Il sito di Guido Bertolaso: “Grazie neve per averci aiutato a capire che la Protezione Civile ci serve”

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Grazie neve, per averci aiutato a capire che la Protezione Civile ci serve.

Sono stato tirato in ballo più volte, nei giorni scorsi, nel corso delle varie polemiche che hanno accompagnato l’ondata di freddo e la nevicata eccezionale che ha colpito l’Italia ed anche la sua capitale, creando disagi e facendo vittime in diverse località.

Non ho volutamente detto nulla, nei giorni scorsi, e preferisco fare alcuni commenti, che magari in pochi leggeranno, in attesa della prossima ondata di maltempo che in molti temono peggiore di quella appena terminata la cui gravità e imponenza è stata offuscata dalle diatribe puerili di chi cerca scuse per giustificare le proprie leggerezze, mentre la gente muore assiderata per le strade perché nessuno è andato a soccorrerla, un po’ come per la Concordia.”

(da: http://www.guidobertolaso.net/?p=219#comments)

 

Ringraziamo, dunque, la neve. Anche per averci ricordato che la Protezione Civile non è nulla senza Bertolaso. Francamente ce ne eravamo dimenticati. Anche di Bertolaso, voglio dire.

 

Poesie d’Amore – E sia, allora, non ci parliamo più – Sonetto

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E sia, allora. Non ci parliamo più!
Me l’hai detto testè, in modo acconcio,
garbata, ma decisa. Metti il broncio
la lagrimina e il mento un po’ all’insù;

ti è sempre stato facile assentire
con quello smilzo sorrisetto artato.
I tuoi silenzi hanno predetto il fato
nell’imbarazzo infìdo del non-dire.

Allora, ormai va preso come un dato
che siamo altro e che non c’è da farci
che un saluto, magari un po’ ammezzato.

E che il “Ti chiamo io! Tu non provarci…”
detto con il tuo tono assai affrettato,
non celi più la fretta del lasciarci.

(C) 2011 – Valerio Di Stefano

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Il pieno Wind che non usero’ quasi mai

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Allora, vediamo un po’ se riesco a farvi capire il ragionamento perché spesso finisco con il non capirmi nemmeno io e allora ci si attriga anziché no.

Io ho una scheda Wind (lo so cosa pensate, ma costa poco) su cui sono presenti ben tre opzioni:

– una che mi ricarica di 3 centesimi per ogni minuto di conversazione da utenti non Wind (per forza, se no il gioco era finito…) e per ogni SMS non Wind ricevuto, e va beh;

– un’altra che mi dà 300 SMS al mese verso tutti;

– un’altra ancora che mi dà 300 minuti al mese verso tutti di traffico voce.

Ora, solitamente codeste soglie di traffico (oltre le quali scatta la normale tariffa telefonica) sono più che bastevoli per le mie esigenze, così, quando all’ultimo giorno della promozione degli SMS, per esempio, me ne avanza una cinquantina, mi diverto a mandarci a quel paese il beato Baluganti Ampelio e la sua allegra congrega di frati zoccolanti, così, per ischerzo.

Insomma, pago relativamente poco (per il momento neanche 20 euro al mese), e il tutto fa alla bisogna, nel senso che difficilmente sforo i limiti.

Ora, accade che, ricevendo un SMS di qui, una chiamata di là, io sia giunto ad accumulare un bonus di traffico di circa 70 euro.

Il punto è che si tratta di un bonus di traffico, appunto, anche se sul sito della Wind c’è scritto testualmente:

"Pieno Wind è l’opzione che ti permette di ricaricarti con le chiamate e gli SMS ricevuti da altri operatori fino ad un massimo di 50 euro mensili."

Mi permette di ricaricarmi, dunque dovrebbe farmi una ricarica.

Invece no, è un bonus.

La differenza tra ricarica e bonus è semplice. La ricarica è spendibile (ad esempio per acquistare altre opzioni o rinnovare quelle preesistenti quando scadono), mentre con il bonus si può solo fare del traffico (SMS, chiamate, dall’Italia, dall’Estero, traffico internet etc…).

Ad esempio, se invece di spedire 300 SMS in un mese ne spedisco 301, quello in più che spedisco andrà addebitato sul bonus (i 70 eurini di cui sopra).

Però i 20 euro mensili che mi costa l’accrocchio non potranno mai essere scalati dai 70 perché se no il gioco è finito.

Ora questi signori della Wind dovrebbero spiegarmi perché se io faccio una ricarica dal tabaccaio si chiama ricarica e mi va sul credito spendibile, mentre se io mi "autoricarico" o ottengo una "ricarica" (come la chiamano loro) tramite il traffico ricevuto, poi non lo posso più spendere come se fosse una ricarica normale.

Ma soprattutto, che senso ha far crescere sempre di più un bonus che, verosimilmente, o non verrà mai intaccato, o lo sarà solo in modo marginale?

Non c’è nulla da fare, bisogna che mandi a quel paese Baluganti Ampelio e gli altri un po’ più spesso.

Per le feste di Natale e fine anno fate anche voi una telefonata!

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Avete telefonato a tutti i vostri cari?

Avete fatto gli auguri al vostro prossimo che vive lontano? (ma se è prossimo come fa a stare lontano? E va beh, mi c’incarto sempre con queste frasi ad effetto, abbiate pazienza…)

Avete provveduto a ingrassare le tasche della SIP oltre il dovuto per fare un’interurbana alla zia Blagodarinda, che ci tiene tanto?

Avete ricaricato la vostra purtuttavia inutile scheda SIM con un’offerta speciale di 100 messaggi al mese da spedire a tutti, ma proprio tutti, finendola in tre giorni, il che vuol dire che per gli altri 27 tirate fuori una bella fracca di quattrini e vi attaccate?

Avete confortato la povera vecchietta di Vostra Madre facendole sentire la votra presenza di lontano?

