Rita Borsellino perde di misura le elezioni primarie per la carica a sindaco di Palermo

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Il Partito Democratico è riuscito persino ad autoincartarsi se è vero, come è vero, che alle elezioni primarie di Palermo, Rita Borsellino, candidato sostenuto e fortemente voluto dalla segreteria di Bersani, è stata battuta da Fabrizio Ferrandelli, ex Italia dei Valori, e ora candidato ufficiale (per forza, perché altrimenti la trasparenza va a farsi friggere) alla carica di sindaco di Palermo.

Non è, evidentemente un “corto circuito” interno, ma un vero e proprio disastro politico che, se da una parte nega a una donna di indubbio rigore morale e qualità personali come Rita Borsellino, la possibilità di diventare sindaco, dall’altra non tiene conto del fatto che la maggioranza interna (quella di Bersani, appunto) è andata in minoranza. A questo punto sarà impossibile per il Partito Democratico diventare maggioranza nel paese, a meno di non voler accettare quella “große Koalition” di cui parlava Berlusconi, che, tanto per cambiare, continuerà a fare il bello e il cattivo tempo anche sull’opposizione. Opposizione che, non dimentichiamolo, non ha mai fatto in modo che venisse approvata alcuna legge sul conflitto d’interessi durante gli anni del proprio governo.

La Borsellino non è stata eletta alle politiche del 2008. Adesso non potrà essere sindaco di Palermo.

E io credo che tutto questo una ragione ce l’abbia.