Roberto Burioni: come tutti

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Oh, insomma, pare che Roberto Burioni sia parecchio ma parecchio infastidito dal fatto che qualcuno lo “invita” a querelare a fronte delle posizioni che esprime in TV, dove è pagato per fare servizio pubblico anche coi mie soldi, e su Twitter, dove non è pagato, scrive quello che vuole, come tutti, ne risponde, come tutti, riceve critiche, come tutti, apprezzamenti e cuoricini, come tutti.

A un “invito” si può anche rispondere con un “dolente declinare”, ma i suoi planhes per il tempo e il denaro spesi a querelare, difendersi, contrattaccare, replicare e quant’altro mi paiono decisamente fuori luogo.

E’ stato diffamato? Benissimo (anzi, malissimo), ha due possibilità, come dice Qualcuno: o fregarsene bellamente o portarli tutti quanti in Procura. E’ una questione di scelta.

Smontiamo subito la questione economica: una querela non ha bisogno di un avvocato che la rediga (e che per questo ti chiede, più che giustamente, di essere pagato), la può scrivere chiunque, portarla ai Carabinieri e l’ sottoscriverla SENZA SPENDERE UNA LIRA. In rete ci sono tonnellate di modelli, tutti abbastanza efficaci.

Il tempo: Dio mio, ma sì che ci vuole del tempo. E certo che quello stesso tempo potrebbe essere impiegato in attività più piacevoli o costruttive. Ma se uno decide di farlo lo fa e basta. Ovvio che è un disagio anche aprire al postino che ti recapita la busta verde in cui ti si chiama a testimoniare, o ti si avvisa della citazione diretta a giudizio verso il querelato, o del fatto che hai 20 giorni di tempo per opporti all’archiviazione. E’ profondamente ingiusto dover consumare la suola delle babbucce per andare a firmare. E figuriamoci il dovere andare a difendersi in Sicilia, perché, si veda il caso, si è querelato uno di Canicattì. Ma, appunto, l’alternativa c’è: fregarsene.

L’avvocato? Se hai torto lo paghi coi soldi tuoi, se hai ragione lo paghi coi soldi che ti deve la controparte e che il giudice stabilirà per equità. Non so quale sia il risarcimento previsto per il solo fatto che qualcuno nella comunità dei social network lo chiama “Bubu” (che mi sembra un nomignolo simpatico e tutt’altro che offensivo), ma, santo cielo, è così che funziona.

Se no alla fine viene fuori un corto circuito pericolosissimo per cui i no-vax sono tutti cretini, e i no-vax cretini controbattono che è cretino chi ha dato loro del cretino, uno prende le parti degli uno, gli altri quelle dell’altro, si procede per equazioni successive tramite offese alla madre e alle rispettive anime del purgatorio, si impongono verità rivelate e si arriva a farsi la guerra.

Che è esattamente quello che Burioni ha contribuito a provocare, né più ne meno. Come tutti.