Siete sicuri di non aver trascurato nessuno e di non sentirvi pervasi dai

SENSI DI COLPA(Tm)?

Pensateci bene, perché non è ancora finita la giornata di festa in cui potete augurare anche voi "Buona fine e miglior principio" a chi durante l’anno considerate meno di zero, e ora che è Natale gli rompete i cogl… confortate l’orecchio colle vostre irrinunciabili chiamate telefoniche.

Sì, da qui alle 23.59.59 di oggi, 26 dicembre, potete anche voi rendervi antipatici e sgraditi, chiamando or quello, or quell’altro e riprendendo il ritmo lavorativo da domani mattina con maggior calma e bontà nei cuor.

Non buttate via un’opportunità preziosa!

Telefonate ancora, e ancora e ancora. Farete sicuramente felice chi vi ascolta!

Natale al Supermercato

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Gìngo Bèèè, Gìngo Bèèèèèè, Gingo trallallààààaaa, è Natale, auguri, auguri, per Natale si mangia come dei lotri, cazzo quanto si mangia per Natale sembra che uno debba rinchiudersi in casa per una settimana col rischio di un attacco termonucleare da parte della Corea del Nord di Kim Jong-Il, e allora che si fa di prima mattina, si va al supermecato, ma sì, al supermercato che va beh che è vigilia, ma stasera c’è cena di magro ed è ancora abbastanza prestino, non ci sarà mica la ressa, la folla, quella è per gli acquisti dell’ultimo momento, giusto proprio se qualcuno se n’è scordato di comprare lo spumante o una cipolla, o il sèdano per il brodo, invece arrivi e il parcheggio è pieno, pieno come un uovo, signora che fa, va via? Macché, resta lì la signora, io pagherei a sapere che cavolo ci fa la gente nella macchina parcheggiata se poi non va via né arriva, lo fanno apposta, è un modo come un altro per logorarti i nervi, si sentono guappetti, e poi il carrello, il carrello che ci devi mettere una moneta da due euro e se non ce l’hai devi andare a raccomandarti ai vucumprà he circolano lì intorno che loro la due eruro ce l’hanno, sì, però te la rivendono per cinque e rischi di andare in rovina prima ancora di entrare al supermercato, supermercato grande, supermercato da assaltare, supermercato da svuotare, da devastare, come se non ci fosse abbastanza cibo per tutti, cazzo è atàvica questa mania di cercare di non rimanere senza niente, prima lei, no, prima io, e già si vedono le prime confezioni di cappelletti in offerta speciale mezze rotte con il contenuto tragicamente sparso sul pavimento, tanto non lo mangia più nessuno e la gente muore di fame, muore di fame perché al supermercato c’è chi rompe i cappelletti per vedere come sono fatti dentro e poi li lascia lì, che sono gli stessi che nel corso dell’anno mettono nel carrello il burro poi si accorgono che non gli serve e allora lo appoggiano sullo scaffale delle calze da donna o lo abbandonano in mezzo al cesto delle arance, delle clementine o delle noci, si sposti signora con quel carrello in mezzo, cazzo, ma tutti in mezzo dovete stare, e allora gimkana col carrello, banco del pesce, fiumana di gente, ci sono le mazzancolle che costano 50 euro al chilo, no, dico, cinquanta euro al chilo le mazzancolle dell’Adriatico, con cinquanta euro voglio un chilo di mazzancolle che mi suonino alla porta e che mi chiedano dov’è il pentolone dell’acqua bollente per scottarsi e ci si buttino da sole prima di vinire condite con olio, pepe, limone e prezzemolo, numero, numero al banco del pesce stanno servento il 59 e ti tocca il 36, tutti a guardare il pesce che costa caro asserpentato e nutre pochissimo ma che minchia mi sta a significare il cenone di magro del ventiquattro se uno spende più della carne a proposito della carne si fa il brodo coi cappelletti per Santo Stefano e allora vado a prendere un po’ di cosette per il brodùme, biancostato, spicchio di petto con ossetto di cartilagine, ci metto dentro anche una gallina in offerta speciale così viene un po’ più sostanzioso, ammazza quanto si mangia, non si fa altro che mangiare, grassi, siamo grassi, come se il resto dell’anno ci fosse soltanto miseria qualche granaglia e erbe amare da mangiare, lo scaffale del prosecco praticamente svuotato da orde di rapinatori di Foss Marai e Le Casere, chissà che sbronze, salmone, il salmone non te lo vuoi comprare, che è buono e viene dalla Scozia, no, dalla Norvegia, no, dall’Irlanda, no dalla Danimarca da dove viene questo cacchio di salmone, quattro fette di primissima scelta tre euro e quarantanove dev’essere venuto a piedi, anche lui, per costare quella cifra blu, oddio la fila dal pescivendolo, ti è saltato il numero trentasei perché tutti hanno avuto la tua stessa idea e allora che vi vadano di traverso le mazzancolle a 50 euro, una volta per il cenone della Vigilia si mangiava pasta e lenticchie, cassa, fila alla cassa, cassiera lenta, bancomat, bancomat che non funziona, "Ci sono le linee intasate", "Questa carta di credito è esaurita" (anche noi siamo esauriti, signorina, si sbrighi…), quante buste vuole, mah, me ne dia tre, quindici centesimi di buste che poi butti nella rumenta e si biodegradano in cent’anni, fra cent’anni sarò a fare la terra per i ceci e magari le buste saranno ancora in giro a degradare l’ambiente allora vaffanculo Gìngo Bèèèè!

Regalo di Natale

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Vi mostro, con orgoglio e alterigia, il regalo di Natale appena ricevuto dalla mia metà (che mi omaggia quotidianamente con la sua immensa sopportazione), la quale non poteva farmi cosa più gradita, ancorché in stagione avversa, così potrò mostrarmi ai passanti e provocarne la reazione sdegnata, al che potrò tranquillamente disquisire sul loro scarso conoscimento della lingua d’Albione.

