Su Wikipedia è impossibile modificare la voce “Giuseppe Verdi”

Screenshot da it.wikipedia.org

Sulla versione italiana di Wikipedia è imposibile modificare la voce Giuseppe Verdi.

Anzi, si chiarice specificamente che “Questa pagina è stata protetta per impedirne la modifica”. Insomma, nessuno può collaborare a migliorare, rettificare, integrare  la voce sul musicista probabilmente più amato da un secolo a questa parte.

Chissà cosa potrebbe mai scrivere la gente su Giuseppe Verdi di così sconveniente da giustificare una “protezione”… qualche pettegolezzo pruriginoso, forse? Peccato che il Nostro sia morto nel 1901 e che si sappiano molte cose riportate da biografie, saggi, studi. Tutte nozioni che potrebbero, opportunamente condensate, poter essere portate alla conoscenza di un pubblico maggiore.

E invece no. Ecco, come ci siete rimasti?

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7 pensieri riguardo “Su Wikipedia è impossibile modificare la voce “Giuseppe Verdi”

  1. pequod

    Ciao! Senza polemica: forse perché me ne interesso, ma ho la sensazione che Wikipedia sia uno degli oggetti più misteriosi e contemporaneamente più commentati del web. Più precisamente: è l’oggetto del web più commentato da coloro che meno ne sanno.

    Sono molte le ragioni che possono indurre un amministratore di Wikipedia a proteggere una voce. Tra queste i vandalismi. Basta controllare la cronologia delle modifiche della voce su Verdi per vedere che è stata vandalizzata più volte. Così tanto che la protezione durerà (salvo modifiche) fino al 18 aprile 2013 [vedi http://it.wikipedia.org/w/index.php?title=Giuseppe_Verdi&action=history e http://it.wikipedia.org/w/index.php?title=Giuseppe_Verdi&diff=48945292&oldid=48945255%5D.

    È fuorviante supporre che la protezione possa essere determinata da un indeterminato timore di “pettegolezzi pruriginosi”. Non è vero poi che “nessuno può collaborare a migliorare, rettificare, integrare la voce”, poiché rimane liberamente editabile la pagina di discussione relativa [http://it.wikipedia.org/wiki/Discussione:Giuseppe_Verdi], in cui è possibile segnalare integrazioni da fare, imprecisioni da correggere etc.

    Quindi non mi spiego la ratio del tuo post. Perché scrivi da un blog senza documentarti un minimo? Nulla per cui stracciarsi le vesti, per carità, ma mi sembra un po’ uno sport nazionale quello di scrivere “in libertà” su Wikipedia (spesso senza precisare di quale edizione linguistica si sta parlando – ma non è questo il caso).

    Se ti scrivo, lo ribadisco, non è con intento polemico, ma anzi per offrirti qualche chiarimento o indicazione qualora volessi scrivere ancora sul tema.

    Cordiali saluti
    l’utente:Pequod76 di Wikipedia

  2. valerio Autore articolo

    Gentile Signor “Utente Pequod76 di Wikipedia”,
    ho sempre scritto su Wikipedia, come su molti altri argomenti dal mio blog, che, peraltro, firmo con il mio nome e cognome, assumendomene tutte le responsabilita’. Mi piacerebbe che i miei interlocutori fossero a loro volta identificabili come persone e non come nickname. Non e’ il Suo caso e me ne dispiace. Anzi, a dire il vero no, nel senso che e’ un dato di fatto e indica, semplicemente, due modi differenti di affrontare la comunicazione in rete. Io ho fatto altre scelte.
    Quanto al merito del Suo commento, mi sembra esagerato sostenere che Wikipedia e’ “l’oggetto del web più commentato da coloro che meno ne sanno”. In realta’ penso che Wikipedia sia una realta’ autoreferenziale e che non sia necessario sapere come funziona, a meno che non si voglia collaborarvi, ma non e’ il mio caso.
    Quello che si’, mi colpisce, e’ il vezzo di voler spostare sempre la discussione dai contenuti di Wikipedia, cosi’ come l’utente di Internet li vede, alla conoscenza delle regole e delle autodefinizioni. Cosi’ dei contenuti non si parla. O si parla meno.
    Lei dice che la pagina su Verdi e’ stata “blindata” per prevenire ulteriori vandalismi. Ho dato un’occhiata alla pagina che mi indica, non ci ho trovato niente di che. Ma forse agli occhi degli Amministratori si tratta di una cosa molto grave. A me pare grave che in una enciclopedia sia autodefinisce libera in cui tutti possono modificare ci siano degli Amministratori. Ma queste sono opinioni personali. E infatti come tali le esprimo sul mio blog. Mi sembra un approccio onesto: se non mi stanno bene le regole di Wikipedia parlo di Wikipedia in un ambiente che NON sia Wikipedia e che NON abbia quelle regole.
    Si’, scrivo “in liberta'” di Wikipedia. Esattamente come Wikipedia scrive in liberta’ di tutto quello che ritiene opportuno. Penso non ci siano problemi, no?

