Tre anni fa sono morto

Il Nostro, dopo tre anni, sorbisce ancora ponci alla livornese!

Il 9 luglio del 2009, tre anni fa, si diffuse, sia pure in ambienti estremamente ristretti e con modalità del tutto estemporanee, la notizia della mia morte nel tragico incidente ferroviario della Stazione di Viareggio, avvenuto svariati giorni prima.

Naturalmente sarebbe bastato verificare la notizia, magari incrociandola con quella dell’elenco delle povere vittime – quelle sì, morte davvero, purtroppo- che era stato diramato dal Ministero dell’Interno e che era, pur nella sua tragicità, pubblico.

Qualcuno dice che a queste cose non bisogna dar perso e che bisogna sorriderci, che ti allungano la vita, ma cosa vuoi star lì a prendertela, bevici su che ti passa.

Ci ho bevuto su, certo. Ma non mi è mai passata. Sono cose che “segnano” (per così dire “segnano”) e che dànno un senso di disgusto e di nausea leggera con cui si convive per forza ogni volta che ci si ripensa (e non è detto che ci si debba pensare costantemente).

Tutte le strade possibili sono state tentate. Alcune si sono chiuse, altre sono ancora aperte e chissà in quale direzione porteranno.

Nel frattempo ho cercato e cerco di dire qualcosa e di fare qualcosa di utile per la rete. Ne ho bisogno, ma, soprattutto, ne hanno bisogno quanti diffusero la notizia del mio prematuro defungimento e quanti ci hanno creduto.

Ringrazio ancora coloro che mi onorano della loro rafforzata stima ed amicizia, proprio in virtù di questi eventi.

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Le erbacce per le strade di Paganica: “lo so che si passa il confine”

Paganica (AQ), ormai è ridotta così.

Nelle strade in cui passava la gente, in cui si viveva, in cui le vecchiette portavano con fatica il fardello delle proprie carni stanche, tra le pietre che vedevano passare ciabatte riempite di piedi gonfi, là dove il 6 aprile 2009 si sono accumulate le pietre oggi crescono le erbacce.

Che poi "erbacce" è il nome che dà la gente a queste piante, loro sono semplicemente "erbe", non sanno di avere una connotazione dispregiativa. Loro crescono e basta, e spero che, parlando di noi umani, ci chiamino "umanità immonda", tanto per renderci pariglia.

Significa che su queste strade, tra queste case ridotte a macerie, messuno è mai passato per andare a vedere cosa è successo e per vedere che cosa di poteva e si doveva fare.

Questo è l’Abruzzo terremotato oggi. Non ci vengano a dire che "la vita rinasce domani".
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Vile attentato al pontefice Benedetto XVI da parte di una squilibrata, l’Augusto Reggente e’ ancora felicemente papante

Ci sono categorie di persone che quando succede qualcosa che, semplicemente, per imperizia o per negligenza, non si è riusciti ad evitare, fanno molto comodo.

Una bomba? Un ordigno inesploso? Un invio espolsivo? Contestazioni al Presidente di Consiglio (che Dio ce lo conservi!)? Sono stati gli anarco-insurrezionalisti.

Ecco, gli anarco-insurrezionalisti, nessuno li ha mai visti, tanto meno messi in condizioni di non nuocere, però sembra che ce ne siano a centinaia, mentre, con ogni probabilità, in Italia ne esisteranno si e no due o tre.

Ora però vanno molto di moda gli psicopatici, gli squilibrati, i fuori di testa, i borderline, quelli che, in breve, hanno bisogno della camicia di forza (solo che questo non lo dice nessuno).

Berlusconi si prende una statuetta del Duomo in faccia? E’ stato uno psicopatico, un malato di mente, poveretto, è già stato subito arrestato.

Il papa viene spintonato e fatto cadere da una donna che riesce ad arrivare a lui e far ruzzolare anche sua Eminenza in Cardinal Echegarray, alla veneranda età di 87 anni? E’ stata sicuramente colpa di una squilibrata, minimizzano, anzi, la poveretta è già stata arrestata (tranquillizzano), per carità, immediatamente acciuffata dai solerti servizi di sicurezza che, nessuno lo dice, non sono stati capaci di fare in modo che l’aggressione si evitasse.