Poesie d’Amore – Mi parli e poi mi chiedi se ho capito – Valerio Di Stefano – 2010

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SU UN TEMA DI CAMILLE SAINT-SAENS

Mi parli e poi mi chiedi se ho capito.
Non sono scemo, no. Rincorbellito
dai discorsi, quello sì, parecchio.
Finisco col sentirmi un po’ più vecchio
quando arrivo ai bordi
dei ricordi.

E tu non scordi, no, l’umano imbroglio
del parlare:
“Ascolta, te ne prego, lascia che ti spieghi…”
Ripeti, dici, accenni e poi ripieghi,
affermi, alludi, chiòsi e a volte neghi.
Ed io sto zitto, come soglio,
chè il tuo spiegar m’è duro, e non lo voglio!

(C) 2010 – Valerio Di Stefano

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Ti prendo e ti porto via

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Ti prendo e ti porto via.
Come Leònida alle Termòpili,
come si fa con le sìlfidi,
che sembran novelle amàzzoni
che i loro dardi scòccano.
Come mi gàrbano le sdrùcciole!
(o allora? O ammàzzami!)

Ti prendo e ti porto via
perché è una poesia
mica brodo di fagioli,
e se dei Crisma non ci son più olii
bisogna che finisca il mio poema
chè l’a capo, già si sa, è uno stilema.

Ma temo il consonante
ch’ora s’appressa innante,
ratto, rapido, fulminante
la frèva, dici, no, non scotto
massì, ciavrai almen trentotto e otto.

Non ho paura, no,
ma ti prendo e ti porto via
vorrei far la rima con Ammanniti
ma mi girano i santissimi
(sapessi come… uh, parecchio…)



Quello sopra è un madrigale composto in risposta al componimento poetico che segue, firmato dall’onnipresente Baldanzi Adelmo detto "Cauterio", alias "Single a 30 anni", dunque non prendetelo troppo sul serio:


Io non ho paura
quando novello Serse
assalti le termopili
della residua mia virtù
spazzando via sprezzante
gli Opliti del Pudore

E non avrò paura
se l’animo tuo ardente
gabella per poesie
testicoli un po’ buffi
nobilitàti (e male!)
con l’uso dell’”a capo”

l’unico mio terrore
più del lampo e la tempesta
più del cielo che mi cade sulla testa
più della febbra che guasta il dì di festa
più del poeta privo di rime in -esta

il terrore di finire
nella categoria “pazze”
che lì, veramente,
mi girerebbero le ovaje.

Il malocchio esiste, fatevene una ragione anche voi, o increduli!

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Andare a guardare giù nella cassetta delle lettere sotto Natale è quasi un rito, ma tanto lo sai che le poste sono in tilt e più di tanto non possono fare.

Infatti c’è un volantino. Riporta una foto in bianco e nero che sembra venire direttamente dallo storico settimanale “Stop” (qualcuno se lo ricorderà) che ritrae un signore vestito non si sa come, con la croce sul petto (perché un po’ di sano cattolicesimo non ce lo facciamo mai mancare) che mi dice che “milioni di persone sono vittime del malocchio e ne sconoscono la causa e il rimedio”. E pensare che c’è la gente che muore di cancro con gli stessi effetti “sconoscitivi”, potrebbe non essere un gran male il malocchio, voglio dire, un Tir che ti travolge mentre attraversi la strada sulle strisce pedonali potrebbe essere molto peggio.

E mi rammenta che “la magia esiste!!!” con tre punti esclamativi, come se uno solo non bastasse a farmi grattare dovutamente lì dove ‘l sì suona.

E io penso alla gente che sta male, ai disoccupati, a chi perde una persona cara, a chi viene malmenato nelle manifestazioni, a chi dorme sotto i ponti, a chi non ha il permesso di soggiorno, alle donne picchiate e violentate, alla scuola che non va, all’economia che va a puttane e a tutti i sensitivi.

O allora? Sono un sentimentale!

Enzo Bearzot, campione del mondo

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E’ morto Bearzot, lo sapevi? Quello dei mondiali dell’82, che c’era Pertini al Santiago Bernabeu che alzava la pipa al gol di Tardelli, no, mi pare Altobelli, o forse era Rossi, ma chi lo sbagliò il rigore Cabrini o Conti, ma vai a sapere, però mi sa che era Conti, e la pipa però la fumava anche Bearzot, sì, va bene, si pareggiò col Cameroun uno a uno, il portiere si chiamava ‘Nkono, come fa uno a chiamarsi ‘Nkono, che è ‘Nkono gelato… era la battuta di allora, certo però che anche chiamarsi Bearzòt, con quel sorrisino, però ci ha portato in fondo, e come ci sono rimasti cacini i tedeschi, era dal ’70 che non gliene suonavamo così di brutto, e lui, Bearzot, rideva, giocava a briscola sull’aeroplano con Zoff, o era Antognoni, ora te ne vòi sape’ troppe, non lo sapevo nemmeno che stava male, poveròmo, davvero, guarda, mi dispiace, ma non me ne ricordavo nemmeno… fu lui che ci fece sapere che il pallone è tondo? Sì, e per la terza volta eravamo Campioni del Mondo.

Le nuove audioletture di Dante, Gongora, Unamuno, Machado, Marino, Pascoli, Carducci e chissa’ chi altri

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Orbene, avrete tremato e trepidato per la mia esistenza in vita, visto che v’ho lasciati con alcuni post piuttosto noiosetti anziché no, ma poi vi spiegherò che senso hanno, ammesso che abbia un senso quello che stanno combinando intorno alla rete in nome dell’immancabile copyright, but that’s another story.

