Roseto degli Abruzzi questa sera a Ballaro?

Pare, sembra, si dice, non è sicuro, il condizionale è d’obbligo, è una affermazione da prendere con le dovute cautele, qui lo dico e qui lo nego, è una notizia da verificare, ma sembra che questa sera a "Ballarò" si parlerà di Roseto degli Abruzzi, a proposito del terremoto che ha colpito la Regione.

Non si sa a quale proposito, probabilmente collegandolo al fatto che qui a Roseto degli Abruzzi c’è la maggiore concentrazione di sfollati da L’Aquila e zone limitrofe. Più di 4800. Meno della metà in tutti gli altri centri dotati di strutture recettive sulla costa adriatico-teramana.

Qualunque cosa dicano non credeteci, non è vero nulla.

Primo perché Ballarò è Ballarò, trasmissione di regime e ruffiana per eccellenza e sopra ogni cosa. "Ballarò" è l’equivalente televisivo di "Repubblica", trasmissione di una sinistra sedicente e noiosetta, che, giustamente, invita anche la destra, perché se no il posto di primo damerino corte glielo toglie quel cattivaccio di Santoro, e invece la linea va a Crozza che non fa ridere, la gente lo sa, ma solo "Ballarò" crede ancora al contrario.

Secondo perché vogliono far passare Roseto degli Abruzzi come capoluogo della solidarietà, ma qui tutto è in tilt, dal traffico ai supermercati, dalle stutture sportive agli uffici comunali, dalle scuole alle aree ricreative e ai servizi culturali.

E’ un paese che scoppia, esplode, o, meglio, implode, su se stesso e sulla sua impotenza.

Immaginatevi una località balneare nel giorno di ferragosto e ora moltiplicate l’afflusso di persone per ogni giorno da inizio mese, senza possibilità di allentamento della pressione nei giorni feriali.

E metteteci, di contorno, una tristezza immensa, quella che ti prende quando vedi che non puoi aiutare, non puoi fare nulla, che il dolore supera di gran lunga ogni possibile solidarietà. I terremotati abruzzesi non hanno perso la casa e basta, hanno perso loro stessi, ogni direzione, ogni punto di riferimento.

Andare a Ballarò non ci farà onore.
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