Pisorno? No, grazie!

Il monumento ai "Quattro mori" di Livorno

E’ pietoso leggere i giornali, vedere di questo riaccorpamento, riassestamento, rimescolamento, redistribuzione o come lo si ri-voglia chiamare delle province italiane e vedere come modello di questa nova, felice e risparmiosa convivenza delle genti quella parola orrenda e impronunciabile che i giornalisti hanno tirato di nuovo fuori dagli armadi di una memoria sotto naftalina, dunque puzzolente e mangiata dalle tarme: PISORNO.

Livorno e Pisa non hanno nulla in comune né mai ce l’avranno. Si stanno sui coglioni dalla notte dei tempi. Si trovano a 20 Km. di distanza l’una dall’altra ma ci corre un abisso.
Che non è un abisso geografico, ché ai livornesi della geografia non gliene è mai importato proprio nulla, e neanche un abisso culturale, ché nemmeno della cultura ai livornesi è mai importanto un gan che (“A Livorno un ci s’avrà nulla, ma siamo tanto ‘gnoranti!”), ma di visone della vita e del mondo. Di quella ai livornesi è sempre importato qualcosa, e ai pisani no.

Non fondeteli in una sola provincia, vi prego, non ci sarebbe storia (come si dice a Livorno: “Un c’è scozzo!”). Sul “Corriere” on line qualcuno si è perfino azzardato a scrivere che adesso questa simpatica rivalità campanilistica si sarebbe assai ridimensionata. Intanto “rivalità campanilistica” questo gran paio di schizzi giovanili di Rembrandt, Pisa e Livorno si odiano e questo sia chiaro. E poi ridimensionata “ma di ‘osa?”
Livorno nasce come nucleo mediceo in funzione anti pisana, qualcuno afferma che a Pisa si dica normalmente “dé”, come a Livorno, però a Livorno, vivaddio, non si dice “gào” o “mi!” come a Pisa, e questo sia chiaro. Si dice che ormai i pisani hanno la tintarella come i livornesi, ma il guaio è che i livornesi non hanno la tintarella, sono riarsi dal sole e dal salmastro. Livorno ha inventato il cinqueccinque, Pisa ha solo rinominato la poesia della “torta di ceci” trasformandola in “cecìna”, nome orrendo e volgare.

A Livorno se compravi un’automobile targata Pisa ti toccava metterci l’adesivo “Non distruggetemela, sono livornese al 100%!!”

E in nome della crisi si confonono le identità con il folklore.

Livornesi e pisani non vogliono avere nulla a che vedere gli uni con gli altri. Ma ce lo vedete un pisano che mangia il cacciucco o un livornese in cima al campanile storto?

Non so voi, ma a me l’idea di diventare pisornese mi rivolta un tantinello lo stomaco…

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