Stamane ero intento a divertirmi un tantinellino e a riordinare e rinforzare la sezione delle mie audioletture.

Mi faceva piacere riunirle, anche se alla meglio, in un luogo unico, ovviamente quelle sparse un po’ per ogni dove continueranno a starci, ma insomma, ne valeva la pena, perché ne ho aggiunte svariate.

Le trovate tutte (più o meno, ma manca qualcosa, e me ne dispiace) qui:

http://audioletture.controversi.org

mentre tra le aggiunte c’è qualcosa in provenzale di Jaufre Rudel (la leggendaria "Vida", che non è sua, va da sé, e il famoso "Quan lo rius de la fontana") e non chiedetemi cosa mi abbia preso di mettermi a leggere nella lingua dei trovatori, a me piace e a qualcuno piacerà. Poi c’è Giacomino Leopardi, e non avete idea di quanto mia sia piaciuto "La sera del dì di festa", c’è quasi di che mettersi a piangere, e dire che al liceo l’odiavo il gobbetto di Recanati, "La pioggia nel pineto" di Rapagnetta, un sonetto del Marino (tanto per far vedere che esiste anche lui), e tragli spagnoli i soliti Unamuno, Machado e quella trombetta spelacchiata di  Góngora.

Pezzo forte, ma non mi è riuscito un gran che, il canto di Ulisse di Dante, che poi è un frammento del XXVI dell’Inferno, nonché l’imprescindibile "Tanto gentile e tanto onesta pare".

Ora basta perché odio i post che sono pieni di link, e poi mi sono già sbrodolato abbastanza.

AGCOM: Approvato all’unanimita’ il nuovo testo sulla tutela del diritto d’autore in rete – Il comunicato stampa

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Il Consiglio dell’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni, presieduto da Corrado Calabrò, al termine di un’approfondita analisi che si è avvalsa anche dell’indagine conoscitiva “Il diritto d’autore sulle reti di comunicazione elettronica”, ha deciso all’unanimità di porre a consultazione pubblica un pacchetto di iniziative concernenti l’esercizio delle competenze in materia di tutela del diritto d’autore, anche alla luce di quelle che la legge assegna all’Agcom.
Le misure poste a consultazione pubblica – che avrà la durata di 60 giorni – si caratterizzano per un approccio innovativo che da un lato punta a promuovere misure per favorire l’offerta legale di contenuti accessibili ai cittadini, dall’altro prevede azioni di contrasto per la rapida eliminazione dalla rete dei contenuti inseriti in violazione del copyright. Il tutto, nel rispetto del diritto alla privacy e alla libertà di espressione nonché tenendo conto del quadro tecnologico.
In questa linea, tra le iniziative proposte, figurano innanzitutto una serie di azioni positive per favorire la diffusione di una cultura del diritto d’autore.

In particolare queste riguardano:
    1) promozione di un’ampia offerta legale di contenuti audiovisivi sul mercato;
    2) rimozione delle barriere allo sviluppo di un’offerta legale, favorendo l’accesso ai contenuti premium, l’interoperabilità tra le piattaforme trasmissive e un accorciamento delle “finestre di distribuzione”;
    3) attività informativa di educazione alla legalità intesa a rendere agli utenti, in particolar modo i più giovani, maggiormente consapevoli dei rischi generati dalla pirateria;
    4) promozione dell’approccio relativo alla diffusione di licenze collettive estese anche in termini di soluzioni che favoriscano economicità e facilità di pagamento da parte dell’utente;
    5) sicurezza delle modalità di pagamento (incluse le forme di m-payment);
    6) promozione delle forme sperimentali di consumo legale.

A queste azioni si affiancano provvedimenti a tutela del diritto d’autore che si ispirano a best practices internazionali come quelle del Notice and take down (Usa), che riguardano il gestore del sito e non il singolo utente.
In quest’ottica, l’Agcom si pone come “garante” del corretto funzionamento di un sistema che prevede:
    1) richiesta di rimozione dei contenuti al gestore del sito o al fornitore del servizio di media audiovisivo da parte del titolare del diritto o copyright;
    2) segnalazione all’Autorità della mancata rimozione dei contenuti decorse 48 dall’inoltro della richiesta;
    3) verifica da parte dell’Autorità attraverso un breve contradditorio con le parti;
    4) ordine di rimozione qualora risulti l’illegittima pubblicazione di contenuti coperti da copyright.

L’Autorità ritiene che la misura della rimozione selettiva sia appropriata nei casi in cui non tutti i contenuti del sito web violino il diritto d’autore e siano collocati sul territorio italiano.
Per i siti che hanno il solo fine della diffusione di contenuti illeciti sotto il profilo del diritto d’autore o i cui server sono localizzati al di fuori dei confini nazionali, vengono ipotizzate due ipotesi alternative per le quali si chiede il parere degli operatori:
    – predisposizione di una lista di siti illegali da mettere a disposizione degli internet service provider;
    – possibilità, in casi estremi e previo contraddittorio, dell’inibizione del nome di dominio del sito web, ovvero dell’indirizzo IP.
Tra le azioni poste a consultazione pubblica figura anche l’istituzione presso l’Autorità di un apposito Tavolo tecnico tra tutti i soggetti interessati con il compito di approfondire le problematiche applicative per un’efficace adozione delle misure ipotizzate.
L’Agcom ha infine deciso di segnalare al Governo e al Parlamento l’opportunità di una revisione complessiva delle norme sul diritto d’autore che risultano inadeguate allo sviluppo tecnologico e giuridico del settore.
Il Presidente Corrado Calabrò ha dichiarato: “Siamo riusciti a raggiungere, con votazione unanime del Consiglio dell’Autorità, un risultato importante. Le soluzioni che abbiamo previsto e che ora verranno discusse con tutti i soggetti
interessati, rappresentano una sintesi efficace tra le contrapposte esigenze di tutelare la libertà della rete e la titolarità dei contenuti, garantendo altresì il diritto dei cittadini alla privacy e l’accesso alla cultura e ad internet; tutti principi fondamentali dell’ordinamento giuridico comunitario.
Non si prevede alcuna forma di controllo sugli utenti o di censura del web, come qualcuno temeva, ma, ispirandoci soprattutto all’esperienza USA, l’Italia si colloca tra gli esempi più moderni e avanzati, facendo proprio l’approccio che considera il mercato unico digitale come la “quinta libertà” il cui sviluppo va considerato prioritario”.

