Spinotti

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Sono le 7,59 all’orologio (fermo) del nostro pio Istituto. Il nostro caro bidello Aristide, che si è portato da casa la sporta con una frittatina di cipolle di tre uova per la colazione e un Peroncino per buttarla giù, è pronto a dare il segnale convenuto e a trasmettere urbi et orbi, alle 8 spaccate, le note solenni del “Te Deum” di Charpentier.

E’ una sorta di parola d’ordine segreta, che ci informa che il nostro squisito Dirigente Scolastico, il professor Ferocius De Leonibus, sta per parlare in Eurovisione e a reti unificate alla popolazione scolastica. Qualcuno ipotizza perfino che anche la Radio Vaticana e la BBC si collegheranno in diretta, e che il messaggio sarà tradotto in 43 lingue a cura della Reuters.

Scatta la luce verde dell’ufficio di presidenza: il Dirigente prende la parola. C’è un silenzio che nemmeno un secondo prima del Big Bang. Dopo arriva chiara e netta la voce da controfagotto del nostro impareggiabile direttore:

“Combattenti di terra, di mare e dell’ar… ahem… Signori docenti e personale scolastico tutto, compagni, amici, fratelli, sorelle e camerati tutti, vi comunico con profondo dolore che questa mattina, alcuni di quei pestamerde dei nostri alunni sono stati sorpresi nell’atto di fumare spinotti!”

“Spinelli, preside, spinelli!” lo corregge premurosa la vice preside, la professoressa Digitalibus.

“…appunto, come dicevo, cara collega, spinotti. Questo fatto di estrema gravità mi ha condotto alla decisione di chiedere supporto ai Regi Carabinieri a cavallo, i quali provvederanno a perquisire, uno per uno, ciascuno di lorsignori, meno la professoressa Nullafacentis che entra alle 13 ed esce eccezionalmente alle 13,50 perché deve andare al Globo a comprasi l’intimo. Tutti sarete frugati e rivoltati come un calzino senza pietà, e se vi trovo addosso un pezzetto di pakistano nero giuro che vi faccio sputare da quelli della quinta J e vi addito al pubblico ludibrio esponendovi nudi nell’anfiteatro della Scuola. Siete voi pronti a tale sagrifizio?”

“Siiiiiiiiiiiiiiii!!!” urla all’unisono la folla acclamante.

“Estraiamo dunque il primo che dovrà sottoporsi alla perquisa. Intanto sciogliete le catene al nostro buon cane lupo Grongo e menatelo all’ingresso. Professor Marxistis, tocca a lei!!”

Il Marxistis, per l’umiliazione, dichiara che piuttosto si fa fucilare come nemico del popolo sulla Piazza Rossa. Viene prelevato di peso dal nostro bidello Antenore e condotto sul luogo del martirio, innanzi allo sguardo inferocito del nostro cane lupo Grongo che comincia subito ad annusargli le putenda.

“Buono Grongo… giuro che se mi mòccichi le balle ti faccio trasferire al KGB… anzi, no, alla STASI… ti faccio mandare in orbita assieme alla cagnetta Laika!”

Ma Grongo non sembra affatto interessato al destino testicolare del professor Marxistis. Punta insistentemente l’alunna Bravetti della prima Z che gli si fa da presso tutta timorosa e impaurita.

“Non… non morde mica, vero?”

Tempo mezzo secondo e il cane Grongo le si avventa, bava alla bocca e ringhio feroce, contro lo zainetto. Il Generale Ubimaior, già caposquadriglia al comando di Bava Beccaris, impartisce l’ordine di servizio:

“Ristate tutti, ristate!! Il fido cane Grongo ha fiutato una pista. Allontanate questa studentessa scellerata e fustigatela a vostro piacere, che sarà anche il mio! Si proceda all’apertura dell’immondo involucro.”

La Cervelletti protesta: “Ma la Bravetti è una delle nostre migliori alunne. Sono convinta che non si farebbe mai di coca!”

“Stia zitta lei! Osa forse contraddire l’ordine pubblico?” E giù una benemerita scudisciata sul collo da 10 giorni di prognosi salvo complicazioni.

Grongo pare impazzito. Eccitatissimo fiuta con sempre maggiore determinazione il contenuto dello zainetto dell’atterrita Bravetti (atterrita sì, ma anche parecchio rompiscatole!). Fruga come un ossesso tra libri, quaderni, matite, finché si sofferma su un piccolo involto chiaramente sospetto. Ne prende in bocca il contenuto e poi si ritira, buono buono, in un angolino, tutto soddisfatto.

“Nooooooooooo!!! Il mio panino… il mio panino con la Pressatella e la Simmenthal preparatomi dalle mani sante della mia mamma!! E ora come faccio??”

L’imbarazzo degli astanti sovrasta per un momento interminabile la pietosa scena. Ma ci pensa di Dirigente Ferocius a riprendere in mano la situazione:

“Ora tutti al vostro posto, tutti ai vostri banchi, tutti alle vostre inutili cattedre! Che il cane Grongo sia tenuto a pane e acqua per una settimana e ricondotto alle Regie Catene Scolastiche. Rompete le righe!” E povero Grongo.

Con un guizzo raggiungo l’alunna Bravetti, ancora scossa.

“Bravetti, non ti preoccupare, il panino te lo ricompro io. Ma pure tu, mannaggia santa, a portarti a scuola una stozza da due chili… e con la Pressatella, poi! Ma la vendono ancora?”

“Sì, professo’, è buonissima!!” Benedetta Pressatella, allora.

Ma i ragazzi, si sa, fanno presto a dimenticare. A ricreazione basta una palla di carta fatta con gli avanzi del Primato Nazionale, dimenticata sulla cattedra dal professor Berlusconis per renderli felici. Corbelli sarà anche uno scassaballe di prima categoria, non dico di no, ma a calcio è veramente un mago. Pare che al primo quadrimestre avrà 10 in scienze motorie, sempre se si decide a studiare la teoria.

Hanno organizzato un minitorneo e si sta svolgendo la simulazione dell’incontro Germania-Ghana. Arbitra felice il professor Marxistis. Ma la ricreazione dura sempre troppo poco, e al suono della campanella la professoressa De Bonis, quella che porta il 44 di scarpe, che senza trucco è sempre più carina, viene a riprendere i suoi alunni. Le capita la palla tra le enormi fette, la lancia sicura contro la finestra della quinta J, la centra in pieno e urla compiaciuta: “Goooooooooool!!”

L’alunno Somarelli entra ingiustificato alla seconda ora con un cannone che lèvati acceso alle estremità delle labbra. “Ma perché, che è successo?” mormora stupito.

Ed io non potei far altro che rifugiarmi tra le corroboranti braccia di mia madre.