Storie di ordinaria informaticcia: benvenuto Fazio!

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Ed eccolo qui l’ultimo arrivato in casa (nella nuova casa, intendo) Di Stefano. Per il mio vizio di dare un nome ai computer, ho scelto di chiamare tutti i dispositivi che mi capitano tra le mani con nomi di poliziotti, investigatori, collaboratori, commissari e quant’altro. E’ logico che nomi come “Montalbano”, “Ricciardi” o “Schiavone” sono fin troppo abusati e intoccabili per la loro sacralità. Così mi accontento di aver chiamato il mio primo PC portatile su cui installai Ubuntu “Catarella” (per via dell’informaticcia). Adesso, poverino, lo dovrò rottamare. Funziona ancora, ma ci ho installato una versione di LUbuntu (la distribuzione Linux per computer vecchissimi) a 32 bit, non c’è stato verso, è troppo pesante anche quella per il povero Catarella personalmente di persona, sissignòri.

Nemmeno tanto tempo fa cambiai Catarella con un PC su cui installai Linux Mint (e mi ci trovavo tanto, ma tanto bene!), ovviamente accanto a Windows. Lo chiamai Maione perché era il nome dell’assistente del commissario Ricciardi, vista anche la sua mole fisica, che corrisponde (corrispondeva) all’aumento considerevole delle risorse dell’apparecchio. Poi Maione cominciò a scollarsi. Le parti dello schermo (quelle cornici di plastica che lo reggevano) cominciarono a cedere e non si chiudeva più. Vari circuiti erano “a vista” e per usarlo dovevo stare attento che non mi si rompessero i perni che lo reggevano. Insomma, per dirla alla livornese, stava ritto colle ‘àccole! Ho provato ad aggiustarlo con l’Attak ma è stato peggio el tacòn del buso. Non solo le parti scollate non si sono riattaccate (tranne pochissime cosette) ma l’Attack è evaporato e mi ha imbiancato una parte dello schermo. Insomma, un troiaio indicibile (ancorché tuttavia utilizzabile, sia pure con cautela). E sicché addio Maione.

Ora ciò questo coso qui. Non ho ancora installato Linux perché mi dà un errore che non riesco a bypassare (mi sembra di sentir or ora l’amena voce del caro lettore Baluganti Ampelio dirmi “tanto sei poìno duro!”). Ma intanto mi sono preso tre giorni per scegliere il nome. Alla fine ho deciso: Fazio. Come il padre e il figlio che aiutano Montalbano nel suo lavoro da giovane e da maturo, quelli con la fissazione dei dati anagrafici. Mi sembra un bel nome, breve e adatto alle funzioni di ricordo che dovrà fare il Terabyte di hard disk interno che riempirò con calma.

Ma c’è una cosa che mi inquieta. Provate un po’ a trovare uno straccio di lettore DVD, masterizzatore o quant’altro. Non c’è, non li montano più. Esattamente come ora fanno i telefonini senza la possibilità di accedere al vano batteria (per cui se la batteria ti si sputtana, o esaurisce il suo ciclo vita semplicemente bitti via il telefonino – e dire che ho risuscitato un Nokia 3410 solo ritrovando la batteria corrispondente! -) ora non trovi più un PC con un lettore CD-DVD, masterizzatore incormporato. Vuoi guardarti un film, vuoi salvare dei dati? Vuoi creare (legalmente, come faccio io) un CD dai dischi scaricati da Magnatune.com (di cui sono socio a vita)? Non puoi farlo. O, meglio, puoi farlo, ti compri un masterizzatorino esterno, su Amazon ne ho trovato uno a appena 18 eurini, e se penso che il mio primo masterizzatore a velocità 2x mi è costato 800.000 lire di allora mi viene freddo. Ho da utilizzare degli archivi su Cd-ROM e su DVD, non posso prescindere da questo. Ieri ho comprato la rivista Linux PRO (ho anche sottoscritto un abbonamento, così, tanto per aiutarli), e da questo numero non dànno più il CD allegato. Costa lavoro, tempi di distribuzione. E poi quando lo butti via (tanto prima o poi invecchia!) inquina e non rispetta l’ambiente. Tutta robaccia indifferenziata, e parecchia plastica e carta da buttare. Meglio tenere on line l’immagine ISO così uno se la scarica (avercela una connessione internet illimitata!!) e ci fa quello che gli pare.

Così va il mondo, caro Fazio. Il CD e il DVD sono roba vetusta. Poco importa se puoi ancora ascoltarci un po’ di musica, o lavorarci su programmi che hai regolarmente comprato e di cui sei il liegittimo possessore in versione originale. Vocabolari, repetori, libri di testo, allegati. Tutto in malora! E’ l’informaticcia, bellezza.

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