    Valerio Di Stefano

  3. pequod

    Ti do del tu e ti invito a fare altrettanto, ovviamente se non ci sono problemi per te.

    Dunque, permettimi di osservare che se tu scrivi di Wikipedia devi saperne almeno un po’. Quel tanto necessario a non scrivere cose scorrette. Penso che chiunque abbia un blog sia interessato a contribuire alla qualità complessiva dei contenuti di Internet ed evita perciò di spargere informazioni scorrette. Un conto sono le opinioni, un altro gli errori fattuali. È giusto avere agio di criticare Wikipedia, è giusto farlo sotto molteplici rispetti etc etc. Perché farlo sulla base di assunti erronei?

    Personalmente ritengo che la protezione della voce su Verdi sia eccessivamente lunga, ma – a parte il caso specifico – in generale in WP sussiste appunto il meccanismo di difendere le voci soggette a frequenti vandalismi. Non è certo piacevole, ma non si può costringere i volontari a passare il proprio tempo ad annullare vandalismi. Si blocca la voce e ciò serve a raffreddare le acque. Ogni caso viene gestito a sé. Mi spiace che tu veda in questa nota uno “spostare dai contenuti alle regole”, ma il punto è proprio questo: la voce su Verdi è stata bloccata per questioni di regole (lotta al vandalismo) e non di contenuti (a meno che una modifica come questa: “http://it.wikipedia.org/w/index.php?title=Giuseppe_Verdi&diff=48943833&oldid=48935150” possa essere ritenuta una questione di “contenuto”). Quindi il tuo post sembra trasformare una normalissima operazione di prassi (proteggere una voce vandalizzata ad alta frequenza) in qualcos’altro. E non si vede nessuna ragione manifesta per far ciò, a parte il già citato “parlare in libertà”, sicuramente legittimo, ma i cui effetti sulla qualità complessiva della Rete ho già menzionato.

    Oltre al fraintendimento sui “pettegolezzi pruriginosi” ho menzionato la pagina di discussione della voce su Verdi. Come è facile capire, l’esistenza di una pagina di discussione assume un ulteriore rilievo nel caso di blocco di una voce. Non mi hai risposto su questo: hai scritto delle cose sbagliate. Sarò anonimo e tu no, ma questo non cambia le cose: “nessuno può collaborare a migliorare, rettificare, integrare la voce” è un’affermazione priva di fondamento che descrive un fatto, non una tua opinione personale. Sei certo libero di scrivere quel che vuoi, ci mancherebbe. Solo non capisco perché difendere contenuti “cattivi”, frutto di questa libertà. Tu scrivi “in libertà”, WP ha invece un severo codice di controllo su quanto scrive, quindi mi sembra che la tua associazione in chiusura sia impropria (visto che ritieni che conoscere ciò su cui scrivi non sia tanto importante). Che poi ci siano vandali che fanno cose come http://it.wikipedia.org/w/index.php?title=Giulio_Andreotti&diff=51562380&oldid=51537085 è un attacco a quel codice di controllo (comunque legato alla libertà di editare, riservata a tutti, in condizioni normali). In un tuo post ciò diventa “Wikipedia pubblica la notizia della morte di Giulio Andreotti”. Mi sembra un modo un po’ tendenzioso di porre la cosa. In ogni caso, la voce è stata protetta: come giudichi questa operazione? Sempre di vandalismi e di amministratori parliamo. A proposito, una domanda: perché ritieni che sia “grave” che WP si doti di amministratori?

