Scuola: il caos che verrà

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La scuola comincia tra 5 giorni.

5 giorni soltanto. 5 giorni sono un niente, giusto la macchiolina d’inchiostro del puntino sopra la i in una pagina bianca.

Gran parte del personale supplente non è ancora stato nominato, e, verosimilmente, il Collegio Docenti del 1 settembre delibererà sui punti all’ordine del giorno in composizione imperfetta ed incompleta. Non è una bella prospettiva per la democrazia scolastica.

E poi c’è il green pass. Sappiamo perfettamente, perché ci è stato ripetuto fino allo sfinimento, che chi sarà sprovvisto di un green pass valido verrà considerato assente ingiustificato e, superata una certa soglia di assenze, sospeso dal servizio e dallo stipendio finché il suo documento digitale non risulterà in regola.

Chi è l’incaricato di vigilare sulla correttezza dei green pass? Il Dirigente Scolastico. Il quale potrà delegare ad altri l’operazione di controllo. NON quella di comminare delle eventuali sanzioni a carico dei dipendenti.

Ultimamente si sta parlando insistentemente di affidare l’incarico al personale di segreteria. Ma il personale di segreteria il 1 settembre sarà oberatissimo di lavoro. Firma delle prese di servizio, acquisizione della documentazione per i neoimmessi in ruolo, nomine di competenza, fischi, frilli, lazzi e triccheballacche. Impossibile gravarli anche del compito di controllori. A meno di non assumere altro personale di segreteria. Ma sono spese. E ammesso e non concesso che la scuola sia dotata di idonee attrezzature per la scansione del certificato. Dove sta scritto che la scuola debba avere un telefono di ultima generazione su cui far girare la app “Verifica C19”? Potrebbe anche non averlo. E allora sarebbe compito di chi chiede questo tipo di adempimenti di fornire tutte le strumentazioni necessarie al loro espletamento. Altre spese.

Si parla di una app (per smartphone? IPhone? PC? Per quali sistemi operativi??) che velocizzerebbe di molto le operazioni senza violare la privacy (realizzata cioè con il contributo fondamentale del Garante). Ma come fanno ad essere pronti tra 5 giorni? Sono cose di una estrema delicatezza, che hanno a che fare con i dati dei cittadini. Un errore e succede il patatrack.

E poi, immagino, file. File di docenti che arrivano all’ultimo momento (ma del resto perché mai dovrebbero arrivare in anticipo, visto che hanno un chiaro ordine di orario e di servizio?) e che espongono i loro telefonini all’addetto di turno. Si comincia alle 8,25, da noi, ma c’è la più che ragionevole ipotesi di poter sforare, se ci sono tanti docenti da controllore e da autorizzare. E quando ci entra in classe un docente? E chi sorveglia la classe al posto suo?

Il Ministro dell’Istruzione ha redarguito il personale della scuola ed elogiato l’impegno di quei giovani alunni che, nel frattempo, o si sono fatti vaccinare o ci stanno seriamente pensando in vista della riapertura. Sono proprio loro i principali veicoli di contagio, visto che nessuno si sognerà mai di chiedere loro l’esibizione di un green pass, né può, ope legis, farlo.

Qualcun altro vocifera anche della possibilità di effettuare dei tamponi salivari sulla popolazione discente. Ma non in sede, non a carico delle ASL, bensì sulla mera fiducia nei confronti delle famiglie che dovrebbero provvedere per proprio conto alla bisogna. E allora corri corri ti do un sorbetto. Come fai a contestare la veridicità di una dichiarazione di negatività al tampone salivare fatta da un genitore o da un familiare? O ti fidi o lo quereli per falso. Se non ha dichiarato il falso ti querela lui per calunnia. Da 2 a 8 anni di reclusione. Sono cazzi.

La scuola è nel caos. Non ha obiettivamente mezzi e personale per affrontare tutto questo ambaradan. Tutto crollerà miseramente come un castello di carte al vento alla prima difficoltà. Il sistema (che sistema non è) si impallerà alla prima difficoltà e rovinerà miseramente su se stesso.

Quelli dell’ANIEF, per carità, tanto volenterosi, stanno ancora aspettando il pronunciamento di qualche giudice di merito sulla legittimità costituzionale del green pass. Giudizio che difficilmente arriverà in tempo utile per la ripresa delle attività scolastiche. Nel frattempo la Corte Europea di Strasburgo ha respinto il ricorso di 672 vigili del fuoco francesi contro l’obbligo vaccinale di Stato per la loro categoria. Non è esattamente un bellissimo precedente.

Di tornare alla DaD non se ne parla neanche. La DaD ci ha salvato la vita per due anni scolastici consecutivi, ma siccome l’INVALSI (l’INVALSI…) ha detto che gli alunni crescono ciucci per colpa sua (della DaD, non dell’INVALSI), guai a parlarne. Lezioni in presenza e basta. Mascherine obbligatorie sì, per fortuna, ma distanziamento interpersonale da attivare quando è possibile. E quando no è possibile? A tutto c’è una soluzione: finestre spalancate anche d’inverno.

E allora si dovrà fare come facevano gli antichi: chi più ha giudizio più ne adoperi. Tampone obbligatorio per TUTTI, nessuno escluso. Ed estensione dell’obbligo di green pass a TUTTA la pubblica amministrazione. La scuola non può fare da apripista. Non è una cavia sociale. Però intanto c’è chi la vuole così. Ma gli conviene?