Salvini si faccia processare

Il Tribunale dei Ministri di Catania, rigettando la tesi del Pubblico Ministero che aveva chiesto l’archiviazione, ha deciso di chiedere l’autorizzazione a procedere nei confronti del Ministro dell’Interno Salvini contestandogli il reato di sequestro di persona (art. 605 del Codice Penale), per il quale sono previste pene variabili da 3 a 15 anni di carcere.

Inizialmente Salvini ha affermato di volere immediatamente il processo, posizione che gli fa onore, salvo poi ripensarci e dire, successivamente, che si vedrà che cosa dice il Parlamento (della serie: “C’è sempre l’immunità parlamentare”), posizione che gli fa un po’ meno onore.

Non ci sono santi che tengano, Salvini deve farsi processare. Non può salvarsi dal processo, ma nel processo, difendendosi come riterrà più opportuno e accettando il rischio di una condanna. Non è un cittadino qualsiasi, è il Ministro dell’Interno, è il capo delle forze di polizia, non può essere gravato dal peso del sospetto di aver sequestrato una nave intera, con tutti i suoi componenti a bordo e averli privati della libertà personale. Deve difendersi (se può) in un pubblico dibattimento e in tre gradi di giudizio. Se ad essere accusato di sequestro di persona fosse, ad esempio, un privato cittadino senza ruolo istituzionale, come, ad esempio, un ufficiale della guardia costiera, che non facesse attraccare o scendere a terra gli occupanti di una nave in stato di necessità, a quest’ora quella persona sarebbe già sospesa dal suo incarico e in attesa di procedimento penale. Non potrebbe, cioè, contare sul filtro del dibattito parlamentare che potrebbe salvarlo dal procedimento. E’ detto un po’ di schifo ma si capisce.

Salvini l’impunità non può permettersela. Lo deve a tutti gli italiani. Sono ipotesi di reato di una gravità estrema, non ci se la cava con una letterina di scuse o con un risarcimento danni. Deve difendersi, Salvini, perché mi deve dimostrare, al di là di ogni ragionevole dubbio, di essere migliore di tutti noi, di aver agito nella più totale legalità, di essere stato legittimato a fare quello che ha fatto, e che quello che ha fatto corrisponda perfettamente all’invocato articolo 52 della Costituzione, che prevede che la difesa della patria (da cosa? Da persone che avevano bisogno??) sia sacro dovere di ogni cittadino. Lo dica davanti a dei giudici, e non in un consesso politico. Affronti con serenità i tre gradi di giudizio che forse lo aspettano, sempre se M5S e Lega non ci mettono lo zampino al Senato. Per ora quello che rimane di certo è quanto scritto dal Tribunale dei Ministri di Catania:

In particolare, il Senatore Matteo Salvini, nella sua qualità di Ministro, violando le Convenzioni internazionali in materia di soccorso in mare e le correlate norme di attuazione nazionali (Convenzione SAR, RisoluzioneMSC167-78, Direttiva SOP009/15), non consentendo senza giustificato motivo al competente Dipartimento per le Libertà Civili per l’Immigrazione – costituente articolazione del Ministero dell’Interno- di esitare tempestivamente la richiesta di POS (place of safety) presentata formalmente da IMRCC (Italian Maritime Rescue Coordination Center) alle ore 22:30 del 17 agosto 2018, bloccava la procedura di sbarco dei migranti, così determinando consapevolmente l’illegittima privazione della libertà personale di questi ultimi, costretti a rimanere in condizioni psico-fisiche critiche a bordo della nave ”U.Diciotti” ormeggiata nel porto di Catania dalle ore 23:49 del 20 agosto e fino alla tarda serata del 25 agosto, momento in cui veniva autorizzato lo sbarco. Fatto aggravato dall’essere stato commesso da un pubblico ufficiale e con abuso dei poteri inerenti alle funzioni esercitate, nonché per essere stato commesso anche in danno di soggetti minori di età”.“

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