Roma, 17 dicembre 2010

Diritto d’autore: AGCOM: ecce enforcement

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Roma – "Una sintesi efficace tra le contrapposte esigenze di tutelare la libertà della Rete e la titolarità dei contenuti". Così il presidente dell’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni (AGCOM) Corrado Calabrò, descrivendo in estrema sintesi il nuovo testo della delibera sulla tutela del diritto d’autore.

Un testo, riassunto in un comunicato, approvato all’unanimità dal Consiglio di AGCOM, al termine di una "approfondita analisi che si è avvalsa anche dell’indagine conoscitiva il diritto d’autore sulle reti di comunicazione elettronica". È stato quindi avviato un periodo di consultazione pubblica di 60 giorni, in vista dell’eventuale trasformazione in legge del "pacchetto d’iniziative".

Un efficace bilanciamento degli interessi in campo. Così il presidente Calabrò ha sottolineato come verrà rispettato il "diritto dei cittadini alla privacy", insieme all’accesso alla cultura e alla Rete. A non parteciparvi più potrebbero infatti essere tutti quegli spazi votati alla violazione del copyright.
Il testo di AGCOM ha dunque rassicurato gli animi più accesi sulla possibile implementazione di un regime come quello dei three strikes. I provvedimenti da prendere a tutela del diritto d’autore si sono in sostanza ispirati – si legge nel testo – a best practices internazionali come quelle del notice-and-takedown statunitense.

AGCOM diventerebbe "garante" del corretto funzionamento di un sistema in quattro punti. Il primo sulla richiesta di rimozione dei contenuti al gestore del sito o al fornitore del servizio di media audiovisivo da parte del titolare del diritto o copyright.

La "mancata rimozione dei contenuti" – decorse 48 ore dall’inoltro della richiesta – dovrà essere segnalata all’Autorità. Il terzo punto riguarda un’eventuale verifica da parte della stessa AGCOM attraverso un breve contraddittorio con le parti. Al quarto scatta l’ordine di rimozione "qualora risulti l’illegittima pubblicazione di contenuti protetti da copyright".

Una rimozione "selettiva" sarebbe poi appropriata solo nei casi in cui non tutti i contenuti del sito web violino il diritto d’autore e siano collocati sul territorio italiano.

Per quanto invece concerne quei siti che "hanno il solo fine della diffusione di contenuti illeciti o i cui server sono localizzati al di fuori dei confini nazionali", AGCOM si è rimessa al parere degli esperti, ipotizzando comunque due scenari. Primo, si metterà a disposizione dei vari provider una lista di siti illegali.
Secondo, ci sarà la possibilità – ma solo "in casi estremi e previo contraddittorio" – di inibire "il nome del dominio del sito web, ovvero dell’indirizzo IP". AGCOM avrebbe quindi "corretto la rotta sul diritto d’autore", almeno secondo il responsabile del forum comunicazioni del Partito Democratico, Paolo Gentiloni.

"È positivo che AGCOM abbia abbandonato l’idea di una velleitaria crociata contro il P2P – ha spiegato Gentiloni – per concentrarsi invece su misure concrete, sia nella repressione dei siti illegali (e non dei singoli utenti), sia nella promozione del downloading legale".

Alle azioni sanzionatorie si sono infatti affiancate iniziative per favorire la diffusione di una sorta di cultura del diritto d’autore. A partire dalla promozione di un’ampia offerta di contenuti audiovisivi sul mercato, della sperimentazione di sistemi di licenze collettive estese, con la rimozione delle barriere allo sviluppo di contenuti legali.

Negli Stati Uniti, una serie di prove tecniche d’embargo ha colpito diversi siti legati alla pirateria. I vari domini sono stati sequestrati dalle autorità federali senza alcun avviso o richiesta di rimozione dei contenuti illeciti. Attesi ulteriori sviluppi in merito alla possibile adozione del famigerato Combating Online Infringement and Counterfeits Act
(COICA).
In Spagna, la proposta di modifica alla legge 32/2002 sui servizi della società dell’informazione aveva invocato la formazione di una speciale commissione per la tutela della proprietà intellettuale. I siti verrebbero segnalati e chiusi dalle autorità giudiziarie iberiche.
Tra i vari cable pubblicati da Wikileaks c’è un gruppo di documenti che spiegherebbe come i vari rappresentanti dell’industria culturale a stelle e strisce abbiano spinto – se non addirittura dettato – le autorità spagnole verso l’adozione di una legge come quella dell’economia sostenibile.

In Italia non si sarebbe prevista "alcuna forma di controllo sugli utenti", così come sottolineato dallo stesso Calabrò. Né di censura del web. AGCOM ha deciso di segnalare al Governo e al Parlamento l’opportunità di una revisione complessiva delle norme sul diritto d’autore, che risultano "inadeguate allo sviluppo tecnologico e giuridico del settore".