    Scusa se abuso della tua pazienza in questo torrido agosto.
    Solo con il desiderio di un proficuo scambio.
    Saluti
    pequod

  4. valerio Autore articolo

    Gentile Signor Pequod,

    continuo a darLe del Lei perché quando io studiavo e Wikipedia non c’era ho imparato a fare così.

    Continuo a pensare, e dopo il Suo secondo intervento lo penso ancora di più, che Lei stia spostando di nuovo l’oggetto del contendere dai contenuti (o, come in questo caso, dall’impossibilità di accedere normalmente ai contenuti) alle regole che a quei contenuti sovrintendono.

    Io non faccio parte dei volontari di Wikipedia, non ne ho mai fatto parte e non ne vorrei far parte mai. Quindi a me non interessano le regole che Wikipedia si autoapplica. Quelle valgono in Wikipedia e non qui. Qui si fa critica sui contenuti, questa NON è una enciclopedia on line, il mio blog NON pretende di avere un punto di vista neutrale (anzi, sono fazioso e di parte) e, soprattutto, questa è casa mia e non la casa di tutti. E così come in casa mia posso permettermi il lusso di andare in giro nudo, posso anche permettermi quello di essere fazioso.

    Lei mi dice che il mio assunto è basato su un errore fattuale. Ma non è vero. E’, anzi, vero che la voce “Giuseppe Verdi” è chiusa alla normale partecipazione di Wikipedia. Poi Lei mi dà una spiegazione a questo dato, che è quella dei reiterati vandalismi. Ma questo per quello che mi riguarda non c’entra niente. I vandalismi sono un problema di Wikipedia. Che, evidentemente, per risolverlo ha preso provvedimenti che vanno anche contro la sua stessa autodefinizione (“Wikipedia è liberamente modificabile: chiunque può contribuire alle voci esistenti o crearne di nuove.”) o, quanto meno, alla sua consuetudine e all’immagine che dà di se stessa.
    Anzi, mi viene da dire che il fatto che Wikipedia sia continuamente esposta a vandalismi e che i suoi amministratori volontari non trovino altra soluzione che “chiudere” il tradizionale accesso a certe voci, me la rende anche più “ricattabile”. Basta una serie di reiterati vandalismi fatti da una mezza dozzina di buontemponi e l’esercito dei volontari è messo sotto scacco.
    Non è la gente che fa Wikipedia, ma gli amministratori.
    Nulla di male, solo che potevano dirlo subito.

    Così come è VERO il titolo circa la pubblicazione della notizia (non rivelatasi fondata) della morte di Giulio Andreotti. Se l’episodio di Verdi mette l’accento sulla vulnerabilità di Wikipedia, questo di Andreotti lo mette sulla sua presunta affidabilità. Nulla di tendenzioso, quindi, se Wikipedia pubblica la data di morte di un eprsonaggio pubblico quando questo personaggio non è ancora morto se ne assume la responsabilità. E può essere esposta alle critiche di chiunque, esattamente come posso esserlo io quando scrivo, non vedo proprio dove sia il problema.

    Lei mi parla di un “severo codice di controllo”. A me non pare proprio, visto che nessun codice di controllo, per quanto severo fosse, si è mai accorto, nell’edizione francese, della presenza della voce su Léon-Robert de l’Astran, prima della gaffe di Ségolène Royal.

    Personalmente gli unici punti severi di controllo per quello che scrivo sono la mia libertà di opinione, la rispondenza al vero e la diffamazione personale. Non vedo perché dovrei curarmi delle regole di Wikipedia se la mia critica è rivolta verso un suo contenuto (o, appunto, alla possibilità di accedervi pienamente). Quando ho criticato delle regole o, comunque, delle “linee guida” ho riportato quelle. Come nel caso del mio articolo “Wikipedia: nessuno mi può querelare”.

