Quel pappagallo della Tamaro

Susyna Tamaro è una che sa il fatto suo.
Un bel giorno ha scritto un libro che ha fatto il pieno delle vendite.
Nulla di strano o di particolare. La gente ama le storie fatte con pochi elementi, i romanzi scritti sul nulla assoluto. E che vogliamo che la gente si legga “I Fratelli Karamazov”? No, la gente si compra “Va’ dove ti porta il cuore” e lo osanna come un capolavoro, perché a darle in mano un classico rischierebbe di non capirci nulla, e allora meglio un romanzo della Tamaro, così lo capiscono tutti.
La Rizzoli queste cose le sa.
La Tamaro ebbe degli èmuli illustri, da Baricco a De Carlo, tutti impegnati a scrivere romanzi a volte discutibili, e a cui il pubblico ha tributato un riconoscimento economico non indifferente (questo tipo di romanzo è un materiale che si vende bene).
Susanna Tamaro fa uscire la sua nuova pubblicazione, “Luisito”.
E “Repubblica”, da par suo, le fa da cassa di risonanza, attraverso una intervista di Natalia Aspesi (sì, quella che gestisce la posta del cuore) in cui la Signora in questione in questione ci spiega nell’ordine:
a) perché non si è sposata (e chi se ne frega!),
b) perché non ha avuto figli (saranno ben casi suoi),
c) perché l’Italia di oggi è tutta o quasi sbagliata (ce lo viene a spiegare lei, come se destra e sinistra non fossero lì a dimostrarlo quotidianamente).
Dopo aver ascoltato questa signora che eviscera vita morte e miracoli del mondo in un’intervista di poco più di dodici minuti, potete correre a comprarvi “Luisito”, così già che ci siete, le rimpinguate un po’ il conto in banca, poverina, che ne ha tanto, ma tanto bisogno…
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