Storie di ordinaria telefonia 1 – Non mi fanno accedere all’FTP

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Dunque, io ho bisogno di una connessione internet illimitata, va bene? Per affrontare l’emergenza delle lezioni on line e delle riunioni da fare in diretta in questi ultimi due mesi in cui ho cambiato residenza, mi potevano bastare i 50-60 Gb al mese che mi offriva uno dei miei gestori telefonici (sì, ne ho almeno due o tre, a seconda delle offerte che mi fanno, tanto sono tutti uguali). Ora non più. O, meglio, possono bastarmi ancora, ma almeno fino alla fine di agosto. Da settembre si cambia. Da settembre ci saranno lezioni on line tutti i giorni, mischiate con le lezioni in presenza (chi ci ha capito qualcosa nelle esternazioni del Ministro Azzolina sulle direttive da rispettare al rientro alzi la mano, così ce lo spiega), ci sarà da collegarsi parecchio, ma parecchio proprio, e 50-60 Gb. al mese potrebbero non bastarmi più.

Allora mi sono tuffato nel maremagnum delle offerte e ne ho trovata una che mi interessava. Era un’offerta che prevedeva solo la connessione dati e non anche l’installazione di una linea fissa, che non mi interessa (ho un delizioso numero di cellulare, ed è questo quello che hanno parenti ed amici, il numero di una linea fissa probabilmente non me lo ricorderei nemmeno a memoria). Ho contattato il provider, che è stato gentilissimo. Oltretutto ci tengono a spiegarti, quando gli telefoni, che i loro addetti alle risposte al customer care sono tutti regolarmente assunti dall’azienda (bravi!) e che rispondono dall’Italia (per me possono rispondere anche dal Brasile, basta che mi risolvano il problema). Comunque bravi, un bel biglietto da visita. Mi dicono che mi manderanno un modem speciale che dovrò installare, semplicemente attaccandolo alla rete elettrica (fin lì ci arrivo!). Lo pagherò con comodo in un paio di comodissime rate bimestrali, direttamente sulle bollette. Poi dovrò inserire, per navigare, una serie di codici (da quello fiscale a quello mandatomi dal provider stesso via SMS) e via si comincia a navigare. L’apparecchio, che sembra un bussolotto, di forma cilindrica, fa il suo dovere. La navigazione è abbastanza fluida e sembra funzionare bene.

Tranne per il protocollo FTP e per l’upload dei file. Cioè esattamente quelle cose che mi servono come il pane. Chiamo due volte il servizoo clienti e mi dicono (una addetta al servizoo tecnico lo ha fatto con sbrigativa arroganza, l’altro è stato decisamente più gentile) che dipende dagli orari, che loro non assicurano che questo tipo di connessione venga effettuato, che è un problema di ripartizione di banda, e la signora scortese mi dice anche “valuti lei!”. E certo che valuto io. E infatti dopo due ore avevo già inviato la PEC con l’esercizio del mio diritto di recesso entro i primi 14 giorni, come previsto dalla legge. Dicono che per il bussolotto mi daranno loro delle istruzioni per la restituzione gratuita (grazie! E’ a vostra disposizione, a me non serve più).

Per navigare su internet ci sono svariati protocolli. Quello usato per visitare le pagine web è il protocollo HTTP. Poi c’è anche il protocollo FTP (File Transfer Protocol) che, come ho detto, mi serve come il pane perhcé su classicistranieri.com ho bisogno di inserire file di grandi dimensioni (come le distribuzioni Linux, per esempio), vedere, spostare, cancellare dal server, caricare da computer remoto, fare qualcsa come un Terabyte e mezzo di backup, insomma, tutte queste cose che chiunque abbia una connessione internet di qualsivoglia tipologia può raggiungere tranquillamente, ma io evidentemente no. E che sono, negro? Ho contattato Fastweb, e incrocio le dita. Se non mi soddisfano mando a ramengo anche loro. Ma naturalmente avrò il numero di telefono fisso. Più sfiga di così…

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