Referendum: Luciana Littizzetto e quella voglia di andare al mare

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La vergognosa Luciana Littizzetto, domenica scorsa, ha vergognosamente e senza vergogna esternato al servizio pubblico di avere la tentazione di andare al mare anziché andare a votare per i referendum.

Faccia quello che le pare. Dica quello che vuole. Esterni le sue dichiarazioni di voto (cioè di non voto) come meglio crede. Ha canali in abbondanza per farlo. Twitter, Facebook, gli altri social, magari qualche sito web personale. Ripeto, dica quello che vuole.

Ma non sul servizio pubblico, che pago con i miei soldi. E che milioni di italiani pagano coi loro. Oltre a pagare il non trascurabile cachet della Littizzetto. Che è chiamata per farci ridere, ammesso che ci riesca.

Ma parli del Walter, della Jolanda, del chupa-dance, dei balenghi. Di più, vada al mare quanto vuole e quando vuole, chi se ne importa?. Ma lei non è un modello. Quanto meno non è un modello da imitare. E lo sfruttamento del servizio pubblico nell’imminenza della consultazione referendaria per esternare un dubbio del tutto personale e una posizione di assoluta indifferenza sui temi essenziali della consultazione (stiamo parlando del destino degli indagati, non della bagna cauda!) non è tollerabile.

Ed è grazie anche a questa vergognosa iniziativa non richiesta che continueremo ad avere Pubblici Ministeri commistionati coi Giudici, che la pubblica opinione sostituirà la pubblica gogna al diritto di difesa, che continueremo a credere che un avviso di garanzia o una iscrizione sul registro degli indagati corrispondano a una condanna preventiva in assenza di un contraddittorio.

Alla fine ha dichiarato che lei il 12 giugno a votare ci andrà. Si sa, quando si rompono le uova una frittata è d’obbligo. Ma dopo essersi lamentata del caldo, del vento di giugno che a Torino asciuga le balle ai vigili, e perfino del fatto che la gente sul water la mattina non legge manuali di diritto costituzionale. E’ la logica del “fottitene e balla“, la canzonetta che tanto le sta a cuore.

Un pochino di vergogna no, eh??