Roberta Metsola succede a David Sassoli alla Presidenza del Parlamento Europeo

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A far seguito alla figura chiara e specchiata di David Sassoli alla Presidenza del Parlamento Europeo, i deputati hanno chiamato la maltese Roberta Metsola.

Fin qui nulla di strano, è il risultato di un processo democratico.

Qualcuno esulta perché è una donna, la prima dopo 20 anni e dopo Simone Veil a salire sullo scranno di Strasburgo. Il paragone certamente un po’ disorienta. La Metsola è considerata persona dall’atteggiamento un po’ “tiepido” nei confronti dell’aborto. Il che non è esattamente cosa di poco conto.

Si parla della sua elezione come di una “conquista”. Non si sa bene però da parte di chi. Forse gli stessi che vorrebbero una donna al Quirinale, senza però indicare nomi. Ma non importa, le persone si giudicano dalle loro opere e dalle loro dichiarazioni.

Le prime dichiarazioni della neo-presidente, secondo quanto testualmente riportato dall’Agenzia ANSA, sono state:

“Le mie posizioni sull’aborto saranno quelle del Parlamento europeo che ora rappresento. Le promuoverò all’interno e all’esterno di questa Camera”

Una posizione programmatica che dice molte cose. Io pensavo che un Presidente, una volta eletto, avesse il dovere dell’imparzialità, del rappresentare chiunque, anche e soprattutto le minoranze, che, in quanto tali, sono più deboli e meno rappresentate. E che sul tema dell’aborto potrebbero pensarla (si veda il caso) diversamente.

L’elezione della neo-Presidente è stata compiuta anche e soprattutto con l’apporto determinante della componente socialista del Parlamento Europeo.

I tempi cambiano.

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