Sant’Ilario: insegnante licenziata perché non tiene in ordine i registri

Sant’Ilario non è solo il paesino della stazione. E’ una località in cui, con uno sguardo, se ne accorgono tutti che si tratta di un missionario -non si sa se per nomina o per posizione- quello che ha licenziato, in una scuola privata a carattere ecclesiastico di cui è il direttore, una insegnante a quanto pare molto brava e coscienziosa.

Il motivo è presto detto: l’insegnante era brava, sì, ma non (man)teneva in ordine impeccabile il suo registro. Dunque, licenziata.

Chiariamo: non aggiornare il registro è una rogna da sanzione disciplinare, sì (perché metti che l’alunno esce dalla scuola per andare a fare una rapina proprio alla tua ora, se lasci il registro in bianco gli offri un alibi formidabile: il Tizio era regolarmente presente a scuola perché tu non hai messo la classica “a” di “assente” in corrispondenza del giorno, o perché sei un pirla che non sa nemmeno aggiornare il registro elettronico). Però tutt’al più in una scuola statale avrebbe preso una nota di richiamo. E, soprattutto, ci sarebbe stata una contestazione di addebito, che è un po’ l’informazione di garanzia di noialtri. Se la sarebbe cavata, alla fine, con un ammonimento scritto, che avrebbe potuto far cancellare dopo due o tre anni dal suo curriculum.

Dal commissario al sacrestano, dunque, a Sant’Ilario ci sono tutti. E l’insegnante dovrà trovarsi un’altra sede o un altro lavoro. Senza pretese, senza pretese.

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