Romanzo Quirinale: la guerra delle due rose

Reading Time: < 1 minute

Certo che in parlamento son buffi.

Vogliono eleggere Draghi al Colle. Quasi tutti. Quasi nessuno escluso. Ci girano intorno, cincischiano, fanno false consultazioni, si dedicano a un buonismo di circostanza, a un’apertura verso le rispettive parti avverse che sa di apparenza e puzza di vecchio canterale impolverato.

E allora che lo facciano, per Dio, e più non ci accascino.

Così prendo su formaggio, pane, salame, vino, fucile, figa e emigro in Irlanda. Che è un paese democratico.

E invece no. E invece oggi il centro-destra ha tirato fuori dal cappello del prestidigitatore Salvini la “rosa” dei nomi: Moratti, Pera e Nordio.

Il centro-sinistra ha ammesso che si tratta di nomi di tutto rispetto. Poi però ha chiarito che non li avrebbe votati. Giusto per essere coerenti. Tanto nemmeno la destra se li è votati, e stasera ci ammanniranno il consueto minestrone di schede bianche.

E poi ci ripenso… la Moratti… ma chi, quella che usa il nome del marito, che ha fatto una riforma della scuola fortunatamente cancellata, che ha totalizzato 9 presenze in Consiglio Comunale in tre anni (2206-2009), che stata condannata dalla Corte dei conti a versare, al Comune di Milano, poco meno di 600.000 euro?

Non li hanno proposti, li hanno semplicemente “bruciati”.

Il PD ha preannunciato la contromossa. Anche loro proporranno una “rosa”. Sono ancora lì che ci pensano.

La guerra delle due rose!