"La proposta di AgCom per contrastare la pirateria online costituisce una seria ed efficace risposta alla necessità di tutelare i contenuti digitali in Rete – si può leggere in un comunicato ufficiale della Federazione Industria Musicale Italiana (FIMI) – in una fase nella quale il decollo dell’offerta legale è ancora aggredito dalla contraffazione".
"L’offerta legale di musica online, con svariati milioni di titoli a disposizione su decine di piattaforme in Italia, rappresenta oggi circa il 20 per cento del mercato della musica con oltre 20 milioni di fatturato nel 2009 – ha spiegato il presidente di FIMI Enzo Mazza – ma la pirateria continua ad essere una spina nel fianco di questo promettente mercato e bene ha fatto l’AGCOM a mettere a punto con un efficace sistema di contrasto".

Mauro Vecchio – da: www.punto-informatico.it
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Belve innevate e infreddolite

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[il Soldato Beppino con ramazza d’ordinanza -ramazza?- aiuta l’esercito a migliorare le condizioni di vita della cittadinanza tutta spalando la neve sulla sua personale ed esclusiva -esclusiva? –  terrazza]

[Capitan Cioschino disseppellisce i viveri dal manto nevoso con sommo ispregio del periglio]

[Liposità assortite]

Dichiarazione universale dei diritti dell’odio verso le pubblicita’ natalizie

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Devo confessarvi che quest’anno, più che nei precedenti, ho sviluppato un fastidio e un’avversione tali per le pubblicità di Natale, che prenderei a calci in culo perfino Santa Claus.

In particolare mi stanno antipatici tutti i bambini (rigorosamente del nord, si noti bene!) che fingono di essere buoni e innocenti, quando sono solo degli evidenti assassini in erba che cercano di far ammazzare l’augusto vecchietto in vestito rosso e pompòn bianco, renne comprese, cercando di farlo sfracassare dal camino (“Bùttati che è morbido!!”).

Perchè è tutto un buonùme retorico insopportabile, perfino più insopportabile del buonismo del Partito Democratico, e guardate che ce ne vuole.

“A Natale puoooooi / fare quello che non puoi fare maaaaaaaaaaiiiii”. Ma cosa fanno a Natale questi rompicoglioni in erba che non possono fare negli altri momenti dell’anno? Voglio dire, a parte reclamare a gran voce un cellulare nuovo, la Playstation, Facebook libero in libero stato, l’opzione natalizia per la scheda SIM per poter mandare mille e più SMS a chiunque ed entrare così nel nòvero dei trituratesticoli ad oltranza? Durante l’anno possono fare sempre e comunque quello che cavolo vogliono perché hanno imparato l-e-n-t-a-m-e-n-t-e (“piano piano, buono buono”) che la prepotenza nel nostro paese paga.

E allora già che ci sono, i nostri pubblicitari possono anche mettere nelle pubblicità ambientate nel profondo nord qualche bambino di colore, ma non proprio nero, diciamo mulatto, per far vedere che l’integrasi

Animali in cattivita’

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…e a proposito di neve (che poi non c’incastra nulla), in molti tornano a chiedermi dello stato di salute delle belve poste a guardia perenne e imperitura della sicurezza della mia magione. Ebbene, il ferociàme di casa Di Stefano sta benissimo, qui si vedono i due botrioni ritratti in cattività dopo esser stati puniti con due ore di giro di garrota per aver scagazzato per ogni dove…

Fiocca la neve, lenta, lenta, lenta…

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E così è arrivata la neve anche a livello del mare. Dèccovi alcune testimonianze iconografiche sul candido e natalizio evento che lieto corre ad allietarci i cuori e a farci scivolare sul terrazzo colle conseguenti gropponate:

[l’alberello del limone, co’ frutti diacci marmati]

[la casetta degli uccellini ove gl’inutili volatili vengono elemosinando sementi e altre insulsaggini]

[il rampicante della finestra dello studiòlo]

Maledetti Toscani: “Metello” di Vasco Pratolini – Lezione-Conferenza di Valerio Di Stefano

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Lo so, lo so, ho detto "Ilaria Occhini" e NON "Ottavia Piccolo", e mia moglie ha fatto bene a lasciarmi cuocere nella mia ignoranza.

Tuttavia…


Valerio Di Stefano
"Maledetti Toscani: "Metello" di Vasco Pratolini"
Lezione-Conferenza
1° Circolo Didattico – via G. Milli – Roseto degli Abruzzi
19 novembre 2011 – ore 16.00

Licenza: Creative Commons Attribuzione – Non commerciale – Condividi allo stesso modo 2.5
http://creativecommons.org/licenses/by-nc-sa/2.5/

Scarica la conferenza dall’indirizzo:

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Oppure ascoltala attraverso il lettore virtuale di file MP3

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Maledetti toscani: “Sorelle Materassi” di Aldo Palazzeschi – Lezione-conferenza di Valerio Di Stefano

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Toh, e oggi ho parlato anche delle sorelle Materassi, o metteteci un toppino…


Valerio Di Stefano
"Maledetti Toscani: "Sorelle Materassi" di Aldo Palazzeschi"
Lezione-Conferenza
1° Circolo Didattico – via G. Milli – Roseto degli Abruzzi
12 novembre 2011 – ore 16.00

Licenza: Creative Commons Attribuzione – Non commerciale – Condividi allo stesso modo 2.5
http://creativecommons.org/licenses/by-nc-sa/2.5/

Scarica la conferenza dall’indirizzo:

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Oppure ascoltala attraverso il nostro lettore virtuale di MP3:

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Conversazioni in casa Di Stefano: Festeggiamenti alcolici

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VDS: "Visto che hai preso il Prosecco sbolliamolo (1)!"

Rosa Paola Angela Mattioli in Di Stefano: "Beh, veramente l’ho preso per aprirlo in una occasione speciale…"

VDS: "E sarebbe??"

Rosa Paola Angela Mattioli in Di Stefano: "Magari la settimana prossima cade il governo!" (2)

(1) "Sbollare" è termine di lessico familiare per indicare l’apertura di una bottiglia allo scopo di consumarne il contenuto.
(2) Magari!

