Roberto Burioni: “Un insegnante che rifiuta il vaccino va cacciato”

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Il pensiero di Roberto Burioni è passato rapidamente dall’esposizione legittima delle opinioni di un personaggio pubblico sui social, alla esposizione di circostanze, se non false, almeno altamente fuorvianti. Ecco qui:

Perché questo tweet è fuorviante? Perché si basa su asserzioni non vere o, come minimo assai facilmente confutabili. Vediamo un po’:

“Un insegnante che rifiuta il vaccino dovrebbe essere cacciato”

Questa è una personalissima opinione del virologo. In realtà, ope legis, nessun insegnante può essere “cacciato” (cosa significa? Che va allontanato dalla comunità scolastica? Se sì, in che modo? Licenziandolo?). Può solo essere sospeso dalle funzioni e dallo stipendio se il suo greenpass non è in regola. NON perché non è vaccinato. Le cose stanno così, bisogna farsene una ragione, viviamo in uno stato di diritto. Questo è.

“perché è un pericolo per la salute dei suoi alunni”

Falso. Con il 90% dei professionisti della scuola (docenti e personale ATA) già vaccinato (dati forniti dal Gen. Figliuolo) e il 25% appena della popolazione discente (dati forniti dalle principali riviste informative del settore) sono gli alunni a rappresentare un pericolo. Sia per la scarsa, anzi, scarsissima risposta alla sensibilizzazione vaccinale, per chi se la può permettere, sia per la totale mancanza di controlli operati dalle scuole, controlli invece serratissimi su chi deve insegnare.

“ma ancora più perché evidentemente non è in grado di formare i cittadini di domani ed è totalmente inadeguato ad occupare l’importantissimo ruolo che ricopre.”

Se un docente è in grado o non è in grado di “formare i cittadini di domani” o sia adeguato o “inadeguato” a svolgere il suo ruolo educativo, non lo decide certo il Prof. Burioni né nessun altro per lui, ma il superamento o meno di un pubblico concorso e il rispetto di rigorosissime e certosine graduatorie di merito. “Di merito” non vuol dire “secondo la propria posizione vaccinale”. Evidentemente.

E un docente, proprio perché svolge una funzione di estrema delicatezza ed importanza, non può esimersi dalla maieutica. Fare emergere, cioè, nei suoi alunni, quelle verità interiori che gli permettano di sviluppare un pensiero originale ed autonomo, nonché uno spirito critico nei confronti delle cose del mondo. Se no qui stiamo tutti a prenderci per le natiche. E non è bello.