Ridi, pagliaccio!

Il ministro Carfagna, ex icona di calendario da camionista in canottiera e con l’ascella sudata, ha avuto la pensata più lugubre del suo tuttavia inutile dicastero.

I bambini dell’Abruzzo distrutto dal terremoto sono tristi? Ci vuole un po’ di clownterapia!

Ha mandato, dunque, quelle imbarazzanti e funeste figure che riempono i reparti pediatria, medici e psicologi col càmice e con il naso rosso di plastica che cercano di far sorridere i bambini, che sorridono in effetti, ma non per la loro opera, quanto per la loro ridicolaggine,

E’ ovvio che la Carfagna si sentirà gratificatissima da questa sua pensata. Finalmente, dirà, è riuscita a regalare un sorriso ai bambini. Ai bambini non bisogna regalare sorrisi. Bisogna regalare latte, cibo, medicinali, bisogna regalare il senso della solidarietà che nessun guitto da psicologia da quattro soldi potrà mai proporzionare.

Perché non insegnare ai bambini che nella vita esistono anche le tragedie? Non possono saperlo? Peggio, non devono saperlo?? E perché mai?

Ci sono verità che sono urgenti come conati di vomito, come il bisogno di far pipì.

E poi, perbacco, per far ridere non solo i bambini, ma l’intera popolazione terremotata, la Carfagna ha mandato il clown più conosciuto, amato ed efficace, il Presidente del Consiglio.

Neanche il giorno di Santo Stefano al Festival del Circo di Montecarlo su RaiTre!

(Per completare il senso di schifo, vi consiglio di ascoltare "Vesti la giubba" da "Pagliacci" di Ruggero Leoncavallo, in questa interpretazione di Carlo Bergonzi del 1951)

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