Scuola e covid-19: un brainstorming di news

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– Si chiamava Castrese Castaldi. Era un docente di 66 anni della scuola elementare di via Labriola, a Marano di Napoli. Ha lavorato fino al 2 ottobre scorso, poi si è ammalato. Era stato ricoverato in un ospedale in provincia di Napoli, ed era prossimo al pensionamento. L’hanno lasciato in attesa di tampone per 10 giorni. Non aveva nessuna patologia pregressa.

– Il vicepreside dell’Istituto superiore Della Porta di Napoli, il professor Domenico Silvestri, è morto di Covid-19. Lo chiamavano “Winnie the Pooh”, perché era un po’ grassottello e pieno di dolcezza caratteriale. Non ne ha parlato nessuno.

– Il fisico Roberto Battiston ha dichiarato: “Dal primo ottobre è (…) iniziata, in modo netto, una crescita esponenziale che non si è più fermata raggiungendo in tre settimane valori molto più alti della prima ondata, superando oggi i 19.000 nuovi casi di contagi al giorno e portando alla saturazione delle terapie intensive. Nessun sistema sanitario può resistere a lungo a una crescita esponenziale del generee questo risulta ormai chiarissimo.” E inoltre: ““La riapertura delle scuole ha agito come un potente amplificatore del contagio, non necessariamente per difetti nell’organizzazione dell’attività all’interno della scuola. Milioni di ragazzi hanno iniziato a frequentarsi regolarmente negli edifici scolastici portandosi dietro gli effetti delle loro frequentazioni, sport, trasporti, attività extrascolastiche e abitudini sociali. Questo ha provocato probabilmente un formidabile effetto amplificatore che partendo dai giovani, tocca, in ordine di intensità decrescente, insegnanti e operatori scolastici, persone che vivono per varie ore ogni giorno in contatto con loro, oltre che, ovviamente, tutto il resto della società”.

– A Monteverdi Marittimo (Pisa) una bambina frequentante la locale scuola media è stata insultata dai suoi compagni al grido di “Tuo padre forse è infetto!” Si sono rifiutati di accedere all’aula se solo la bambina fosse entrata in classe. Il “guaio” è che il padre della studentessa non era affatto positivo al covid, e il sindaco delle 700 anime dell’ameno paesello ha dovuto scusarsi via Facebook per un gesto infame che senz’altro è stato inculcato nelle menti dei giovani virgulti che frequentano la stessa classe della bambina da parte dei genitori, in un clima esasperato e teso, secondo una logica perversa ed escludente.

– L’ufficio scolastico regionale per la Sicilia contesta la decisione del governo di adottare la didattica a distanza perché, sostiene, su un totale di 700.000 alunni, si sarebbero registrate “solo” 600 positività al Covid-19. E hai detto niente!

– Il direttore generale dell’Ufficio Scolastico Regionale, Ugo Filisetti, autorizza gli alunni e i docenti non in quarantena, ma in attesa di tampone orofaringeo a frequentare gli istituti scolastici e a svolgere le rispettive attività. Scrive che: “l’autorità sanitaria raccomanda tuttavia in questi casi l’uso rigoroso della mascherina da parte del soggetto interessato”.

– Il DPCM del 24 ottobre recita testualmente: “L’attività didattica ed educativa per il primo ciclo di istruzione e per i servizi educativi per l’infanzia continua a svolgersi in presenza. Per contrastare la diffusione del contagio, le istituzioni scolastiche secondarie di secondo grado adottano forme flessibili nell’organizzazione dell’attività didattica ai sensi degli articoli 4 e 5 del decreto del Presidente della Repubblica 8 marzo 1999, n. 275, incrementando il ricorso alla didattica digitale integrata, per una quota pari almeno al 75 per cento delle attività, modulando ulteriormente la gestione degli orari di ingresso e di uscita degli alunni, anche attraverso l’eventuale utilizzo di turni pomeridiani e disponendo che l’ingresso non avvenga in ogni caso prima delle 9». Spetta ora ai presidenti di regione stringere le maglie di questa rete ancora troppo larga, per portare la didattica a distanza al 100% e coinvolgere nella Didattica Digitale Integrata anche le scuole materne, primarie e secondarie di primo grado.

Insomma, un carnaio. Dalla periferia dell’impero è tutto.

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