaioli

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Toni Servillo è un gran bravo attore.

Ha fatto "Gomorra", è stato acclamato ne "Il divo", ci ha fatti divertire in "Lascia perdere Johnny" (il film che preferisco e che, credo, voterò al momento dell’elezione finale del destinatario dei 2500 euro ballanti e sonanti offerti dalla pur scalcinata amministrazione comunale di Roseto degli Abruzzi -che è un brutto posto con un bel nome-), è apparso in voce ne "Il pianto della statua" di Elisabetta Sgarbi, è stato ricevuto dal Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano sì, ma ora ci avrebbe anche un po’ rotto i coglioni.

"La ragazza del lago" è stato uno di quei film sopravvalutati dalla critica, ha vinto il David di Donatello ma nessuno si è reso conto che nella scena in cui viene confermato l’arresto del presunto assassino della vittima, Anna, non c’è nemmeno uno straccio di avvocato difensore, neanche d’ufficio (devo questa osservazione acuta e pungente a Giovanna, una signora napoletana verace che sa guardare con occhio clinico e nuotare rapida).

Malaioli è stato davvero bravo, il film è godibile, e Servillo, seppur onnipresente, recita un ruolo molto convincente. La Golino come sempre fa quello che può. Cioè niente.

Ottima la fotografia, in un film che vince ma non convince.

Roseto Opera Prima – “Parlami d’amore” di Silvio Muccino

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La sceneggiatura del film è di Silvio Muccino.
La regia è di Silvio Muccino.
Il film è tratto da un libro scritto anche da Silvio Muccino.
Il soggetto è di Silvio Muccino.
Il protagonista è Silvio Muccino.

Probabilmente ho capito cos’è l’autoreferenzialità.

Il film è in concorso ma è puramente coreografico.
Nessuna possibilità di vincere il primo premio, fra storie di sfigati e lui che si innamora di una ragazzina un po’ zoccola ma poi ama la sua analista, madre, mentore, confidente, amica e zoccola anche lei.

Roseto Opera Prima – “Una notte” di Toni D’Angelo

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"Una notte" è l’opera prima di Toni D’Angelo, figlio di Nino, che dopo jeans e magliette ha messo la testa a posto, interpreta un ruolo molto toccante nel film ed è decisamente bravino (magari se ci avesse pensato prima…).

Il regista, invece, è un ragazzino cresciuto, come ne potresti trovare tanti al bar o per strada.

Il film è un po’ pesantuccio, a dire il vero.
Antonio muore in un incidente stradale e quattro amici, prima di andare al suo funerale, lo commemorano in una notte di eccessi borghesi in una Napoli praticamente inesistente se non sullo sfondo di locali, feste di dubbio discutibile e tirate di coca, alla fine della quale si recheranno al funerale in un silenzio assoluto su cui cala il finis.

La pellicola è un po’ incongruente e il ragazzo deve ancora maturare dietro alla macchina da presa.

Non credo che vincerà il premio.

Gli autolavaggi sexy di Montesilvano

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A Montesilvano, ridente cittadina (cosa avrà da ridere, poi…) del litorale pescarese, nota per ospitare la scuola in cui presto la mia inutile opera di Docente e per un consiglio comunale sfasciato dalle inchieste della magistratura, si è aperto il primo autolavaggio sexy.

Cioè, voi portate il vostro Ferrarino, meglio se preso con i frutti delle tangenti alla sanità e ve lo lava direttamente una patonza in due pezzi che si occuperà di bagnarlo, strofinarlo e asciugarvelo a suo bell’agio.

Una bella comodità nonché un’iniziativa lodevole per la valorizzazione della cultura del territorio.

(Nella foto -screenshot da ilcentro.it- si nota De Sanctis Emanuela vedova Burgalassi, segno zodiacale canna del gas intenta nella sua provvidenziale attività)

L’arresto di Del Turco – Conferenza di Nicola Trifuoggi

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Pescara, 14 luglio 2008

da: www.radioradicale.it

Licenza: Creative Commons

Su Radioradicale i file cessano di essere scaricabili dopo tre settimane. Qui no.

E puoi ascoltare questo evento anche dal nostro lettore di MP3:

Arrestato Ottaviano Del Turco, Presidente della Regione Abruzzo

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L’Abruzzo di timballo e pallottine, di genziana e salumi schiacciati, di pecora alla callara ( "a ju cuttore", secondo la Ulteriorità o Citeriorità del caso), di arrosticini e birra, l’Abruzzo "forte e gentile", quello delle donne con la conca sulla testa, del settembre andiamo è tempo di migrare, l’Abruzzo di Ignazio Silone e Ennio Flaiano ha lasciato il posto alla politica locale becera, rozza, approssimativa, catastrofistica, corrotta e menefreghista.

Del Turco è solo un esempio di come la politica riesca ad essere capillarmente presente fino nelle fibre più recondite di un territorio marcio di cemento, di inquinamento delle falde acquifere (e l’Abruzzo ha sempre avuto l’acqua migliore d’Italia) e di piani regolatori andati a farsi benedire, di appalti dati a questo o a quel costruttore perché così si fa, di "voto lui perché così mi fa un favore".

E invece un favore la Guardia di Finanza di Pescara lo ha fatto a noi, arrestando questo galantuomo, già inquisito, e con il linguaggio di chi è "sicuro di poter chiarire la propria posizione assolutamente estranea ai fatti contestati".

Marco Pannella, teramano, ingravescentem aetatem, ha aperto bocca e le ha dato fiato:

"Formulo sinceri auguri al mio compagno e amico Ottaviano del Turco e al per me sconosciuto magistrato che si assunto la responsabilità che si è assunto, del quale mi trovo a dover constatare che d’ufficio purtroppo fa parte di quella associazione per delinquere sul piano tecnico che imputo al regime italiano. Auguri dunque ad Ottaviano, ai colleghi che con lui sono stati arrestati, al magistrato che sta indagando."

Stai a vedere che adesso è il magistrato l’associato a delinquere. Ha completamente stravolto ruoli, posizioni e senso della realtà.

Dulcis in fundo, Cossiga: «non basta combattere il Cavaliere, ma bisogna aiutare la magistratura militante e metterlo in galera…».

Ch’avrà voluto di’?

Sant’Antonie, Sant’Antonie lu nemiche de lu demonie…

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La pizzonta è una pasta di pane salata e fritta, unta e bisunta, che si mangia nelle feste paesane abruzzesi che si tengono su un cocuzzolo raggiungibile da una strada stretta e piena di buche in una domenica sera con una nebbia che non ci si vede di qui a lì, con le donne in costume tradizionale che ballano tra di loro, gli uomini che suonano lu dubbòtte e narrano le storie di Sant’Antonio Abate tentato dal diavolo nel deserto che, probabilmente, se ne abbottava consumandone in quantitativi industriali.
E’ buonissima, proprio perché è grassa.
Buttata giù con un bicchiere di vino locale ti si pianta sullo stomaco alle sette per ripresentarsi, maledetta, all’una di notte e continuare a manifestarsi per tutta la giornata successiva, e te giù di Maalox e bestemmie come se piovesse! (burp…ohimé…)