Roseto degli Abruzzi: un alunno positivo in una scuola superiore

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A Roseto degli Abruzzi, questo piccolo mondo di un mondo piccolo, è successo che uno studente di un istituto superiore sia risultato positivo a Covid-19.

Il sindaco Sabatino Di Girolamo, che ha pubblicato la notizia su Facebook, non ha fatto il nome dell’istituto, ma tanto le scuole superiori a Roseto degli Abruzzi sono due, per cui se non è zuppa è pan bagnato. Ma ormai a Roseto la notizia la conoscono tutti, e dell’istituto di provenienza dello studente positivo si parla in continuazione. Insomma, è l’argomento del giorno. Nemmeno io farò, tuttavia, il nome di questa istituzione scolastica, perché mi sembra prioritario preservare la privacy dello studente e della sua famiglia. Ma, ripeto, ormai è un segreto di Pulcinella.

Insomma, il contagio scolastico da Covid-19 è arrivato anche qui. Ignoro se la classe e i professori siano stati messi in quarantena, qui se ne parla molto ma nessuno sa, perché è evidente che nessuno deve sapere. E se sa, sa per conto suo.

Tutti sanno che a Roseto (che ormai non è diventata più sicura di ogni altra località italiana) il virus ha toccato la scuola (e QUALE scuola), ma nessuno ne parla. Se chiedi a qualcuno la gente ti guarda con quel senso frammisto di menefreghismo, sussiego, supponenza, superiorità o, più semplicemente, ignoranza, con un ghigno fatto di sarcasmo e nonchalance, come se la scuola non interessasse a nessuno (ed è vero!). La scuola è solo un babyparking, guai a toccarla non tanto perché l’esperienza della didattica in presenza sia fondamentale per l’educazione degli alunni, ma perché nessuno può più star dietro ai propri figli in orario di lavoro, e i propri figli da qualche parte dovranno pur stare, possibilmente non in casa attaccati al computer (al telefonino per chattare con gli amici sì, al computer per imparare qualcosa no, o come sarà??).

E allora che a scuola ci si infetti pure, tanto basta che i nostri figli non siano tra i contagiati, che gli appestati siano sempre gli altri e che la quarantena duri poco (che palle questi tamponi! Basta con questa didattica a distanza, ma che devono studiare anche quando sono costretti a stare a casa questi poveri figliuoli??). Ma, soprattutto, che si continui, imperterriti e cocciuti, a far finta di nulla e a nascondere la polvere sotto il tappeto.

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