Selvaggia Lucarelli deferita all’Ordine dei Giornalisti

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Selvaggia Lucarelli, una di quelle che assieme a Barbara Collevecchio, Federica Angeli e Asia Argento mi hanno bannato da Twitter (Paolo Attivissimo e David Puente li seguo regolarmente, ci hanno ripensato), è stata deferita all’Ordine dei Giornalisti (è giornalista pubblicista dal 2009) per aver aver violato i principii professionali della Carta di Treviso sulla professione giornalistica, che tutelano la privacy dei minori.

Le è stato contestato di aver reso riconoscibile il figlio in un suo articolo per tpi.it, dopo che a Leon Pappalardo, l’erede della giornalista e show-girl di “Ballando sotto le stelle”, erano stati chiesti i documenti per avere dato del razzista e dell’omofobo al governo di Matteo Salvini.

La Lucarelli ha replicato in un tweet (che riporto secondo la versione che ne dà leggo.it, non potendo accedere all’account @stanzaselvaggia a causa del blocco):

«Quindi: mio figlio dice la sua a Salvini, senza che nessuno sappia chi è. La polizia lo costringe a dire nome e cognome di fronte e telecamere e 100 persone. Alcun siti e la Lega pubblicano nome e video. Io solo DOPO spiego cosa è successo e vengo deferita dall’odg. Geniale»

Geniale o no che sia, esiste un’etica giornalistica ben precisa, che, secondo la testata on line milanotoday.it, non si esaurisce con la riconoscibilità dell’identità del minore. Segnala il sito:

„secondo il Testo unico dei doveri del giornalista, un giornalista rimane tale in ogni ambito della propria esistenza, ed è pertanto tenuto a rispettare le norme del Testo in ogni situazione e contesto, anche se coinvolto personalmente.“

E’ una questione di etica, non di procedure. Si può capire il risentimento di una madre che si vede identificare dalla polizia il figlio 15enne, ma non si può giustificare la violazione di un documento che dovrebbe costituire una linea guida indelebile ed imprescindibile per ogni giornalista iscritto all’Ordine. In breve, e per dirla in parole povere ma ricche, hanno fatto bene. Staremo a vedere (e vi terrò informati) quali saranno le conseguenze di questo deferimento.

Di certo c’è solo che si tratta dell’ennesimo episodio di giornalismo triste e raffazzonato a cui ci stiamo, purtroppo, lentamente ma inesorabilmente, abituando.

(si veda anche: https://www.milanotoday.it/attualita/lucarelli-deferita-ordine-giornalisti.html)

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