Sole alla valle e sole alla collina



Tacciono le voci, si spengono le luci, si spegne anche l’insegna di quell’ultimo caffè.

Stanno sbaraccando. Le parabole satellitari non servono più, si comincia a parlare di qualcos’altro.

Timidamente, ma inesorabilmente, il maanchismo sta avendo la meglio.

Ci vogliono le bare, ma anche i clown, occorrono i beni di prima necessità, ma anche quelli più voluttuari, si deve avere la percezione dell’emergenza, ma anche quella della normalità.

Quindi, per traslato, esiste l’Abruzzo da aiutare e ricostruire sì, ma anche la crisi economica, si deve parlare dei morti de L’Aquila ma anche del re del grano di Napoli fatto fuori a legnate.

Dell’Abruzzo, insomma, stanno già cominciando a dimenticarsi, semplicemente.

Stanno male, oh, sì, povera gente, come stanno male, vardalà, tüt spitascià’ come barbùn, pòro toso, pòra putéa, sansa gnanca na strassa de casa, meno male che stasera c’è "Porta a Porta", va’…
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