L’anniversario della morte di Anna Politkovskaja

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…e siamo talmente assorbiti da uno zio che ammazza e poi stupra la nipote, da Bossi che mangia i rigatoni con la pajata, dalla TV che ci offre la solita "tratta catodica dei minori," dai giornali che parlano del rosario di Niki Vendola, che non abbiamo neanche avuto un minuto di silenzio o di dignità per ricordare che quattro anni fa se ne andava

Anna Politkovskaja
 

(vergogna, vero?)

Proposte di collaborazione per il blog: la frontiera del nuovo spamming

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A volte si parla (ma, più che altro, se ne ride, e oserei dire doverosamente) di sesso su valeriodistefano.com.
A volte, mica sempre!
Perché di sesso parlano tutti, ma proprio tutti, io non so dire se chi ne parla lo  faccia anche (cosa che sarebbe solo auspicabile), di certo è che se ne parla dappertutto, quindi, in genere, preferisco scrivere d’altro.

Pochi minuti fa ho ricevuto una proposta di "collaborazione" che ha quasi dell’incredibile. O che mira, più probabilmente, a "sfruttare" le potenzialità (che non credevo nemmeno io fossero poi così "potenti", io ho sempre creduto di scrivere una roba letta più o meno dai "soliti ignoti") del blog.

La proposta, così come è stata formulata, mi sembra molto gustosa. Ve la "giro" celandovene doverosamente il mittente, e cercando di farvi riflettere sui punti a cui la rete è arrivata.


Egregio Dottor Di Stefano,
 
Mi chiamo Pinco Palla e da circa un anno gestisco questo blog www.qualchesa.qui insieme a Caio Sempronietti, http://www.qualcosaltro.qua, fotografo ed autore del libro “….”.

Inoltre, mi occupo dell’assistenza clienti online di questo erotic shop www.compra.qui. 
 
La contatto in quanto seguo con interesse il Suo blog ed in particolare la rubrica sulla sessualità e mi piacerebbe contribuire attivamente, con la mia quotidiana esperienza sul campo, tramite nuovi contenuti relativi al sesso al femminile, alla sessualità di coppia ed ai giocattoli erotici.

Se Lei fosse d’accordo nel concedermi un po’ del suo spazio – a titolo gratuito, in qualità di content contributor e media partner -, per un reciproco scambio di visibilità, potrei farLe pervenire periodicamente un articolo od un aggiornamento informativo, diciamo orientativamente un post a settimana.

Nello specifico, la mia competenza mi porta a trattare tematiche delicate ed insieme cruciali quali i gusti, le tendenze, le percezioni, le fantasie e, perchè no, le deviazioni di tutti quegli uomini e quelle donne che si rivolgono a noi con le loro esigenze, confidenze e problematiche, dalla stimolazione della libido femminile ai consigli per migliorare le disfunzioni sessuali più ricorrenti.

Ecco qualche esempio:

[segue una serie di link…]

Ringraziando per la Sua attenzione, rimango in attesa di un cortese riscontro ed invio cordiali saluti.

Il discorso di Di Pietro alla Camera sulla fiducia a Berlusconi (cosi’ ci capiamo qualcosina tutti)

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Devo dire che io non ci ho capito nulla.
Berlusconi che rampognava Fini, Fini che rampognava Di Pietro e poi rampognava Berlusconi facendogli presente di avere già rampognato Di Pietro.
La destra che se ne andava dall’aula goccia a goccia, Fini che parlava sopra a tuttik, Casini che passeggiava e che non sapeva nemmeno lui dove andare, insomma, il testo dell’intervento di Di Pietro è stato coperto dal vociare degli "onorevoli".

Eccolo qui, magari ci capiano qualcosa in più tutto, ammesso di averne voglia, ormai…

—-

Sig. presidente del Consiglio,
Lei è uno spregiudicato illusionista, anzi un pregiudicato illusionista che, anche oggi, ha raccontato un sacco di frottole agli italiani, descrivendo un’Italia che non c’è e proponendo azioni del Governo del tutto inesistenti e lontane dalla realtà.

