Quante volte, Figliuolo?

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Il Generale Figliuolo, commissario straordinario per l’emergenza Covid ha fissato la priorità per la vaccinazione degli studenti di età pari o superiore ai 12 anni. Bene.

Contemporaneamente ha fissato al 20 agosto la data-limite per la vaccinazione del personale scolastico e il raggiungimento del 90% delle immunità della micro-popolazione degli insegnanti e del personale ATA. Sostiene Figliuolo che “Al momento il personale scolastico indeciso è concentrato in alcune Regioni. Auspichiamo che entro il 20 agosto tutta la categoria risponda in maniera convinta all’invito a vaccinarsi”. In caso contrario, sempre secondo le sue dichiarazioni, sarebbe “opportuno valutare l’ipotesi dell’obbligo vaccinale”.

Ora, se un docente non vaccinato decide di vaccinarsi entro il 20 agosto, poniamo il caso il 19, riceverebbe solo la prima dose del vaccino. Per la supposta immunizzazione completa dovrebbe attendere ancora un mese come minimo, il che ci porterebbe, nel migliore dei casi, al 19 settembre, cioè quando le lezioni saranno già ricominciate e gli assembramenti scolastici assicurati. C’è tutto il tempo di infettarsi ed, eventualmente, di infettare. Mi risulta inoltre che Figliuolo operi e lavori PER il Governo Italiano (l’unico in grado di stabilire l’obbligo vaccinale) e NON ne faccia parte. In breve, non sta a lui “valutare l’ipotesi dell’obbligo vaccinale”.

Ha chiesto, secondo quanto riportato da Orizzone Scuola, “di avere entro il 20 agosto una generica “quantificazione” delle mancate adesioni a fini statistici, nel rispetto della privacy e delle scelte personali.” E vorrei anche vedere il contrario!

Letizia Moratti, vicepresidente e assessore al Welfare della Lombardia, aggiunge «Andremo casa per casa con unità mobili di personale sanitario e cercheremo di convincere tutti». Insomma, ti vengono in casa, un po’ come i Testimoni di Geova. Ma se inizialmente la richiesta di Figliuolo è valida solo per finalità meramente statistiche, non si capisce come faccia, per contro, la Moratti ad avere disponibili, nomi, cognomi, ma soprattutto indirizzi degli attuali non vaccinati, in modo da potersi recare, tramite il personale sanitario di cui sopra, al domicilio dei suoi corregionali lombardi. Chi glieli dà i dati dei non vaccinati? E che uso faranno delle informazioni sensibili conferite in sede di visita? E’ solo una visita di proselitismo? Non è dato saperlo.

Quello che è certo è che si vive nell’incertezza più assoluta. E che il 20 agosto sarà perfino troppo tardi (l’anno scolastico si apre il 1 settembre con il tradizionale collegio docenti), l’autonomia scolastica permette di aprire l’inizio delle lezioni anche con un significativo anticipo rispetto al calendario scolastico regionale. Di che cosa stiamo parlando?