“Abbado chi?” (La classe politica italiana)

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Muore Abbado, e dopo sole tre ore e mezza dalla diffusione della notizia, la home page della versione web del Corriere della Sera la schiaffa nelle retrovie, dietro al contributo di Renzi all'”Italicum”, a un morto per l’allarme maltempo (oggi abbiamo avuto un morto per l’allarme cultura!), a una terospettiva storica dei meriti dello stesso Renzi, alla difesa di Sollecito che ne chiede l’assoluzione, e a un articolo su Fidel Castro e il golf strategico che, si veda il caso, piace tanto allo stesso Renzi. E tre. Insomma, abbiamo da parlare di un extraparlamentare che l’altro giorno ha incontrato un altro extraparlamentare, non vorremo mica parlare di un parlamentare vero che ci ha lasciati?

E invece Abbado muore e con lui muore il “Titano” dell’osare, per accompagnarne il ricordo con il suo amato Mahler.

Senatore a vita (una condizione durata pochissimo) aveva devoluto il suo stipendio parlamentare alla Scuola di Musica di Fiesole. Si dichiarò disposto a tornare a dirigere a Milano in cambio di 90000 alberi. Aveva diretto la Scala per 18 anni.

Aveva detto ”È compatibile che nella parte più antica e nel cuore culturale del continente europeo ci sia un uomo che controlla l’80 per cento dei mezzi di informazione e che per di più quest’uomo sia il primo ministro?”. Per aggiungere “Sono preoccupato. Nel mio Paese e nel mondo intero non si fa abbastanza per la cultura. Arrivano al potere persone ignoranti“.
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Je suis l’Empire à la fin de la Décadence

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Io guardo i canali satellitari della Camera e del Senato, va bene??

Lo so che è una roba da non dire così su due piedi malandati come sono i miei, ma questa è la verità. Mi sembra di avere fatto outing.

Credo che un giorno mi ritroverò qualche attentato dinamitardo al traliccio della parabolica.

E’ un’attività noiosissima, perché noiosissime sono le sedute della Camera e del Senato. Inquadrature fisse, telecamere puntate esclusivamente sul parlamentare che sta parlando o sul presidente. A guardarli tutti i giorni uno si fa una cultura sulle pettinature della Boldrini.

Non ho mai capito perché questi canali vengano trasmessi solo sul satellite e non anche sul digitale terrestre, visto che sono servizio pubblico. Probabilmente perché se no poi la gente li guarda e non sta bene.

Oggi il neo-signor Berlusconi non è più parlamentare. Bene.

Il dibattito che andava avanti da questa mattina, e che mi sono sorbito fino alla fine, non è stato manchevole di pregevoli pezzi da commedia dell’arte, come Bondi che puntava il ditino sui Senatori a vita e che pronunciava “Vergogna!”.
L’unico difetto dei Senatori a vita è stato quello di essersi recati in aula per votare. E si sa, votare è una cosa brutta.

Qualcuno ha tirato fuori il nome di Claudio Abbado. Che è gravemente malato e ha dato lustro all’Italia con la sua arte. Chissà che cosa c’entrava con questo minestrone nazional-popolare! Si disturba Abbado per difendere un frodatore fiscale??Minestrone che si è svolto in un’aula semivuota per il dibattito. Per certi versi si è avuto il grato sentore che di Berlusconi ormai non fregasse più nulla a nessuno.
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La Carmen di Bizet di Barenboim alla Scala va tanto di moda…

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Va molto di moda la "Carmen" di Georges Bizet. Come al solito, ogni anno, in occasione della prima rappresentazione della nuova stagione operistica al teatro alla Scala di Milano la gente non parla di altro, i melomani aspettano solo Barenboim sul podio per applaudire l’Ouverture di un’opera di cui non conoscono il resto (per molte opere è sempre così, per il "Guglielmo Tell" di Rossini, ad esempio…).

E quest’anno va bene che è la "Carmen", quando si trattò dell’"Armida" di Gluck, opera tutt’altro che semplice da eseguire, ma soprattutto da ascoltare e che per giunta dura quattro ore stecchite, la gente era pronta a scommettere su quel si bemolle e sfoggiava la partitura dal loggione come se di musica ci capisse qualcosa davvero.
Quest’anno la Scala ha fatto una scelta più nazional-popolare, roba semplice per gente semplice, e lo zerbino Fabio fazio domani sera ci introdurrà al mondo della musica classica attraverso la solita passerella di nomi noti. Per fortuna che Abbado, Pollini e lo stesso Barenboim, per contro, sono persone serie.
Quindi tutti a cercare di scaricare la "Carmen" in qualche modo.

Ve ne offro io una versione che, veramente, è già in circolazione, è legale ed è un’interpretazione storica, la distribuisce LiberMusica ma tanto io non sono razzista. E poi non conviene rischiare il penale per catubare la Carmen, per cui prendetela pure:

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