Poi verrà sicuramente il perdono, e chissà se anche in Vaticano fonderanno il Partito dell’Amore.

Intanto, il solerte quotidiano della Santa Sede "L’Ottenebratore Romano" nell’edizione odierna e natalizia non riporta nemmeno una riga su ciò che è successo, no no… Bimbi neri, la tragedia della fame, dipinti rigorosamente medievali ma di informazione ciccia…

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DenTIsTa

Che uno dice bisogna andare dal dentista, una volta o l’altra, per un controllo, venga venga, non abbia timore, cosa vuol che sia, il primo consulto è gratuito, eh sì, lei cià proprio una bella carie caro il mio gagarone, sarebbe l’ora che lei si occupasse un po’ più metodicamente dell’igiene dei suoi denti, guardi lì che cloaca, qui ci sono minimo due estrazioni da frare eh, sì, decisamente, cosa vuol salvare lei, le vede quelle due razze di troiai lì in fondo? Cosa sono? E anche il coraggio di chiedermelo, sono i suoi molari caro il mio bel testina di cazzo, se continua così fra una trentina d’anni lei si ritrova vecchio, pensionato con la minima, rincitrullito, gocciolante e per giunta sdentato, guardi come ciondolano, lo vede? Ma cosa mi viene a dire che sono saldissimi, guardi qui, basta una martellata per scheggiarli, altro che ti spunta un fiore in bocca, a lei occorre un bel filo interdentale zigrinato non cerato da far passare in queste intercapedini catacombali che sono gli spazi interdentali, caro il mio Coso, e in più un coluttorio mentolato da usarsi anche tre-quattro volte al giorno, faccia poco il furbino, in tutto le viene sui 6000 eurini tondi tondi e senza fattura che mi sa che con lei ci rimetto, dia, dia pure…
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Caro Babbo Natale, quest’anno non mandero’ nessun SMS per fare gli auguri

A Natale non invierò nessun SMS di auguri.

Non sopporto la gente che va a comprarsi la Carta Auguri del proprio strozzin… gestore telefonico per avere qualche centinaio di SMS a prezzo stracciato e poi pensa anche di aver fatto la figura del fighetto che guarda lì, poverino, ha speso 15 centesimi per inviarci un SMS, si è ricordato, ora bisogna contraccambiare.

Non sopporto quelli che scrivono un testo unico per tutti, assolutamente generico ed impersonale e lo mandano a una rubrica intera cercando di farti credere che sono efficientissimi invece hanno solo fatto clic.

Non sopporto chi controlla lo scoccare della mezzanotte di Natale e con il telefonino nell’altra mano spedisce gli SMS alla suddetta zoccolissima rubrica intera intasando le linee e facendo in modo che il messaggio venga lavorato svariate ore dopo, magari verso le quattro, quando uno dorme con il torrone sullo stomaco.

Soprattutto non sopporto chi si ricorda di me solo perché è Natale.

E a Capodanno si replica.
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Notizie dal server di valeriodistefano.com

Il server arranca, si blocca, poi riparte, poi si riblocca, in breve "Nun gn’a ‘a fà!"

Non posso farci nulla, sono spiacente, mi cospargerei il capo di cenere e correrei ramingo a Canossa se effettivamente fosse necessario, ma vivaddio non lo è ("vivaddio" è una mia espressione che piace tanto al pio Baluganti Ampelio, immancabile lettore di questo blog, per questo la uso), per cui se trovate dei rallentamenti o dei disservizi d’ora in poi vi ciucciate tutto così com’è perché io non ho nessuna intenzione di stare a scrivere a quelli di Aruba a ogni pie’ sospinto. Ma guarda te!

In genere ho notato che il disservizio (fermo restando quello che deve essere successo ad Aruba un paio di giorni fa e di cui nessuno ha parlato, se non alcuni blog isolati) tende a verificarsi in presenza dell’inserimento di commenti.

Darò un po’ un’occhiata a tutto, ma temo di non poter fare gran che, a parte togliere i commenti che lascio solo pr impulso e afflato democratico (tanto, per le schifezze che ci scrivete possono anche non starci).

