Saimos do Facebook

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Il Brasile, terra meravigliosa e paese ingiustamente considerato “in via di sviluppo”, senza poi chiarire in sviluppo rispetto a che cosa, è cornice di una delle proteste di consistenti, violente e sanguinolente di questo noiosissimo inizio di millennio.
Dovremmo imparare molto dal Brasile, specialmente da questo manifestante che, armato soltanto di un cartello e di una testa per pensare, ricorda a tutti che per protestare è necessario uscire da Facebook e entrare nelle piazze.
In Italia, naturalmente, accadrà soltanto che chi è su Facebook ci rimane, perché essere su Facebook è un po’ come tenere il culo su una poltroncina che è sempre nostra per piccina ch’ella sia.
La rete ci fa incontrare. Poi, quando ce n’è bisogno, si va fuori.