Spari Adriatici

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Vanno in giro con la pistola e il colpo in canna. Sono assessori leghisti alla sicurezza (la loro, evidentemente). E se ricevono un pugno da un cittadino italiano di origine marocchina non hanno timore né pudore. Sparano. Sparano, accidenti. Non denunciano, non regiscono con le bòtte (cosa che non andrebbe comunque bene, ma, almeno, non ammazzerebbero nessuno), no, non lasciano perdere tenendosi il cazzotto e un malcelato dolore alla parte interessata, loro mostrano l’arma, e dopo qualche frazione di secondo tirano il grilletto. E uccidono. Sono cazzi! E hanno dalla loro un capopopolo che in cinque minuti (neanche il tribunale di Forum ha tempistiche così brevi, in genere per quel tipo di sentenza occorrono sempre 15-20 minuti, più la pubblicità) li assolve sostenendo che la difesa è sempre legittima. E allora, se non ci fosse un pubblico ministero ligio e coscienzioso che mette l’assessore-sparatore agli arresti domiciliari, saremmo fregati del tutto. Perché devono farti vedere e dimostrarti che appena tocchi quella gente lì puoi anche crepare come uno stronzo, chi se ne frega? Poi quando limiti la loro libertà personale e li metti sotto inchiesta per eccesso colposo in legittima difesa, allora diventano mansueti come agnellini, dicono che non si ricordano, che sono dispiaciuti, prostrati, annichiliti dal dolore. Dicono che loro non c’entrano, che avevano il porto d’armi, che la pistola era regolarmente detenuta. Sembrano quel personaggio giovanile di Carlo Verdone che diceva sempre “A me nun me ponno fa’ gnente perché io je caccio questa (e tirava fuori un revolver da signora). Dice nun ‘a pòi usà’ questa… e chi lo dice? Io je caccio questo, ciò ‘r porto d’armi, ciò…” Ma quella era satira sui vizi e sui tic di certi italiani. Questa è la vita vera, quella dove se putacaso sei troppo insistente a vendere la tua merce, a sottolineare che qualcuno non ti ha nemmeno detto buongiorno, a essere marocchino (anche se sei perfettamente cittadito italiano), a non cedere alle logiche di parte e di partito, come minimo ti becchi un colpo di revolver in corpo e te ne vai al Creatore. Gente senza storia, senza spina dorsale, di più, invertebrata, a cui qualcuno, in virtù di un passato di polizia, non ha avuto il coraggio di revocare un porto d’armi. Che, se le parole non sono un’opinione, mi autorizza solo detenere e a portare con me un’arma, non è una licenza di uccidere. Non sei 007 al servizio di Sua Maestà Britannica. Perché si sa che chi possiede un’arma, o prima o poi, la usa.