Che dirvi? Vediamo un po’ come va. Alle brutte, quello che possiamo concludere è che, con ogni probabilità, è venuta, sia pure gioco forza, l’occasione di dare addio al blog che, come tutte le cose di questo mondo, non è eterno. E’ ancora prematuro per poterlo dire o stabilire però è anche vero che cominciate ad essere tanti, accidenti a voi…
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Down per tre ore il server di valeriodistefano.com

Dunque, cari topèsi, ieri sono successe un bel po’ di cose strane, e la prima notizia che mi sento di riferire (a parte il fatto che la dovrei smettere di mangiare come un bottino) è che il blog, assieme a tutto il dominio valeriodistefano.com è stato down per alcune ore. Indicativamente dalle 12.00 alle 15.30, settimanetta più settimanetta meno.

Come sapete il dominio, assieme allo spazio web e all’hosting sono gestiti da Aruba. Quindi, al di là di poche funzioni, non mi è possibile agire direttamente sul server che ospita il sito. Per cui, ad esempio, se si tratta di mettere a disposizione un nuovo file posso farlo io tramite l’FTP o altri accrocchi, se si tratta di riparare un cavo all’interno del computer ospite perché, vedete voi, si è deteriorato, lo devono fare quelli di Aruba.

E finché quelli di Aruba non ci mettono le mani il vostro sito non è visibile.

Il primo segnale è stato quello di "Server Up". Quando il server è down o ci sono cdelle manutenzioni che non consentono di mantenere visibile il sito e i suoi contenuti, allora c’è questo "cartello" di poche righe che dice che, in pratica, ve lo prendete del Diocenescàmpi.

Fin qui tutto normale. Generalmente sono delle interruzioni che durano pochi minuti.

Ma una lettrice (perché, come dice Beppe Gillo, siete fantastici!), Francesca Lenzi, che mi pregio di ringraziare pubblicamente, mi ha mandato uno screenshot relativa a uno dei momenti del down, in cui all’indirizzo della homepage di www.valeriodistefano.com appariva questo segnale:



Gameeternity.com? E cosa cazzo è Gameeternity.com? E, soprattutto, che c’entra con me? Sarà un dominio ospitato sulla stessa macchina che ospita il vostro adoratissimo blog, ma questo spiega e NON risolve l’arcano.

Poco dopo tento almeno di copiare in locale (per il compare, i pisani e gli stólti che non sanno un cavolo delle informatiche cose = "sul mio computer di casa") i file più recenti per il backup, mi collego tramite l’FTP ma le cartelle risultavano tutte vuote e, successivamente, non c’era più nulla di visibile.

Ovviamente provo a chiamare Aruba al telefono. Macché, nulla da fare, nessuno risponde. Invio una richiesta di assistenza tramite il form dedicato ai clienti ed ecco la risposta, giunta alle 17,06:

la informo che da controlli effettuati non si riscontrano problemi di visibilità e navigazione per il dominio valeriodistefano.com da lei indicato.
La invito a verificare ora tale visibiità, se il problema dovesse persistere, mi ricontatti tramite questo stesso ticket di assistenza, fornendomi maggiori indicazioni in merito al problema evidenziato.

Distinti saluti.
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Mirco Pompili
Help Desk

Insomma, ora il suo dominio funziona bene e di tutto quello che è accaduto prima non si sa e non si deve sapere nulla di nulla.

Soprattutto se si tiene conto del fatto che, senza averne fatto minimamente richiesta, mi è stato attivato, come per magia, il servizio backup del sito (grazie, mi faceva proprio comodo!)

Ma cos’è successo? Io un sospettino ce l’avrei, e riguarda quel signore con le radici della fotografia…
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E’ uscito il mio libro “Difendere la privacy – Come colpire gli scocciatori al portafoglio.” Compràtelo, peccatori!

Va bene, è ufficiale, è appena uscito per Lulu.com il mio secondo vanity-book, "Difendere la Privacy – Come colpire gli scocciatori al portafoglio" ISBN 978-1-4452-3356-7, 201 pagine (di cui la maggior parte di appendice, non illudetevi) in cui, tra il serio e il faceto, cerco di raccogliere (male!) la mia esperienza in tema di tutela della privacy dalle invasioni di spammer e pubblicitari selvaggi.

