Quando le francesi ti chiedono l’amicizia su Facebook

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Cominciano chiedendoti l’amicizia su Facebook. Appena un battere di palpebre sullo schermo, un omino che spunta fuori sulla parte sinistra del video, e che ti ricorda che qualcuno ha avuto delle attenzioni per te. Gentile, non c’è che dire.

Hanno nomi francesizzanti. Si chiamano Sophie, Christine, o perfino Bernadette, così se sei un peccatore vai a farti un tuffo nella piscina dell’acqua santa di Lourdes e sei a posto. Insomma, sono donne. E se le guardi in foto sono anche carine, giovani, attraenti, un visino pulito e ordinato, solo leggermente sofisticato, come Audrey Hepburn quando passeggiava per le vie di Parigi in “Sabrina”. Il loro profilo è stato aperto da poco. Giusto qualche foto qua e là, spesso nemmeno un contenuto testuale, nemmeno un gattino, nemmeno un cuoricino, nemmeno una emoticon.

Bussano alla tua porta, una volta che le hai accettate, con un semplice “Ciao!”, spesso senza nemmeno il punto esclamativo finale. Tu rispondi “Ciao!”, e il punto interrogativo ce lo metti non foss’altro che per mostrare un minimo di purtuttavia inesistente entusiasmo. Poi ti chiedono “Come sta?” Ma che bello, ti dànno del lei. Non c’eri più abituato e rispondi, tutto tronfio, “Bene, grazie!” Squisito dialogo di stampo alfieriano.

Qualcuna ti chiede l’età. Gliela dici, e lei ti rivela di avere 40 anni e un figlio, di essere separata e di vivere da sola. Troppa salsiccia al fuoco in un colpo solo, il grasso comincia a liquefarsi e rischia di puzzare di bruciato. Allora, per cambiare discorso, sei tu che chiedi quale attività svolgano. Studentessa, ti rispondono. Su Facebook è pieno così di studentesse di 40 anni che hanno un figlio e che vivono da sole, chissà chi le mantiene, loro e la rispettiva pargolanza, si vede che campano di rendita.

Poi ti arriva la domanda fatidica: “Che cosa cerchi su Facebook?” E io, incalzando: “Nulla, perché?” (sempre scomodare l’Alfieri). E loro “Eh, perché io sono sola (sòla?) e cerco l’amore della mia vita.” Su Facebook?? Ma lo sai, carina, che gente c’è su Facebook? Quelli ti mangiano in un sol boccone, se sogni il principe azzurro.

E alla fine, dopo che hai chiarito che ti va bene che cerchino l’amore della propria vita, ma che quella persona che cercano non sei certamente tu, ti fanno il musetto imbronciato, stile gattina che le ha prese di santa ragione per aver rubato il pesce dal tavolo della cucina, e ti dicono “Ma possiamo sempre rimanere amici, vero?”. “Certo!”, rispondi tu, tanto lo sai benissimo che tra mezz’ora l’avrai dimenticata e lei invece pure. “Mi vuoi dare il tuo numero di telefono, così rimaniamo in contatto su WhatsApp?” Ah, ecco a cosa miravi, stronzetta. Hai bisogno del mio numero di telefono per riempirmi di chiamate pubblicitarie? Se no per cosa lo vuoi? Per fare sesso telefonico a pagamento e sugarmi la carta di credito? E’ roba che ormai non va più di moda, c’era l’144 in Italia per questo, adesso lo hanno tristemente abolito. In fondo era un servizio sociale, anche se costava un po’.

C’è gente così: si divertono a creare dei fake, neanche troppo fatti bene, e poi ti sugano le informazioni personali, che sono il tuo sangue, la tua essenza, il tuo privato. E c’è gente, che magari è sola, o ha voglia di un’avventuretta virtuale (sai che roba!) che ci casca come una pera fracica dall’albero. Ma voi state attentini, sì??