Quelli che fino a ieri mangiavano nel piatto di Berlusconi: Gianfranco Fini e il discorso sulla legalita’ a Reggio Calabria

"Se lei mi chiede: "Un maestro dichiaratamente omosessuale puo’ fare il maestro?" Io le dico di no. Capito? Perche’ ritengo che non sia educativo nei confronti dei bambini…"

(Gianfranco Fini, Maurizio Costanzo Show, aprile 1998)

Anche Gianfranco Fini, ieri a Reggio Calabria, non ha voluto farci mancare il solito pistolotto sulla legalità.

E quando un uomo politico, e soprattutto una alta carica istituzionale come Gianfranco Fini, confonde la Giustizia con la legalità, vuol dire che il terreno si fa pericoloso e scivoloso.

Fini non ha resistito a diviudere il mondo in buoni e cattivi. I buoni, naturalmente, sono i cittadini onesti che osservano le leggi (non la Giustizia, non l’Etica) e si sottopongono, zitti e muti, alla magistratura.

Perché la legge è buona, e tutto ciò che è al di fuori dalla legge è cattivo e rende automaticamente il cittadino disonesto.

Nel 1955 esisteva il reato di adulterio, e Fausto Coppi fu condannato, per la sua relazione con Giulia Occhini, a due mesi di carcere. La Occhini a tre mesi, perché, si sa, la donna è sempre un po’ più "colpevole". Quindi Fausto Coppi era una persona disonesta. Lo stato di diritto era anche quello che ha condannato queste due persone perché volevano vivere una vita loro.

Oggi lo stato di diritto è quello che afferma che se due persone convivono "more uxorio" e una delle due si occupa dell’altra assistendola fino alla morte e i figli del moribondo non fanno un cazzo dalla mattina alla sera, al momento della morte l’altro va IMMEDIATAMENTE fuori di casa, se i figli de "de cuius" lo vogliono.

Oggi lo stato di diritto è quello che dice che se uno studente universitario si installa un programma piratato e ci compila la tesi di laurea rischia, nel massimo, la stessa pena che si rischia per un occultamento di cadavere.

Questa è la legge. La Giustizia, evidentemente è un’altra cosa.

La Giustizia in cui Fini crede è quella del pudore di un Presidente del Consiglio che dovrebbe dimettersi e attendere il giudizio della magistratura quale che esso sia perché coinvolto in inchieste di basso profilo per la pubblica morale. Benissimo, allora come mai non si è mai saputo, se non ad archiviazione avvenuta, dell’indagine su Fini per i fatti della villa di Montecarlo, buon per chi ci ha capito qualcosa? E perché Fini non si è dimesso?

L’archiviazione non è un’affermazione di innocenza, che io sappia, significa semplicemente che il fascicolo viene accantonato e che può essere ripreso di nuovo qualora dovessero esserci nuovi elementi di valutazione.

E allora come la mette, lui che è stato l’anima del partito di Berlusconi?

"Viva Reggio Calabria, viva l’Italia!"

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Comments

  • Single a trent'anni  On 23 Gennaio 2011 at 23:50

    L’archiviazione E’ innocenza, in quanto la procura decide che non ci sono gli elementi per procedere ad una vera e propria incriminazione e processo.

    Sennò ti immagini? ogni volta che un politico dice cazzate tu lo denunzii e se anche archiviano il fascicolo detto politico “non è innocente”.

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