Referendum Giustizia: il PD e la guerra dei trent’anni

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I referendum sulla giustizia sono falliti.

Era ampiamente previsto. E’ stata la cronaca di una morte annunciata. Nulla di più, nulla di meno.

E, certamente, c’è stata una sconfitta: quella del popolino infingardo e di tutte quelle lucianelittizetto che non sono andate a votare.

E’ ovvio, persino, che qualcuno ne gioisca. Si sa, c’è sempre chi batte i denti, chi prende il ritmo e ci balla sopra.

L’ultima a farlo (last but not least) in ordine di tempo è stata Anna Rossomando, responsabile Giustizia per il PD, che ha dichiarato all’agenzia ADN-Kronos:

“Noi da domani siamo di nuovo al lavoro per approvare in Parlamento l’ultima riforma, quella del Csm. Noi abbiamo detto che la guerra dei trent’anni sulla giustizia era finita e oggi anche cittadini italiani oggi lo hanno riaffermato e ora avanti con le riforme in tema di giustizia.”

La guerra? Qui c’è uno stravolgimento lessicale senza proporzioni né precedenti, se è vero, come è vero, che si confonde l’iniziativa di mezzo milione e passa di cittadini che hanno raccolto le firme per la consultazione e la si trasforma, travisandola completamente, in un atto ostile.

Chi ha comunque scelto di andare a votare (e che dovrebbe essere rispettato in quanto tale) non è Putin. E il PD non è l’Ucraina. Se ne facciano una ragione, una volta per tutte

Dice: “ma, a parte le sgradevoli ripetizioni, alludeva a un precedente storico, la guerra dei trent’anni”. E va beh, allora diciamo che i referendari non sono i protestanti e che il PD non è il Sacro Romano Impero. Non cambia nulla.

Sono fatti così: prendono il dialogo democratico per una provocazione, la sconfitta di un’occasione di confronto istituzionale per una distintone netta tra vinti e vincitori, quando siamo tutti perdenti.

Dicono “noi da domani siamo di nuovo al lavoro in Parlamento”, non dicono “noi finora non l’abbiamo mai fatto”.

Sono come quei titoli dei giornali che gridano “Autostrada assassina” invece di “automobilista coglione”.

Sono materie di cui deve occuparsi il Parlamento, come asseriscono gli enrichiletta? E allora perché non lo hanno mai fatto? Sono materie difficili che l’italiano medio non riesce a comprendere? Ma perché, quelli che sono andati a votare sono tutti scemi? O laureati in Giurisprudenza? (A volte e solo a volte coincidono).

Io una risposta ce l’ho e ce l’ho avuta. Questa: