Picche & Ripicche

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Come sempre hanno tutti (e mi dispiace che ci sia anche Beppe Grillo in mezzo, ma ho votato il suo movimento, non l’hosposato!) un linguaggio prepotente e sfidante.

Quand’ero piccino, i compagnucci di classe più gradassetti usavano sfidarsi a “manate” provocandosi con il dito a pochissimi millimetri di distanza dal volto dell’avversario. Dicevano: “Ti tocco?… Ti tocco?? No, e allora??? Cosa vòi??”. Naturalmente l’altro non voleva nulla, era solo un modo per fiaccarne la pazienza psicologica (che che ne voleva, e tanta).

Ecco, Renzi fa così. Dice che ci mette la faccia. Ma cosa diàmine vuol dire “metterci la faccia”? Vuol dire “Quindi i parlamentari devono votare l’Italicum e l’abolizione del Senato”. Oddio, bisogna essere esperti di crittografia per leggere nella prima frase il significato della seconda. O, più semplicemente, sapere cosa passa per la mente di Renzi.

Perché la faccia ce la mettiamo tutta. Ce la mettono anche Rodotà e Zagrebelsky che ad abolire il Senato non ci pensano minimamente. Ce la metto io che scrivo un blog e dico quello che penso, ce la mette l’operaio che va a lavorare tutte le mattine, se gli tocca di lavorare.

E poi c’è quell’“altrimenti me ne vado” che ora basta, non se ne può più. Col pallone ci si gioca finché lo dice lui, e, come dice la mia amica Federica Barghini, se gli girano lo prende e se lo porta anche a casa, poi di chi è è.
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