Sullo “scudo penale” per i medici vaccinatori

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Apprendo, attraverso la sezione “Economia” del Corriere della Sera on line, che per tramite della Federazione nazionale degli Ordini dei medici chirurghi e odontoiatri, dei sindacati Anaoo-Assomed e Fimmg, nonché per iniziativa individuale, molti medici avrebbero richiesto una sorta di “scudo penale” per preservare i colleghi addetti alla somministrazione dei vaccini dall’insorgere di inchieste penali a loro carico, considerati gli ultimi eventi verificatisi successivamente all’inoculazione di vaccini come Astrazeneca.

La richiesta è umanamente comprensibile (“Come si può indagare chi ha fatto solo una iniezione?”) ma giuridicamente irricevibile.

In primo luogo per il principio costituzionale secondo cui tutti i cittadini sono uguali davanti alla legge (e non perché “La legge è uguale per tutti”, come si legge nei tribunali), in secundis perché la registrazione sul registro degli indagati di tutti i soggetti coinvolti nella “filiera” della somministrazione vaccinale è un ATTO DOVUTO. Ed è “dovuto” in primo luogo perché permette all’indagato (che, in quella fase, non è ancora imputato) di assistere a accertamenti irripetibili (come, ad esempio, un esame autoptico), ma, soprattutto, di difendersi in tutte le fasi e i gradi del procedimento.

La difesa è fondamentale per dimostrare e rivendicare la propria estraneità ai fatti contestati, e costituisce parte essenziale del contraddittorio tra le parti. Senza difesa, semplicemente, non c’è procedimento. E la difesa comincia proprio dalla comunicazione di un’informazione di garanzia o di chiusura delle indagini preliminari. Non c’è altra via.

Ma come, i vaccini non sono “sicuri”? E allora i medici non hanno nulla da temere. Io posso capire la preoccupazione legittima e comprensibile che si ha nei confronti di un coinvolgimento in un procedimento penale, ma non si vede per quale motivo se una persona muore sotto i ferri, i medici ospedalieri debbano essere indagati, assieme a tutti quelli che potrebbero avere responsabilità (indirette, chiaramente), come l’anestesita e chi ha prestato i primi soccorsi, mentre quelli addetti alle vaccinazioni dovrebbero godere di una sorta di “scudo penale” che non ha alcuna ragione di essere.

Dice “ma i soldi dell’avvocato che li tira fuori dai guai non glieli rimborsa nessuno!” E vorrei anche vedere. Ma questo vale per tutti i cittadini, sia che escano assolti sia che escano condannati dal procedimento, vale durante le indagini preliminari come per il ricorso finale in Cassazione. E perché un Povero Cristo che viene indagato per un reato minore deve pagare l’avvocato e un medico indagato per omicidio colposo (pena massima prevista: 7 anni di reclusione) no?

Ma senza arrivare all’omicidio colposo, potrebbe sussistere un reato intermedio come quello di lesioni (anche gravi), qualora l’anamnesi non sia stata correttamente svolta. Per esempio, se un vaccinando dichiara in sede di autocertificazione di avere determinate allergie, e i medici ritengono di vaccinarlo lo stesso e lui si sente male (senza morire, per carità), chi paga, lo scudo penale?

La questione è estremamente complessa, senza contare che con una sostanziale impunità le indagini sarebbero sostanzialmente monche e verrebbe a mancare una parte di quella verità giudiziaria, che è l’unica di cui abbiamo bisogno. Ci vogliono fiducia nella Magistratura e rispetto dei tempi delle indagini. Oltre che evidenze scientifiche. Mi auguro vivamente ce ci se ne renda conto.