    Infine: perché considero grave che ci siano degli amministratori? Semplice, perché se c’è un filtro tra me e l’informazione che io do a Lei non siamo più liberi, né io, né lei, né l’informazione. Qualcun altro decide per noi, qualcun altro vaglia. Non esiste più (ammesso e non concesso che sia mai esistita) quella compartecipazione dal basso e quell’autoregolamentazione tanto decantata.

    Buonasera.

    Valerio Di Stefano

  5. pequod

    Diamoci dunque del Lei, se la cosa la fa sentire più a suo agio.

    Le ribadisco che l’errore fattuale consiste nell’affermare che “nessuno può collaborare a migliorare, rettificare, integrare la voce sul musicista”. Le ho spiegato che esiste la pagina di discussione, in cui – al contrario – chiunque può collaborare a migliorare, rettificare, integrare la voce sul musicista. Vedo che ha parzialmente rettificato il suo giudizio: “la voce “Giuseppe Verdi” è chiusa alla normale partecipazione di Wikipedia”. Mi sembra un passo avanti: sì, in caso di vandalismi reiterati la comunità nel suo complesso (non gli amministratori) concordano nell’operare un blocco della voce. La comunità concorda in questo da tempo: le cose vengono gestite così, la comunità non è ostaggio degli amministratori e anzi si serve di essi per ottenere scopi condivisi.

    “Basta una serie di reiterati vandalismi fatti da una mezza dozzina di buontemponi e l’esercito dei volontari è messo sotto scacco.” Mah, veramente ad essere permanentemente sotto scacco sono i buontemponi. Come detto, esiste la pagina di discussione: con l’ausilio di un admin, chiunque può richiedere che un contenuto protetto venga modificato. In questo modo si salva sia la tutela dai vandali che la bontà dei contenuti. In genere, la lotta del vandalo è a perdere, mentre l’enciclopedia wiki cresce e migliora. I vandali buttano all’aria il proprio tempo (certo, costa meno che impegnarsi in qualcosa di serio nella vita).

    “Non è la gente che fa Wikipedia, ma gli amministratori. Nulla di male, solo che potevano dirlo subito.” Mi dispiace, il suo è uno slogan oracolare. Ma mi ha già spiegato che in casa sua è Lei il padrone del senso, quindi la lascio con le sue oracolari convinzioni.

    WP ha un severo codice di controllo: se lei usa un decoder per sfondarlo in testa ad una persona, ciò non rende il decoder un’arma. WP è un progetto di volontari: quello che possono fare è predisporre il contesto e gli strumenti adeguati per migliorare la qualità dei materiali. Andreotti è stato “deceduto” per 13 minuti, poi il vandalismo è stato annullato, riproposto e riannullato (stavolta a strettissimo giro). WP non ha la responsabilità di aver detto che Andreotti è morto, ma solo chi ha digitato da quell’IP. Lei può al più sostenere che aprirsi alla contribuzione libera (e quindi talvolta anche ai vandalismi) sia un errore imperdonabile. Ma una volta che si apre a questa dinamica – sicuramente discutibile e liberamente criticabile – parlare di WP come di una redazione “responsabile” è improprio.

    Per inciso: ho letto il suo articolo “Nessuno mi può querelare” e vedo che anche lì il suo giudizio non spicca per equilibrio. Ma qui sarei fuori tema quindi ne parleremo – forse – altrove.

    La sua risposta sugli amministratori in chiusura mi fa capire che Lei *secondo me* non sa di cosa parla né la cosa la preoccupa, ha un approccio pregiudiziale, un accanimento giustificabile solo con l’appello alla libertà di essere fazioso. La ringrazio per avere avuto la pazienza di rispondermi, ma credo che questo scambio non sia a questo punto utile: avere un blog deve poter essere un hobby, non deve creare grattacapi di questo genere, e la qualità complessiva del web – mi sbagliavo – non c’entra niente. A lei piace parlar male sistematicamente di una cosa ed io non sono nessuno per toglierle questo passatempo. Assai stupidamente ho ritenuto che, visto che scrive su Internet, le interessasse anche che qualcuno per mezzo di Internet dialogasse con lei. Ma questo è un evidente problema per chi vuole coltivare considerazioni faziose nella solitudine della propria casetta.

