Ho cambiato gestore telefonico (mal me ne incolse)

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Ho cambiato gestore telefonico.

Direte voi che non ve ne frega altro che il giusto, cioè niente, e avete ragione. Per questo non vi dirò neanche quale operatore ho scelto per far proseguire i miei traffici telefonici, né quale era quello precedente. Dirò soltanto che avevo “urgente” bisogno di passare a un piano che avesse minuti illimitati.

Vi dirò solo che appena ho scelto di cambiare gestore mi hanno subito chiesto 25 euro, di cui 10 per la attivazione della scheda SIM e 15 come prima ricarica. Mi hanno anche trasportato 9,02 euro di credito residuo dell’operatore cedente, però mi è arrivata una serie di SMS in cui mi si dice cge mi sono stati addebitati 4,29+7,71 per il costo dell’opzione, più 3 euro per il costo dell’attivazione. In tutto fanno 15 euro. Cioè quelli che avevo speso. Bene. Resterebbero ancora 9,02 euro, ma vado a chiedere il credito residuo ed è misteriosamente a zero. Faccio una ricarica di altri 15 euro e adesso il credito residuo è di 16,73 euro. Risultato: tra credito residuo e ricariche il valore complessivo era di 39,02 euro. Me ne ritrovo meno della metà a fronte di una spesa di solo 15 euro. Inoltre, sul luogo di lavoro, quel gestore non prende neanche mezza tacca (con il precedente almeno ne avevo due).
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L’elemosina delle ricariche telefoniche di Tim, Vodafone, Wind e 3 ai terremotati d’Abruzzo

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Dobbiamo fare un po’ d’ordine, soprattutto in base ai vostri commenti.

Fabio Montale (sic!) aggiorna la notizia del processo ai romeni accusati di atti di sciacallaggio ai danni dell’abitazione e dei beni di una persona anziana di San Panfilo d’Ocre. Comunica che tutti gli imputati sono stati assolti per non aver commesso il fatto. E’ una buona notizia, che, purtroppo, non cambia di una virgola le conclusioni che avevo tratto: la gente è assettata di colpevoli, e se l’autorità Giudiziaria non riesce a colpire i colpevoli veri, pazienza, si accontenterà di quelli falsi. E se non c sono neanche quelli falsi la colpa non può che essere dei giudici che applicano la legge (cioè assolvono quando c’è da assolvere). C’è fame di capri espiatori da sbranare prima ancora che vengano immolati sugli altari.

Fabio Montale avrebbe bisogno e voglia che sul blog si continuasse a parlare di cazzate.
Le cazzate, glielo riconosco, fanno parte della vita, come i terremoti. Per ora ci sono i terremoti. Certo, occuparsi delle canzoni più belle della nostra vita strappa un sorriso (perché la canzone fa schifo, perché ci riconduce ai nostri ricordi, perché pensiamo a come eravamo pirla, o, forse, solo a come eravamo giovani) e certo, si rischia di perdere il contatto con la realtà, che è anche fatta di balordaggini assortite. Per ora, vedo solo la realtà che ho intorno, e ne parlerò almeno finché sarà possibile. Non escludo di poter tornare a scrivere cazzate. ma per il momento non lo garantisco.

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