“Se gli studenti non leggono la colpa è dei docenti”, parola di Daniel Pennac

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Screenshot tratto da tecnicadellascuola.it

Gli studenti non leggono, e questo si sa da anni. L’altro giorno ci si è messo anche lo scrittore Daniel Pennac a caricare da undici il peso di questa tragica situazione asserendo che se si verifica una circostanza del genere la colpa è senz’altro degli insegnanti. Ora a me Daniel Pennac non piace né punto né poco, né come persone né come scrittore. Credo di esssere padrone di assumere una posizione del genere e di poterla esprimere. Mi ha stupito soprattutto la faciloneria con cui un intellettuale molto seguito ed apprezzato (dagli altri) come Pennac sia caduto nella classica trappola per cui se le cose vanno bene il merito è senz’altro degli alunni, mengtre se le cose vanno male la colpa è, sempre senz’altro, inevitabilmente degli insegnanti.

La scuola è, purtroppo o per fortuna non lo sapremo mai, un ingranaggio fondamentale, ma pur sempre un ingranaggio della società, per cui se la ruota non gira è probabilmente perché altre rotelle (come quelle della famiglia, per esempio) si sono fermate. Come si fa a pretendere che un ragazzo adolescente legga se i genitori in casa non hanno nemmeno un libro? O se inculcano al pargolo (che magari vorrebbe leggere) l’idea che i libri non servono a niente, che deve sbrigarsi a prendere questo pezzo di carta e andare a lavorare nell’azienda del padre che c’è tanto bisogno? Perché cose di questo genere se ne vedono e se ne sentono tutti i giorni. Avete mai avuto a che fare con alunni che nonostante le elementari e le medie arrivano alle superiori e non sanno leggere un testo ad alta voce, sbagliando la punteggiatura, l’intonazione e stravolgendo completamente il senso di quello che stanno leggendo riducendo il testo a una semplice e banale successione di suoni e parole senza un costrutto logico?

Se Pennac avesse pensato a questo, prima di sparare sentenze definitive passate in giudicato, forse oggi non saremmo qui a parlarne e Pennac non avrebbe tutta questa popolarità sui siti web di informazione scolastica e sui quotidiani on line. Ma cosa non si farebbe per un minimo di notorietà in più??

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