Pretty Boy Floyd

Reading Time: 2 minutes

“Il cielo dell’America son mille cieli sopra a un continente…”

“Quell’oceano è di sogni e di sabbia
Poi si alza un sipario di nebbia
E come un circo illusorio s’illumina l’America”

“…nazione di bigotti…”

(Francesco Guccini)

C’è poco da fare manifestazioni, in Italia, sulla morte di George Floyd. Assembramenti e inginocchiamenti per più di otto minuti dimostrano che la gente non ha capito nulla, e non solo delle disposizioni per la prevenzione da coronavirus. Noi l’agonia di George Floyd l’abbiamo già vissuta. Si chiamava Federico Aldrovandi e fu ucciso dagli agenti di polizia che lo avevano fermato, e che, in seguito, furo condannati a 3 anni e 6 mesi di reclusione, per “eccesso colposo nell’uso legittimo delle armi” (sentenza confermata in Cassazione). I condannati si chiamavano Paolo Forlani, Monica Segatto, Luca Pollastri ed Enzo Pontani. Può succedere a qualunque cittadino di essere fermato per qualsiasi motivo (sia pure solo per una semplice identificazione). Ma nel momento in cui un cittadino è fermato è affidato allo Stato e non gli deve succedere nulla. Nulla. Invece Federico Aldrovandi fu ucciso e oggi sembra non ricordarsene nessuno. Fatta la giustizia caduta la memoria. Quello che è accaduto a George Floyd in America può succedere a ciascuno di noi in Italia. Non è la cultura del WASP contro il nero presumibilmente delinquente in quanto tale, a farla da padrone. E’ la cultura del potere che permea le forze dell’ordine (che sono organismi pagati dallo Stato), è il preconcetto che il fermato, in quanto tale sia per forza colpevole (ma questo lo stabilisce la Magistratura, non loro), di più, che sia un individuo a cui poter comminare la morte. La persona più intelligente che io abbia mai incontrato dice sempre che “chi ha a disposizione un’arma prima o poi la usa”. E ha ragione.

PS: “Pretty Boy Floyd” è il titolo di una canzone di Woody Guthrie e dei Birds. Non rompete i coglioni.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.