Quanta emozione, un calcio ad un pallone!

Ancora una volta c’è scappato il morto.Come ai tempi di Vincenzo Paparelli (che non se lo ricorda più nessuno, era il 1979)  e come quelli più recenti di Filippo Raciti (che non se lo ricorda più nessuno neanche lui, è stato solo pochi mesi fa), la storia si ripete per colpa di qualche pirla di turno, tifoso o poliziotto che sia.Ancora una volta ci diranno che lo sport è una cosa nobile e pretenderanno anche che la gente creda a chi dice che il calcio è una cosa pulita che nulla ha a che vedere con questi gravi ed incresciosi episodi che devono considerarsi come degli incidenti e non come la normalità, ci mancherebbe anche altro.

Ancora una volta ci faranno notare, vaffanculo a loro, che in segno di lutto e di rispetto per una tragedia è stata addirittura rimandato un incontro di calcio come Inter-Lazio.

Per cui, il popolo resta senza il circenses di latina memoria, fa pubblica ammenda, vive una domenica di mesta e contrita quaresima, e tutto torna nella normalità, perché le società non possono accettare di disputare le partite a porte chiuse, senza i preziosi proventi in $oldini che vengono dalle vendite degli abbonamenti e dagli ingressi agli stadi.
Proventi davanti ai quali si più sempre passare sopra a qualche arma impropria “casualmente” penetrata negli impianti.

Ancora una volta ci diranno che stanno perseguendo duramente i responsabili.

Ancora una volta ci crederanno tutti.

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