Spamming italiano: una PEC del Garante per la Privacy

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Ho appena ricevuto una PEC da parte del Garante per la Protezione dei Dati Personali, in merito ad un mio reclamo proposto in seguito all’invio di un messaggio di posta elettronica indesiderata (spamming) da parte di una ditta italiana.

Non faccio nomi, naturalmente, almeno fino alla completa definizione del procedimento. Sulla comunicazione inerlocutoria che mi è arrivata, c’è un invito alla controparte a chiarire se intenda o no aderire alle mie richieste, e a rispondere in un massimo di 20 giorni. Dopodiché avrò 10 giorni di tempo io per affidare al Garante le mie controdeduzioni.

In caso di inottemperanza, lo spammer rischia una sanzione amministrativa pecuniaria.

La lotta contro lo spamming di casa nostra (l’unica che si possa portare avanti, del resto) vale la pena di essere intrapresa. Spammare la gente non lo so (ma gli conviene?)