    La saluto e le chiedo scusa per l’incidente comunicativo.
    pequod

  6. valerio Autore articolo

    Veda, il dare del “Lei” non mi fa sentire a mio agio. Semplicemente penso che tra persone adulte e che non si conoscono, darsi del Lei non offende certo nessuno, anzi…

    Tralascerò molte cose, su cui ritengo di aver espresso in maniera esaustiva il mio parere. Che non pretende di essere condiviso da Lei o da nessun altro, ma solo di esprimersi liberamente.

    Lei dice che “la lotta del vandalo è a perdere”. Io questo non lo so. So solo che alcuni “vandali” hanno “imbrattato” la voce su Giuseppe Verdi e che questo è stato sufficiente per far decidere la chiusura della voce al normale contributo di chiunque. Se avevano l’intenzione di recare un nocumento a Wikipedia, direi che ci sono più che riusciti. Altro che “lotta a perdere”!

    L’esempio del decoder mi pare poco significativo: se lo uso per vederci la TV è un decoder, se lo sfondo in testa a qualcuno, e magari gli faccio male è uno strumento improprio di offesa. Il dire “io ti offro solo uno strumento, dipende da come TU lo usi” è un modo come un altro per favorire lo scaricare una responsabilità addosso a qualcun altro: non è possibile che se i volontari agiscono bene il merito sia della comunità, mentre se agiscono male la colpa sia dei (singoli) volontari.

    Quanto a “Nessuno mi può querelare”, naturalmente può parlarne dove crede. Se vuole lo commenti pure, Le risponderò come ho sempre fatto. Ma anche in quell’articolo spicca la grande contraddizione di Wikipedia: Wikipedia non esiste, esistono solo i volontari che la creano e le cose che vi vengono scritte. Per cui nessuno, tranne il volontario, appunto, può essere querelato.

    Lei ritiene che questo scambio non sia stato utile. E’ senz’altro così, ma mi permetto di dirLe che è stato Lei a commentare quello che io ho scritto. Cosa pensava, di farmi cambiare opinione su Wikipedia? Mi ha offerto la Sua visione delle cose, ha spiegato delle circostanze che aiutano a vedere un po’ meglio le cose. La gente che legge deciderà. Il senso di un dibattito in rete è proprio questo. Per me Wikipedia continua ad essere quella che era prima: non c’è niente, al suo interno, che io non possa trovare altrove. E questo, mi creda, mi rende molto felice.

  7. andrea

    Il problema principale relativo al sito Wikipedia è totalmente concentrato sulla sua definizione…enciclopedia. In realtà non può definirsi enciclopedia on line un sito che nella stessa home page indica in calce “wikipedia non dà garanzie sulla validità dei contenuti”…ma stiamo scherzando? Una enciclopedia è tale proprio quando è in grado di esprimere competenze adeguate nei singoli ambiti. Cosa che, molto spesso,ho potuto verificarlo direttamente nei miei settori di riferimento, non succede. Tanti interventi realizzati in specifici settori,ad esempio quello letterario,dimostrano una totale mancanza di effettiva conoscenza degli orizzonti di nicchia come è ,ad esempio, la poesia contemporanea. Cosa ammissibile per una sorta di piazza virtuale,ma non per un sito che si spaccia per enciclopedia. Questo porta a presenze totalmente ingiustificate e,allo stesso tempo, ad assenze imbarazzanti. Inoltre gli amministratori intervengono con vere e proprie censure su ciò che risulta scomodo nel dibattito con la scusa dell’attacco vandalico, proteggendosi attraverso un nick name che garantisce una sostanziale immunità, e che permette a molti di questi (si è verificato più volte) di condurre attacchi personali a specifici nomi che erano magari stati proposti, per motivazioni del tutto private o per un’ ostilità che nulla aveva a che vedere con la natura della voce. Insomma non solo un sito che non si può certo definire enciclopedia,ma anche profondamente scorretto e inadeguato. Chiamiamolo solo una piazza virtuale.

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