Selvaggia Lucarelli e il covid

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Selvaggia Lucarelli si è ammalata di Covid.

E’ una circostanza che riguarda la sua salute, la sua sfera privata e strettamente personale. Eppure non ha resistito alla tentazione di comunicare al popolo di Twitter (sempre quell’orrendo social spaccaprivacy per fighetti e intellettualoidi improvvisati) che, se lei è a casa col Covid, è perché è vaccinata, se no sarebbe all’ospedale o addirittura al cimitero.

La pensi come la pensi, la Lucarelli rimane incrollabile sulle sue posizioni vacciniste a costo di negare l’evidenza.

Non dice: “Vedete? Ho fatto tre vaccini ma mi sono ammalata lo stesso. Sfiga!” Cioè la verità.

Schiva l’annosa questione e afferma che se non si fosse vaccinata oggi patirebbe conseguenze ancora peggiori, se non addirittura definitive.

Il che non è la verità. La verità non la sapremo mai, almeno finché l’EMA avrà la cortesia di assimilare i rapporti sugli effetti collaterali dei vaccini al segreto militare.

Non sapremo (né, tanto meno, lo sa la giornalista pubblicista in questione) se, in assenza dell’Acqua Benedetta, sarebbe andata al cimitero, in ospedale, o in quarantena obbligatoria e sorvegliata.

Ripete le stesse cose da mesi e ci sarebbe anche venuta a noia. E’ una giaculatoria continua, che altri definiscono, non senza ragione, addirittura un mantra.

Ogni contraddizione, ogni effetto collaterale dei vaccini (il Covid è uno di quelli), ogni realtà fattuale vengono negati per far spazio alle opinioni. Che non sono fatti.

Dio abbia pietà di questo giornalismo così approssimativo e di circostanza, perché io non ne ho nessuna.