Regione Puglia: l’ordinanza Emiliano va oltre le due sentenze contraddittorie del TAR

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Succede che il TAR di Lecce rigetta il ricorso proposto da tali Andrea De Tommasi, Giovanni Delle Donne, Sara Giglio, Stefania Monastero, Nausica Scrimitore, Delia Rus, Francesca Bruno, Monica Semeraro, Francesca Rossi, Barbara De Cola, Simona Rizzo, Vincenzo Malatesta, Marialuisa Diana, Anna Grazia D’Agostino, Alessandro Tresca, Annarita Simona Gabellone (tanti ne sono…) contro la regione Puglia, in ordine alla riapertura delle scuole e dell’interruzione della didattica a distanza.

Succede, poi, a poche ore di distanza, che il TAR di Bari, invece, accoglie il ricorso del Codacons, “ritenuto che il rilevato profilo di inadeguatezza del sistema scolastico pugliese ad attivare subito la DAD costituisce ragione di urgenza per la quale si deve disporre la misura cautelare interinale (…)” e ripristina la didattica in presenza.

Grattacapi per il Presidente della Regione Puglia Michele Emiliano, il quale sulla sua pagina Facebook riferisce: “ho disposto, con ordinanza, che le scuole pugliesi si attrezzino immediatamente per effettuare la Dad per motivi di salute pubblica e consentano a tutte le famiglie che la richiedano di ottenerla. Chi non puó ottenerla per carenze organizzative della scuola, non puó essere obbligato ad andare a scuola in presenza.”

Non è la prima volta che un TAR contraddice se stesso, e non sarà certo l’ultima.

Bene ha fatto Emiliano a non voler minimamente assimilare la DAD alla didattica in presenza, ma a considerarla, al contrario, un valido ed efficace strumento per tutelare la salute dei lavoratori della scuola, degli alunni, specie i più piccoli, e degli insegnanti, che ha ringraziato per l’enorme sforzo profuso e per essersi messi a rischio “della propria salute per assicurare il diritto allo studio dei nostri studenti di ogni ordine e grado.”

La salute prima di tutto, poi verrà la scuola, sempre garantendo le normali misure di sicurezza. Rem tene, verba sequentur, dicevano i latini. Il provvedimento è finalizzato a “che le scuole pugliesi si attrezzino immediatamente per effettuare la Dad per motivi di salute pubblica e consentano a tutte le famiglie che la richiedano di ottenerla.”

Nessuno deve essere obbligato ad andare a scuola in presenza, e le eventuali assenze saranno giustificate. Questo il sentiero indicato dal TAR, che costituisce la via maestra per l’amministrazione Emiliano.

E c’è solo da sperare che, almeno in Puglia, torni la ragione e che si garantisca il diritto primario alla salute sancito dalla Costituzione.

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