Fuori da qui c’è un Paese reale che sta morendo di fame, di legalità e di democrazia e Lei è venuto qui in Parlamento a suonarci l’arpa della felicità come fece il suo predecessore Nerone mentre Roma bruciava.
Quella stessa Roma che anche oggi i barbari padani vogliono mandare al rogo, insieme alla bandiera e all’Unità d’Italia.
Sono sedici anni che racconta le stesse frottole, ma le uniche cose che ha saputo fare finora sono una miriade di leggi e provvedimenti per risolvere i suoi guai giudiziari o per sistemare i suoi affari personali.
Al massimo, ha pensato a qualche altro suo amico della cricca, assicurando a lui prebende illecite e impunità parlamentari, proprio come prevede il vangelo della P2, Cosentino, Dell’Utri e compagnia bella docet!
Anzi, no! Un’altra cosa lei è stato ed è bravissimo a fare, e lo ha dimostrato ancora una volta in questi giorni: comprare il consenso dei suoi alleati ed anche dei suoi avversari. I primi pagandoli letteralmente con moneta sonante, con incarichi istituzionali, con candidature e ricandidature di favore; i secondi ricattandoli con sistematiche azioni di dossieraggio e di killeraggio politico di cui lei è maestro.
Sì, perché Lei, sig. Berlusconi è un vero “maestro”: intendo dire un maestro della massoneria deviata, un piduista di primo e lungo corso, un precursore della collusione e della corruzione di Stato.
Anzi di più. Lei è l’inventore di una forma di corruzione di nuovo conio, più moderna e progredita: cambiare le leggi in modo da non far risultare più reato quel che prima lo era e in modo da non rendere più punibili coloro che prima potevano essere condannati.
Questa mattina, Lei si è gonfiato il petto ricordando un nobile principio liberale: “Ad ognuno deve essere consentito fare tutto tranne ciò che è vietato”.
Certo, ma chi, in Europa, ha scritto con il proprio sangue questo tassello di democrazia liberale non pensava affatto che un giorno si sarebbe trovato davanti ad un signorotto locale che avrebbe dichiarato “non vietato” tutto ciò che gli pareva e piaceva a lui e che non era la legge a governare il sistema ma doveva essere Lui a governare la legge.
Lei, sig. Berlusconi, non è un presidente del Consiglio ma è uno “stupratore della democrazia” che, dopo lo stupro, si è fatto una legge, anzi una ventina di leggi ad personam per non rispondere di stupro!
Lei non è, come alcuni l’hanno definito, uno dei tanti tentacoli della piovra.
Lei è la testa della piovra politica che in questi ultimi vent’anni si è appropriata delle istituzioni in modo antidemocratico e criminale per piegarle agli interessi personali suoi e dei suoi complici della setta massonica deviata di cui fa parte.
Lei, oggi, ci ha parlato della volontà del Governo di implementare la lotta alla corruzione, all’evasione fiscale, alla criminalità economica delle cricche.
E che fa si arresta da solo? O ha deciso di prendersi a schiaffi tutte le mattine appena si alza e si guarda allo specchio?
Lei si è impossessato e controlla il sistema bancario e finanziario del Paese.
Lei controlla le nomine degli organi di controllo che dovrebbero controllare il suo operato.
Lei fa il ministro dello Sviluppo Economico e, come tale, prende decisioni a favore del maggior imprenditore italiano, cioè Lei (e dico maggior imprenditore, non migliore come maggiore e non migliore è l’imprenditoria mafiosa).
A Lei non interessa nulla del bene comune perché si è messo a fare politica solo per sfuggire alla giustizia per i misfatti che ha commesso.
Non lo dico solo io. Lo ha detto pure il direttore generale delle sue aziende, Fedele Confalonieri, ammettendo pubblicamente che “se Berlusconi non fosse entrato in politica noi oggi saremmo sotto un ponte o in galera”.
Lei si è impossessato dell’informazione pubblica e privata e la manipola in modo scientifico e criminale.

Un esempio? La casa di Montecarlo venduta da Alleanza nazionale. Lei e i suoi amici dell’informazione avete fatto finta di scandalizzarvi nell’apprendere che, dietro quella compravendita, c’è una società off-shore situata in un paradiso fiscale.
Ma si guardi allo specchio, imputato Berlusconi: Lei di società off-shore ne ha fatte ben 64 proprio per nascondere i proventi dei suoi reati societari e fiscali e per pagare tangenti ai politici e ai magistrati e lo ha fatto ricorrendo a quell’avvocato inglese David Mills, condannato per essere stato, a sua volta, da lei corrotto per mentire ai giudici e così permetterle di ottenere un’assoluzione comprata a suon di bigliettoni.
Già! Perché la magistratura che Lei ha corrotto: quella a Lei piace.
Invece, non le piace quella che vuole giudicarla per i suoi misfatti, tanto è vero che ora, al primo punto del suo ”vero programma”, quello di cui oggi non ha parlato, c’è la reiterazione del Lodo Alfano, cioè proprio di quella legge che deve assicurarle l’impunità per un reato gravissimo che lei ha commesso: la corruzione di giudici e testimoni.

Solo per questo fatto, Lei non meriterebbe un minuto in più di rappresentare il Governo italiano e se ancora riesce a starci è solo perché compra i voti ricattando quei parlamentari che si rassegnano a vivere vigliaccamente senza onore o senza coraggio!
Questo è il ritratto che noi dell’Italia dei Valori abbiamo di Lei, sig. Berlusconi!
E Lei, oggi, viene a chiederci la fiducia?
Lo chieda, ma non a noi.
Lo chieda a quelli che ha comprato o ricattato.
Lo chieda ai parlamentari di Futuro e Libertà che finalmente si sono resi conto con chi avevano e hanno a che fare ma non trovano, o non hanno ancora trovato, il coraggio di dissociarsi dal macigno immorale che Lei rappresenta.
Lo chieda al presidente Fini che nel suo discorso estivo a Mirabello ha detto esattamente (ed anzi di più) delle cose che sto dicendo io e ancora indugia a staccare la spina, passando, suo malgrado, da vittima a complice delle sue malefatte!
Lo chieda a tutta quella pletora di disperati che in questi giorni ha convocato a casa sua per offrire loro prebende o per minacciare imbarazzanti rivelazioni e che ora , abbagliati da improvvisa ricchezza o intimoriti dai dossieraggi che Lei ha architettato e commissionato, hanno deciso di vendere la loro anima e il loro onore dandole una fiducia che non merita!
Non lo chieda a noi che siamo stati primi a smascherare le sue reali e criminali intenzioni.

Poesie d’Amore – Variazioni su un tema di Giorgio Gaber – Valerio Di Stefano – 2010

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VARIAZIONI SU UN TEMA DI GIORGIO GABER

C’è il peso del tuo corpo sopra il mio.
Dio, che perfezione il tuo respiro lento!
Dopo l’amore si è alla fine spento
quel movimento, quel tuo rimescolìo
che ha fatto del sudore appiccicume
e degli umori un vago gorgoglìo.
Dormi, chè non è ancora spento il lume.
La perfezione pesa, non negare…
Spòstati, dài, che ho voglia di fumare!

(C) 2010 – Valerio Di Stefano

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Poesie d’Amore – “Poesia sei tu”, scriveva il Castigliano – Valerio Di Stefano – 2010

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"Poesia sei tu", scriveva il Castigliano.
Pian piano il verso si fa voce pura,
nuda come croce, avanzo di paura.
E torni ancora, sì com’eri prima
a dirmi "t’amo!"
Ma non fai più la rima.

(C) 2010 – Valerio Di Stefano

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