Costa (perché col cavolo che lavoro gratis!) 16,45 euro se lo comprate su Amazon, ma siccome nessuno è così fesso da farlo, potete pagarlo 12,27 euro e ci state larghi, semplicemente ordinandolo su Lulu.com.

Se proprio siete pidocchiosi, potete scaricarvi, certamente a pagamento, la versione digitale che costa 3,58 eurini tondi tondi (tondi?)

I link a cui collegarvi per l’acquisto sono:

http://www.lulu.com/product/scarica/difendere-la-privacy/6031062 (file PDF)

http://www.lulu.com/content/libro-a-copertina-morbida/difendere-la-privacy/7939667 (Acquista)

P.S.: Non chiedetemene una copia gratis perché col cavolo che ve la mando!

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Il blog cambia vestito

Et voilà, il blog ha cambiato vestito, spero almeno che vi piaccia, anche perché se non vi piace ve lo tenete così lo stesso e vi attaccate al tram, quell’altro erano tre anni che era visibile e aveva sinceramente rotto appena appena i Belzebèi, come diceva la mi’ bisnonna Armida.

Dalle prime prove che ho fatto, il tutto funziona egregiamente (o benetto!), soprattutto se usate Mozilla Firefox, cosa che vi consiglio fortemente.

Una volta ripristinata la cache degli articoli il tutto dovrebbe essere ancora più velocino.

Come sempre fatemi avere i vostri feed-back, le vostre osservazioni, i vostri commenti in merito e, perché no, anche le vostre critiche, tanto non vi rispondo.

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“La cattolicissima Spagna”

[Nell’effige il bravo Tomas de Torquemada]

Mia moglie prega, attraverso il blog, tutti i giornalisti, televisionari, caciaroni, borgatari, pescivendoli, pennivendoli, e altrettanti spettatori, ascoltatori, fruitori, impostori, controllori, bigliettai, di smetterla una volta per tutte di usare l’odiata espressione "la cattolicissima Spagna" perche’ non e’ così, e’ l’ora di finirla, basta, teniamoci la Binetti, siamo in Europa, scopa, settebello, carte primiera e denari vinco io (oh, sono o non sono la moglie del miglior blogger-colpostregato degli ultimi 150 anni?)!
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Voltaren Emulgel



La radio la mattina ti riporta alla triste realtà lavorativa, comincia a invadere l’aere viziato di odori della camera da letto con la pigrizia tipica di chi, sia pure con i suoi transistor, ti invita a non alzarti, con quel soporifero leggerti la rassegna stampa.

Eh, ma si deve, chè oggi ci sono 4 ore. Su, via, ci si alza. Bagno, la faccia lavata con l’acqua sensibilmente più fredda perché durante la notte la temperatura è scesa anche di 8-10 gradi, maledetta lei, e ti ricordi di "Natale in casa Cupiello" in cui il protagonista, Don Luca, si sveglia infreddolito e tira cinque minuti del primo atto ripetendo alla moglie "Cuncè’, fa freddo fuori?"

Sì, fuori fa freddo, ma su, in alto gli animi, che i soldati della prima guerra mondiale sul fronte del Piave ne han ben passate di peggiori.

I conigli sono particolarmente allegri e arzilli, invece, ed è il caso che se ne stiano nella gabbia, se no riducono il divanetto e le poltrone di legno a un unico cumulo di segatura in tre secondi e due decimi.

Ti chini per vedere dove cavolo si sono nascosti e ti assale una lancinante scossa al cervello. Si tratta indubbiamente di uno


e lo maledici dal primo secondo della sua bestemmiata esistenza perché senti che fa un male cane, che preferiresti 4 ore con i tuoi alunni, che anche questa volta devi pagare la pizza a Brunetta, che chissà se c’è il Voltaren, di là, che è la solita litania del chiamare la scuola, del chiamare il medico, dell’andare a prendere il certificato, dello stare a casa dalle 10 alle 12 e dalle 17 alle 19 per la reperibilità e il tegame di su’ mà’, ohiòi, maledetto il colpo della strega, ma giuro che alla strega un giorno gli faccio venire il colpo del Di Stefano, poi si vede…

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