Storie di ordinaria telefonia 2 – Padri di famiglia

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Nelle mie recentissime telefonate ai vari gestori telefonici nel vano tentativo di risolvere, o, quanto meno, di mettere una pezza alla mia zoppicante connessione internet, mi sono imbattuto in un addetto al call center di un provider di telefonia mobile che mi rispondeva dalla Romania. E’ stato moltto gentile (come tutti gli addetti che ti rispondono da un paese che non sia l’Italia, evidentemente), ha risolto il mio problema in cinque minuti (il problema era che avevo buttato via una ricarica da 10 euro, perché la mia offerta era nel frattempo scaduta), che dovevo ricaricare di altri 15 euro (e sticazzi!), per avere 50 Gb. Ma che me ne avrebbe fatti avere 100, vista la singolarità del caso. Mi è costato caro un traffico da 100 Gb., considerato che su un altro gestore ho trovato un’offerta di 150 Gb. a 12,99, poco più della metà e con un tempo più lungo per poterne usufruire.

Ma ormai è fatta, e ringrazio l’ignoto interlocutore rumeno per avermi fatto da Cicerone in questo dedalo di offerte. Alla fine della telefonata mi ha detto: “a breve riceverà una chiamata per chiederle se è stato soddisfatto del nostro servizio. Mi raccomando, mi dia un feedback positivo, ho moglie e figli, ho bisogno di lavorare”. Gli ho risposto che lo avrei fatto senz’altro, e con molto piacere. Invece subito dopo sono andato a fare la spesa. Il gestore telefonico ha telefonato tre volte per chiedermi se ero soddisfatto. Ma io non ho potuto rispondere.

Mi sono asciugato una lacrima furtiva per quel poveraccio padre di famiglia e mi sono sentito una merda.

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