Stefania Pucciarelli: da casalinga a Presidente della Commissione straordinaria per la tutela e la promozione dei diritti umani

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Stefania Pucciarelli:

– ha il diploma di studi di scuola media inferiore;

– ha precedentemente svolto la professione di casalinga;

– è Vicepresidente del gruppo del Senato L-SP-PSd’Az dall’11 luglio 2018;

– secondo quanto riportato dalla sua pagina di Wikipedia sarebbe stata attenzionata dalla giustizia “A causa di un like messo sotto un post su facebook in cui si diceva: «Certe persone andrebbero eliminate dalla graduatoria dal tenore di vita che hannoE poi vogliono la casa popolareUn forno gli darei» ” [giugno 2017]

– ha commentato con la frase «se uno deve pagare per essersi difeso, è meglio che la mira la prenda per bene» la notizia della condanna al risarcimento di 120.000 euro nei confronti di un cittadino che aveva sparato a un gruppo di ladri rom; [luglio 2012]

– nel settembre 2012 ha scritto: «un bambino deve avere un papà maschio e una mamma femmina, è quello che regola la natura per la riproduzione» ; 

– ha affermato che «non abbiamo paura di dirci cristiani e di difendere la famiglia naturale e tradizionale»

– ha scritto «Ora capisco perché le zecche dei centri sociali non vanno a tirar sassi nei comizi del Pd e dei 5 Stelle: in loro hanno trovato chi li tutela» ; [2015]

– ha dichiarato «finalmente al campo rom di Castelnuovo Magra sono tornate le ruspe»; [alcuni giorni or sono]

Stefania Pucciarelli è stata eletta presidente della Commissione diritti umani di Palazzo Madama.

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Amici miei

Matteo Renzi è il primo Presidente del Consiglio Incaricato attualmente con riserva in multitasking che abbiamo mai avuto.

Mentre procede alle consultazioni trova il tempo e la voglia di sditeggiare qualcosa su Twitter. Non so voi, ma io mi sento piuttosto inquietato da questo atteggiamento. Non che non abbia diritto ad avere il suo sacrosanto account Twitter e a  scriverci quello che ritiene più opportuno (lo ha fatto Letta, lo fa la Boldrini), ma, cazzo, in quel momento sta svolgendo una delicata funzione istituzionale, che ci giochi più tardi con lo smartfonino. Se lo facesse un insegnante durante l’interrogazione perderebbe il posto subito.

Cosa aveva di tanto urgente da comunicare “Urbi et orbi”? Voleva solo dire: “Mi spiace per chi ha votato 5Stelle. Meritate di più, amici.”

Prima di tutto a me non è affatto dispiaciuto aver votato 5 Stelle, anzi, l’ho fatto ANCHE per non votare il partito da cui proviene e che non mi rappresenta. E poi “amici”? Ma “amici” di cosa? Io non sono affatto amico di Renzi e non voglio esserlo, ma, soprattutto, lui non è per nulla “amico” mio, mi dispiace (anzi, no).
E’ questo linguaggio piacione, falso amicone, sornione, da gatto che fa le fusa, insinuante, circuente, mellassoso, stucchevole -e ora basta perché ho finito il Dizionario dei Sinonimi e dei Contrari- a infastidirmi.

“Meritiamo di più”? E chi sarebbe il “di più”? Lui? Il suo governo?? La riforma elettorale redatta a quattro mani con Berlusconi?? La promessa di una riforma al mese??? No, ce lo dica perché son curioso di saperlo.

“Ma vi prometto che cambieremo l’Italia. Anche per voi.” Ma cosa vuol dire questo? E’ il classico discorso che si faceva da piccini sul pezzettino della merendina: “Te lo do lo stesso anche se non sei mio amico”. Ma grazie. Cosa si deve fare anche l’inchino?? Miglioreranno la scuola e nella scuola migliorata potranno andarci ANCHE i figli di chi ha votato 5 Stelle? E’ solo l’inizio della confusione totale tra diritti e concessioni.

Così, tra quest’assurdità s’annega il pensier mio.

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